L'articolo prende in esame i sigilli delle regine angioine di Napoli, mai entrati negli studi storici e tantomeno storico-artistici riguardanti la produzione di opere d'arte commissionate dai re e dalle regine angioine in un periodo compreso la seconda metà del Duecento e il terzo quarto del Trecento. L'approccio al tema è fortemente interdisciplinare, includendo innanzitutto i settori della storia dell'arte e della storia medievale, allargandosi anche agli studi di genere. La ricerca pubblicata in quest'articolo, condotta compulsando in fondi di diversi archivi europei (soprattutto a Parigi, Avignone e Marsiglia), ha permesso all'autrice di ritrovare le impronte originali in cera dei sigilli delle regine, ma anche dei re angioini, di poterli mettere a confronto e di poter stabilire con un notevole margine di certezza la data e il luogo di produzione delle matrici sigillari da parte degli artisti ai quali le regine, ma nella maggior parte dei casi i loro consorti, commissionarono questi oggetti. Malgrado l'esiguo formato, le impronte ritrovate sono esaminate non diversamente dalle opere d'arte monumentali. Ma per il loro stesso statuto, questi sigilli veicolarono, più di ogni altra opera d’arte, l’immagine simbolica del potere sovrano, l’unica autorizzata giuridicamente a rappresentarli anche fuori dai confini del regno, costituendo la più efficace e diffusa proiezione pubblica dell’istituzione monarchica incarnata in quel re o in quella regina in uno spazio temporale circoscritto. I sigilli analizzati nell'articolo rappresentano, in effetti, un anello essenziale nella storia della produzione artistica angioina, al pari della pittura, della scultura o della miniatura, ed è con questi ambiti che dovrebbero essere messi in parallelo in qualsiasi ricerca sulla storia dell’arte del Regnum Siciliæ. La confluenza che emerge dalla comparazione tra generi artistici diversi è interpretata come prova di uno stretto dialogo tra artisti e atelier, locali e transalpini, nella capitale del regno. L'articolo si basa su un metodo di indagine che può essere riprodotto anche in altri ambiti geografici e cronologici della ricerca storico-artistica.

I sigilli delle regine della maison d'Anjou-Naples (1266-1382) / Lucherini, V.. - (2024), pp. 91-116.

I sigilli delle regine della maison d'Anjou-Naples (1266-1382)

V. Lucherini
2024

Abstract

L'articolo prende in esame i sigilli delle regine angioine di Napoli, mai entrati negli studi storici e tantomeno storico-artistici riguardanti la produzione di opere d'arte commissionate dai re e dalle regine angioine in un periodo compreso la seconda metà del Duecento e il terzo quarto del Trecento. L'approccio al tema è fortemente interdisciplinare, includendo innanzitutto i settori della storia dell'arte e della storia medievale, allargandosi anche agli studi di genere. La ricerca pubblicata in quest'articolo, condotta compulsando in fondi di diversi archivi europei (soprattutto a Parigi, Avignone e Marsiglia), ha permesso all'autrice di ritrovare le impronte originali in cera dei sigilli delle regine, ma anche dei re angioini, di poterli mettere a confronto e di poter stabilire con un notevole margine di certezza la data e il luogo di produzione delle matrici sigillari da parte degli artisti ai quali le regine, ma nella maggior parte dei casi i loro consorti, commissionarono questi oggetti. Malgrado l'esiguo formato, le impronte ritrovate sono esaminate non diversamente dalle opere d'arte monumentali. Ma per il loro stesso statuto, questi sigilli veicolarono, più di ogni altra opera d’arte, l’immagine simbolica del potere sovrano, l’unica autorizzata giuridicamente a rappresentarli anche fuori dai confini del regno, costituendo la più efficace e diffusa proiezione pubblica dell’istituzione monarchica incarnata in quel re o in quella regina in uno spazio temporale circoscritto. I sigilli analizzati nell'articolo rappresentano, in effetti, un anello essenziale nella storia della produzione artistica angioina, al pari della pittura, della scultura o della miniatura, ed è con questi ambiti che dovrebbero essere messi in parallelo in qualsiasi ricerca sulla storia dell’arte del Regnum Siciliæ. La confluenza che emerge dalla comparazione tra generi artistici diversi è interpretata come prova di uno stretto dialogo tra artisti e atelier, locali e transalpini, nella capitale del regno. L'articolo si basa su un metodo di indagine che può essere riprodotto anche in altri ambiti geografici e cronologici della ricerca storico-artistica.
2024
9791254695678
I sigilli delle regine della maison d'Anjou-Naples (1266-1382) / Lucherini, V.. - (2024), pp. 91-116.
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