Le attività del progetto VALFOCAM, approvato con DRD n.163 del .231 del 25/11/2019, sono finalizzate ad incrementare l’efficienza degli allevamenti e migliorare la qualità della mozzarella di bufala e del fiordilatte bovino utilizzando nuovi miscugli foraggeri ad alta incidenza di leguminose, in due areali differenti della Campania, le colline del Beneventano e la Piana del Sele. Nelle aree montane, la bovinocoltura ha difficoltà a garantire redditività agli operatori in un mercato dei prodotti caseari sempre più globalizzato e aggressivo, mentre in quelle di pianura, i problemi sono essenzialmente connessi alla valorizzazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP e all’impatto ambientale degli allevamenti bufalini. Per entrambi i settori, ridurre i costi di produzione e migliorare la qualità, anche in termini di maggiore ecosostenibilità, del prodotto finale ai fini di un premio di prezzo, rappresentano obiettivi da raggiungere nel breve periodo, pena la stessa permanenza sul mercato delle aziende più fragili. I foraggi rappresentano in media il 60% della sostanza secca della razione per ruminanti da latte. Ne consegue che la qualità dei foraggi influenza quantità e qualità delle produzioni, il bilancio dei nutrienti e dell’energia, e il risultato economico aziendale dato che, qualunque sia la specie allevata e il prodotto finale, l’alimentazione rappresenta la parte più consistente dei costi variabili. Proprio a causa dei suoi numerosi risvolti, la scelta del foraggio da coltivare deve tener conto sia dei costi di produzione del foraggio alla mangiatoia (vale a dire prendendo in considerazione costi e perdite di trasformazione) sia dell’impatto del foraggio sul costo di approvvigionamento dei concentrati, sulle prestazioni degli animali e sulla qualità dei prodotti. Va tenuto conto, inoltre, della stabilità della resa e della qualità della coltura foraggera e degli effetti sulla fertilità del suolo e sulla produttività della coltura successiva. In Campania, gli erbai autunno-vernini rappresentano una quota importante dell’approvvigionamento foraggero. Un loro miglioramento è potenzialmente in grado di ridurre l’approvvigionamento esterno degli alimenti, di influenzare positivamente la qualità dei prodotti caseari, e di limitare l’impatto ambientale degli allevamenti. L’obiettivo del progetto è quello di selezionare i miscugli foraggeri in grado di innalzare la quota foraggera della razione consentendo di: (a) ridurre l’acquisto di concentrati; (b) potenziare la fertilità dei suoli; (c) incrementare l’ecosostenibilità delle aziende; (d) migliorare la qualità della mozzarella di bufala, del fiordilatte e del latte bovino (e) migliorare il reddito degli agricoltori.

Progetto Valorizzazione Foraggi Campani (VALFOCAM) “

Antonio Di FRANCIA
Membro del Collaboration Group
;
Masucci Felicia
Membro del Collaboration Group
;
Serrapica Francesco
Membro del Collaboration Group
;
De Rosa Giuseppe
Membro del Collaboration Group
;
Barone Carmela
Membro del Collaboration Group
;
Fagnano Massimo
Membro del Collaboration Group
;
Fiorentino Nunzio
Membro del Collaboration Group
2019

Abstract

Le attività del progetto VALFOCAM, approvato con DRD n.163 del .231 del 25/11/2019, sono finalizzate ad incrementare l’efficienza degli allevamenti e migliorare la qualità della mozzarella di bufala e del fiordilatte bovino utilizzando nuovi miscugli foraggeri ad alta incidenza di leguminose, in due areali differenti della Campania, le colline del Beneventano e la Piana del Sele. Nelle aree montane, la bovinocoltura ha difficoltà a garantire redditività agli operatori in un mercato dei prodotti caseari sempre più globalizzato e aggressivo, mentre in quelle di pianura, i problemi sono essenzialmente connessi alla valorizzazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP e all’impatto ambientale degli allevamenti bufalini. Per entrambi i settori, ridurre i costi di produzione e migliorare la qualità, anche in termini di maggiore ecosostenibilità, del prodotto finale ai fini di un premio di prezzo, rappresentano obiettivi da raggiungere nel breve periodo, pena la stessa permanenza sul mercato delle aziende più fragili. I foraggi rappresentano in media il 60% della sostanza secca della razione per ruminanti da latte. Ne consegue che la qualità dei foraggi influenza quantità e qualità delle produzioni, il bilancio dei nutrienti e dell’energia, e il risultato economico aziendale dato che, qualunque sia la specie allevata e il prodotto finale, l’alimentazione rappresenta la parte più consistente dei costi variabili. Proprio a causa dei suoi numerosi risvolti, la scelta del foraggio da coltivare deve tener conto sia dei costi di produzione del foraggio alla mangiatoia (vale a dire prendendo in considerazione costi e perdite di trasformazione) sia dell’impatto del foraggio sul costo di approvvigionamento dei concentrati, sulle prestazioni degli animali e sulla qualità dei prodotti. Va tenuto conto, inoltre, della stabilità della resa e della qualità della coltura foraggera e degli effetti sulla fertilità del suolo e sulla produttività della coltura successiva. In Campania, gli erbai autunno-vernini rappresentano una quota importante dell’approvvigionamento foraggero. Un loro miglioramento è potenzialmente in grado di ridurre l’approvvigionamento esterno degli alimenti, di influenzare positivamente la qualità dei prodotti caseari, e di limitare l’impatto ambientale degli allevamenti. L’obiettivo del progetto è quello di selezionare i miscugli foraggeri in grado di innalzare la quota foraggera della razione consentendo di: (a) ridurre l’acquisto di concentrati; (b) potenziare la fertilità dei suoli; (c) incrementare l’ecosostenibilità delle aziende; (d) migliorare la qualità della mozzarella di bufala, del fiordilatte e del latte bovino (e) migliorare il reddito degli agricoltori.
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