Introduzione. Il burnout è una malattia professionale che colpisce le professioni d’aiuto e logora le risorse psicofisiche con conseguente calo nelle prestazioni lavorative. La letteratura mette in luce la specificità del burnout degli insegnanti, che ha portato alla costruzione di strumenti quantitativi ad hoc (Taddei, 1988). Il fenomeno è tuttavia così complesso che è opportuno sia ricollocarlo in una dimensione più ampia di malessere legato alla società ipermoderna (Kaes, 2014) sia approfondirlo con strumenti qualitativi per cogliere le tante variabili in gioco. All’interno di un progetto di ricerca-intervento contro la dispersione scolastica, realizzato dall’università con il terzo settore (Moreno et al., 2012), si è realizzato uno studio esplorativo con lo scopo di indagare il fenomeno a partire dalle narrazioni degli insegnanti e dal modo in cui essi stessi affrontano il problema. L’ipotesi è che vivano una condizione di malessere dovuta a crisi della funzione adulta e svalutazione sociale della scuola (Recalcati, 2014; Bottani, 2013), il tutto in una condizione di solitudine e competizione. Metodo. Lo strumento scelto è l’intervista narrativa quale mezzo privilegiato per accedere alle modalità di significazione personale dell’esperienza (Bruner, 1990). Sono stati intervistati, nel giugno 2015, 18 docenti di scuola media (12) e superiore (5); 3 sono docenti di sostegno, 9 insegnano materie umanistiche, 5 materie scientifiche; 5 docenti sono precari, 5 non lo sono mai stati e 7 lo sono stati in media 8 anni; 12 sono di ruolo, con una media di 17 anni di insegnamento. Le interviste audio-registrate e sbobinate avevano come domanda generativa: “In base alla sua esperienza professionale cosa pensa del malessere che colpisce la categoria docenti?”. Risultati. Al momento sono state analizzate 10 interviste attraverso il software Alceste (Reinert, 1986), strumento di analisi statistica di testi linguistici che ne ricerca l’organizzazione interna individuando co-occorrenze (presenza concomitante di più parole piene) che formano cluster stabili, corrispondenti a universi lessicali con specifici vocabolari e strutture linguistiche. Il corpus è di 48547 occorrenze, 5994 forme distinte e indice di stabilità 63%. 3 i cluster emersi: 1. L’insegnante senza poteri e il contesto (25.25% u.c.e.): le cause del malessere sono connesse alla svalutazione sociale della professione e alla complessità dei contesti di lavoro. 2. Cosa mi fa andare avanti (49.51% u.c.e.): racconti di gratificazioni personali. 3. Relazioni difficili (25.25% u.c.e.): racconti di disagio nel rapporto con gli adolescenti. Conclusioni. I risultati indicano che le cause del malessere sono attribuite al piano sociale (svalutazione professionale, contesti a rischio) ma le risorse per evitarlo sembrano essere solo individuali (motivazione, tenuta psichica e fisica). Si segnala che questo studio fa parte di una più ampia ricerca che indaga anche quantitativamente burnout, risorse del territorio e supporto sociale.

Dal malessere professionale al burnout nella scuola ipermoderna: la parola agli insegnanti

IORIO, ILARIA;PARRELLO, SANTA;ZACCARO, ANTONELLA;MENNA, PALMA
2016

Abstract

Introduzione. Il burnout è una malattia professionale che colpisce le professioni d’aiuto e logora le risorse psicofisiche con conseguente calo nelle prestazioni lavorative. La letteratura mette in luce la specificità del burnout degli insegnanti, che ha portato alla costruzione di strumenti quantitativi ad hoc (Taddei, 1988). Il fenomeno è tuttavia così complesso che è opportuno sia ricollocarlo in una dimensione più ampia di malessere legato alla società ipermoderna (Kaes, 2014) sia approfondirlo con strumenti qualitativi per cogliere le tante variabili in gioco. All’interno di un progetto di ricerca-intervento contro la dispersione scolastica, realizzato dall’università con il terzo settore (Moreno et al., 2012), si è realizzato uno studio esplorativo con lo scopo di indagare il fenomeno a partire dalle narrazioni degli insegnanti e dal modo in cui essi stessi affrontano il problema. L’ipotesi è che vivano una condizione di malessere dovuta a crisi della funzione adulta e svalutazione sociale della scuola (Recalcati, 2014; Bottani, 2013), il tutto in una condizione di solitudine e competizione. Metodo. Lo strumento scelto è l’intervista narrativa quale mezzo privilegiato per accedere alle modalità di significazione personale dell’esperienza (Bruner, 1990). Sono stati intervistati, nel giugno 2015, 18 docenti di scuola media (12) e superiore (5); 3 sono docenti di sostegno, 9 insegnano materie umanistiche, 5 materie scientifiche; 5 docenti sono precari, 5 non lo sono mai stati e 7 lo sono stati in media 8 anni; 12 sono di ruolo, con una media di 17 anni di insegnamento. Le interviste audio-registrate e sbobinate avevano come domanda generativa: “In base alla sua esperienza professionale cosa pensa del malessere che colpisce la categoria docenti?”. Risultati. Al momento sono state analizzate 10 interviste attraverso il software Alceste (Reinert, 1986), strumento di analisi statistica di testi linguistici che ne ricerca l’organizzazione interna individuando co-occorrenze (presenza concomitante di più parole piene) che formano cluster stabili, corrispondenti a universi lessicali con specifici vocabolari e strutture linguistiche. Il corpus è di 48547 occorrenze, 5994 forme distinte e indice di stabilità 63%. 3 i cluster emersi: 1. L’insegnante senza poteri e il contesto (25.25% u.c.e.): le cause del malessere sono connesse alla svalutazione sociale della professione e alla complessità dei contesti di lavoro. 2. Cosa mi fa andare avanti (49.51% u.c.e.): racconti di gratificazioni personali. 3. Relazioni difficili (25.25% u.c.e.): racconti di disagio nel rapporto con gli adolescenti. Conclusioni. I risultati indicano che le cause del malessere sono attribuite al piano sociale (svalutazione professionale, contesti a rischio) ma le risorse per evitarlo sembrano essere solo individuali (motivazione, tenuta psichica e fisica). Si segnala che questo studio fa parte di una più ampia ricerca che indaga anche quantitativamente burnout, risorse del territorio e supporto sociale.
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