Tra Cinque e Seicento, a Napoli come nelle isole di Capri, Procida e Ischia, castelli, forti, mura e torri ridisegnarono il paesaggio naturale, le cui gerarchie visive venivano ora rimodulate dai nuovi baluardi. Non di rado, il potenziamento delle difese fu attuato in più ampi progetti di ampliamento urbano. È quel che accadeva intorno agli anni Ottanta del XVI secolo anche a Procida quando, in seguito ai ripetuti attacchi della pirateria musulmana, Innico d’Avalos, signore dell’isola e abate commendatario della locale badia di Sant’Angelo, commissionò la costruzione di una fortezza inglobando l’antica cittadella medievale della Terra in un nuovo organismo urbano focalizzato sul palazzo fortificato dei d’Avalos, collegato a una cinta bastionata e aperto su un’ariosa piazza d’Armi. Tra XVIII e XIX secolo, in una mutata realtà storica, sulla roccaforte dei d’Avalos si sedimentarono molteplici trasformazioni: il progetto per la Real Caccetta dei Borbone seguito all’istituzione del Sito Reale, poi la destinazione a Scuola Militare istituita all’indomani della restaurazione borbonica, quindi l’adattamento in Bagno Penale dal 1830, perdurante fino al 1988, incisero profondamente sul significato della monumentale fortezza rinascimentale. Between the sixteenth and seventeenth centuries, in Naples as on the islands of Capri, Procida and Ischia, castles, forts, walls and towers redesigned the natural landscape, whose visual hierarchies were now being reshaped by the new bastions. Not infrequently, the reinforcement of the defences was implemented in broader urban expansion projects. This was also what happened around the 1680s in Procida when, following repeated attacks by Muslim pirates, Innico d'Avalos, lord of the island and commendatory abbot of the local abbey of Sant'Angelo, commissioned the construction of a fortress by incorporating the ancient medieval citadel of Terra into a new urban organism centred on the d'Avalos' fortified palace, connected to a rampart wall and opening onto an airy Piazza d'Armi. Between the 18th and 19th centuries, in a changed historical reality, many transformations took place on the d'Avalos stronghold: Real Caccetta of the Bourbons with the establishment of the first Royal Site, then its use as a Military School instituted after the Bourbon Restoration, then its adaptation into a penitentiary from 1830, lasting until 1988, profoundly affected the significance of the monumental Renaissance fortress.
«Una rovina fantastica abitata dai serpi, dai gufi e dalle rondini»: la roccaforte dei d’Avalos di Procida, oltre li turchi/«A fantastic ruin inhabited by snakes, owls and swallows»: the d’Avalos stronghold on Procida, beyond the Turks / DI LIELLO, Salvatore. - si:(2023), pp. 387-398.
«Una rovina fantastica abitata dai serpi, dai gufi e dalle rondini»: la roccaforte dei d’Avalos di Procida, oltre li turchi/«A fantastic ruin inhabited by snakes, owls and swallows»: the d’Avalos stronghold on Procida, beyond the Turks
Salvatore Di Liello
2023
Abstract
Tra Cinque e Seicento, a Napoli come nelle isole di Capri, Procida e Ischia, castelli, forti, mura e torri ridisegnarono il paesaggio naturale, le cui gerarchie visive venivano ora rimodulate dai nuovi baluardi. Non di rado, il potenziamento delle difese fu attuato in più ampi progetti di ampliamento urbano. È quel che accadeva intorno agli anni Ottanta del XVI secolo anche a Procida quando, in seguito ai ripetuti attacchi della pirateria musulmana, Innico d’Avalos, signore dell’isola e abate commendatario della locale badia di Sant’Angelo, commissionò la costruzione di una fortezza inglobando l’antica cittadella medievale della Terra in un nuovo organismo urbano focalizzato sul palazzo fortificato dei d’Avalos, collegato a una cinta bastionata e aperto su un’ariosa piazza d’Armi. Tra XVIII e XIX secolo, in una mutata realtà storica, sulla roccaforte dei d’Avalos si sedimentarono molteplici trasformazioni: il progetto per la Real Caccetta dei Borbone seguito all’istituzione del Sito Reale, poi la destinazione a Scuola Militare istituita all’indomani della restaurazione borbonica, quindi l’adattamento in Bagno Penale dal 1830, perdurante fino al 1988, incisero profondamente sul significato della monumentale fortezza rinascimentale. Between the sixteenth and seventeenth centuries, in Naples as on the islands of Capri, Procida and Ischia, castles, forts, walls and towers redesigned the natural landscape, whose visual hierarchies were now being reshaped by the new bastions. Not infrequently, the reinforcement of the defences was implemented in broader urban expansion projects. This was also what happened around the 1680s in Procida when, following repeated attacks by Muslim pirates, Innico d'Avalos, lord of the island and commendatory abbot of the local abbey of Sant'Angelo, commissioned the construction of a fortress by incorporating the ancient medieval citadel of Terra into a new urban organism centred on the d'Avalos' fortified palace, connected to a rampart wall and opening onto an airy Piazza d'Armi. Between the 18th and 19th centuries, in a changed historical reality, many transformations took place on the d'Avalos stronghold: Real Caccetta of the Bourbons with the establishment of the first Royal Site, then its use as a Military School instituted after the Bourbon Restoration, then its adaptation into a penitentiary from 1830, lasting until 1988, profoundly affected the significance of the monumental Renaissance fortress.| File | Dimensione | Formato | |
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