Il presente lavoro si propone di analizzare le strategie di lessicalizzazione (Talmy, 1983, 1985, 2000) degli eventi di movimento in italiano L2 da parte di apprendenti polacchi e ghanesi. Lo studio intende valutare la maniera in cui gli apprendenti esprimono le relazioni spaziali dinamiche in italiano L2, l’influenza che il sistema linguistico-concettuale della propria L1 può esercitare sulla produzione linguistica in L2 (Thinking for Speaking, Slobin, 1996, 2004) ed infine, le difficoltà che essi possono incontrare nell’apprendere un nuovo sistema linguistico, tipologicamente distante dalla propria L1. Il quadro teorico adottato nella nostra ricerca si basa sulla classificazione tipologica delle lingue del mondo di L. Talmy (cf. supra) e la rivisitazione di quest’ultima proposta da Slobin (cf. supra). Secondo Talmy un evento di movimento (Motion Event) si compone di: a. Figure (entità in movimento o localizzata); b. Ground (entità alla quale il Figure è legato nello spazio); c. Path (traiettoria del movimento seguita dal Figure); d. Motion (espressione del movimento) A tali elementi semantici, Talmy aggiunge dei Co-events per poter rendere un Motion Event completo: 1. Cause (causa del movimento); 2. Manner (Maniera del movimento). Tenuto conto dell’importanza che ciascuna componente semantica riveste in qualsiasi evento di movimento, le lingue del mondo possono veicolare l’informazione spaziale per il tramite di strategie differenti. Per tal motivo, Talmy distingue due grandi tipologie: satellite-framed languages et verb-framed languages. Le prime, quali le lingue germaniche e le lingue slave, tendono a veicolare la traiettoria (Path) in un elemento, detto satellite (particella o preposizione) postposto o anteposto al verbo, mentre la causa e/o la maniera del movimento sono lessicalizzate nella radice verbale. Le seconde, invece, che comprendono le lingue romanze, lessicalizzano il Path nel verbo, mentre le altre componenti (Maniera / Causa) sono espresse tramite una proposizione subordinata o indipendente. Nel 2004 Slobin rivisita la teoria di Talmy, ponendo la sua attenzione sulla Maniera del Movimento e distinguendo le high manner salient languages dalle low-manner salient languages. Le lingue germaniche e le lingue slave, ad esempio, sarebbero delle high-manner salient languages, perché il sistema linguistico di tali lingue è ricco di verbi che lessicalizzano la maniera e quindi facilmente accessibile. Al contrario, le lingue romanze, non disponendo di molti verbi di maniera, veicolerebbero tale componente del movimento in maniera opzionale. Al fine della nostra ricerca, sono stati analizzati dei racconti fittizi prodotti da 8 apprendenti ghanesi e 10 apprendenti polacchi, il cui livello interlinguistico oscilla tra il post-basico iniziale e il quasi-nativo (Klein & Perdue, 1992, Giuliano, 2004 a/c). Inoltre, i dati di questi ultimi sono stati comparati con un gruppo di controllo italofono in riferimento allo stesso compito verbale complesso. I dati sono stati raccolti per il tramite di un cartone animato muto della serie polacca Reksio (Marzalek, 1967), ricco di movimenti volontari nello spazio. Ogni informatore ha visionato l’episodio in maniera individuale e successivamente ha dovuto raccontare la storia al suo interlocutore. L’analisi dei dati si basa sui seguenti parametri: 1. Densità semantica, ossia numero delle componenti espresse; 2. Locus delle informazioni, ossia ambito in cui è focalizzata la componente; 3. Focus, attenzione portata sulla componente. I risultati dei dati analizzati mostreranno che gli italofoni sfruttano entrambe le strategie di lessicalizzazione, ossia quella verbale, tipica delle lingue romanze, e quella a satellite per il tramite dei verbi sintagmatici (Simone, 1997, Iacobini & Masini, 2006). Questi ultimi rappresentano una classe lessicale molto produttiva in italiano e fa sì che tale lingua rappresenti un caso di variazione intratipologica rispetto alle altre lingue romanze (Anastasio, 2014; Russo, 2014). Per quanto riguarda gli apprendenti, l’analisi dei dati evidenzierà che essi riescono a codificare l’informazione spaziale dinamica in L2 senza, tuttavia, abbandonare la concettualizzazione tipica della L1. Non a caso, gli apprendenti ghanesi non sempre riescono a lessicalizzare la traiettoria nella radice verbale e la maniera con un elemento periferico, struttura tipica dell’italiano. Al contrario, essi si servono spesso di verbi sintagmatici, come mostra l’esempio seguente: (1) Ben, apprendente ghanese italiano L2 e subito dopo ha bussato la porta e quando è uscito il proprietario fuori è caduto dalla pipì Probabilmente, gli apprendenti ghanesi si servono di tale struttura per influenza della strategia di lessicalizzazione adottata in twi, che rientra nelle lingue seriali. Per quanto riguarda gli apprendenti polacchi, i dati mostreranno una predilezione per i verbi di maniera di movimento e la tendenza a voler specificare l’orientamento verticale o orizzontale delle entità, il che non è altro che un transfer di ciò che essi fanno nella loro lingua materna: (2) Monika va a prendere questa scala e lo mette e: sdraiata + diciamo orizzontalmente sul sul lago Il polacco in quanto high manner salient language tende a codificare la maniera dello spostamento nello spazio per il tramite di un gruppo di verbi che lessicalizza tale componente semantica, che è altamente sviluppata e di conseguenza accessibile in polacco. L’italiano, al contrario, è una low manner salient language, per cui la maniera del movimento e la postura delle entità sono delle informazioni che vanno ricavate dalla conoscenza ed esperienza che si ha del mondo e ciò è dovuto anche al fatto che non esiste un dominio grammaticale specifico per veicolare tali componenti semantiche. Di conseguenza, quello che per gli italofoni costituisce un’ovvietà, per i polacchi è cruciale da veicolare anche in una L2 diversa dalla propria L1. La distanza tipologica tra il polacco e il twi da un lato e l’italiano dall’altro, sembra, dunque, creare delle difficoltà nel processo di apprendimento dell’italiano L2 da parte degli immigrati polacchi e ghanesi, nonostante essi abbiamo raggiunto una competenza linguistica molto avanzata per alcuni, quasi-nativa per altri. La nostra ricerca vuole apportare dei nuovi risultati allo studio sulle relazioni spaziali dinamiche e volontarie, in quanto per l’italiano L1 tutti gli studi effettuati sino ad oggi sono in diacronia, mentre per l’apprendimento dell’italiano L2 pochi studi sono stati dedicati all’espressione dello spazio dinamico e del resto la combinazione delle lingue da noi scelta non è ancora stata testata.

Eventi di moto in italiano L2: strategie di lessicalizzazione nell’interlingua di apprendenti polacchi e ghanesi / Simona, Anastasio; Giuliano, Patrizia; Rosa, Russo. - (2016). (Intervento presentato al convegno XXVIII Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia Romanza tenutosi a Università di Roma La Sapienza, Roma nel 18-23 luglio 2016).

Eventi di moto in italiano L2: strategie di lessicalizzazione nell’interlingua di apprendenti polacchi e ghanesi

GIULIANO, PATRIZIA;
2016

Abstract

Il presente lavoro si propone di analizzare le strategie di lessicalizzazione (Talmy, 1983, 1985, 2000) degli eventi di movimento in italiano L2 da parte di apprendenti polacchi e ghanesi. Lo studio intende valutare la maniera in cui gli apprendenti esprimono le relazioni spaziali dinamiche in italiano L2, l’influenza che il sistema linguistico-concettuale della propria L1 può esercitare sulla produzione linguistica in L2 (Thinking for Speaking, Slobin, 1996, 2004) ed infine, le difficoltà che essi possono incontrare nell’apprendere un nuovo sistema linguistico, tipologicamente distante dalla propria L1. Il quadro teorico adottato nella nostra ricerca si basa sulla classificazione tipologica delle lingue del mondo di L. Talmy (cf. supra) e la rivisitazione di quest’ultima proposta da Slobin (cf. supra). Secondo Talmy un evento di movimento (Motion Event) si compone di: a. Figure (entità in movimento o localizzata); b. Ground (entità alla quale il Figure è legato nello spazio); c. Path (traiettoria del movimento seguita dal Figure); d. Motion (espressione del movimento) A tali elementi semantici, Talmy aggiunge dei Co-events per poter rendere un Motion Event completo: 1. Cause (causa del movimento); 2. Manner (Maniera del movimento). Tenuto conto dell’importanza che ciascuna componente semantica riveste in qualsiasi evento di movimento, le lingue del mondo possono veicolare l’informazione spaziale per il tramite di strategie differenti. Per tal motivo, Talmy distingue due grandi tipologie: satellite-framed languages et verb-framed languages. Le prime, quali le lingue germaniche e le lingue slave, tendono a veicolare la traiettoria (Path) in un elemento, detto satellite (particella o preposizione) postposto o anteposto al verbo, mentre la causa e/o la maniera del movimento sono lessicalizzate nella radice verbale. Le seconde, invece, che comprendono le lingue romanze, lessicalizzano il Path nel verbo, mentre le altre componenti (Maniera / Causa) sono espresse tramite una proposizione subordinata o indipendente. Nel 2004 Slobin rivisita la teoria di Talmy, ponendo la sua attenzione sulla Maniera del Movimento e distinguendo le high manner salient languages dalle low-manner salient languages. Le lingue germaniche e le lingue slave, ad esempio, sarebbero delle high-manner salient languages, perché il sistema linguistico di tali lingue è ricco di verbi che lessicalizzano la maniera e quindi facilmente accessibile. Al contrario, le lingue romanze, non disponendo di molti verbi di maniera, veicolerebbero tale componente del movimento in maniera opzionale. Al fine della nostra ricerca, sono stati analizzati dei racconti fittizi prodotti da 8 apprendenti ghanesi e 10 apprendenti polacchi, il cui livello interlinguistico oscilla tra il post-basico iniziale e il quasi-nativo (Klein & Perdue, 1992, Giuliano, 2004 a/c). Inoltre, i dati di questi ultimi sono stati comparati con un gruppo di controllo italofono in riferimento allo stesso compito verbale complesso. I dati sono stati raccolti per il tramite di un cartone animato muto della serie polacca Reksio (Marzalek, 1967), ricco di movimenti volontari nello spazio. Ogni informatore ha visionato l’episodio in maniera individuale e successivamente ha dovuto raccontare la storia al suo interlocutore. L’analisi dei dati si basa sui seguenti parametri: 1. Densità semantica, ossia numero delle componenti espresse; 2. Locus delle informazioni, ossia ambito in cui è focalizzata la componente; 3. Focus, attenzione portata sulla componente. I risultati dei dati analizzati mostreranno che gli italofoni sfruttano entrambe le strategie di lessicalizzazione, ossia quella verbale, tipica delle lingue romanze, e quella a satellite per il tramite dei verbi sintagmatici (Simone, 1997, Iacobini & Masini, 2006). Questi ultimi rappresentano una classe lessicale molto produttiva in italiano e fa sì che tale lingua rappresenti un caso di variazione intratipologica rispetto alle altre lingue romanze (Anastasio, 2014; Russo, 2014). Per quanto riguarda gli apprendenti, l’analisi dei dati evidenzierà che essi riescono a codificare l’informazione spaziale dinamica in L2 senza, tuttavia, abbandonare la concettualizzazione tipica della L1. Non a caso, gli apprendenti ghanesi non sempre riescono a lessicalizzare la traiettoria nella radice verbale e la maniera con un elemento periferico, struttura tipica dell’italiano. Al contrario, essi si servono spesso di verbi sintagmatici, come mostra l’esempio seguente: (1) Ben, apprendente ghanese italiano L2 e subito dopo ha bussato la porta e quando è uscito il proprietario fuori è caduto dalla pipì Probabilmente, gli apprendenti ghanesi si servono di tale struttura per influenza della strategia di lessicalizzazione adottata in twi, che rientra nelle lingue seriali. Per quanto riguarda gli apprendenti polacchi, i dati mostreranno una predilezione per i verbi di maniera di movimento e la tendenza a voler specificare l’orientamento verticale o orizzontale delle entità, il che non è altro che un transfer di ciò che essi fanno nella loro lingua materna: (2) Monika va a prendere questa scala e lo mette e: sdraiata + diciamo orizzontalmente sul sul lago Il polacco in quanto high manner salient language tende a codificare la maniera dello spostamento nello spazio per il tramite di un gruppo di verbi che lessicalizza tale componente semantica, che è altamente sviluppata e di conseguenza accessibile in polacco. L’italiano, al contrario, è una low manner salient language, per cui la maniera del movimento e la postura delle entità sono delle informazioni che vanno ricavate dalla conoscenza ed esperienza che si ha del mondo e ciò è dovuto anche al fatto che non esiste un dominio grammaticale specifico per veicolare tali componenti semantiche. Di conseguenza, quello che per gli italofoni costituisce un’ovvietà, per i polacchi è cruciale da veicolare anche in una L2 diversa dalla propria L1. La distanza tipologica tra il polacco e il twi da un lato e l’italiano dall’altro, sembra, dunque, creare delle difficoltà nel processo di apprendimento dell’italiano L2 da parte degli immigrati polacchi e ghanesi, nonostante essi abbiamo raggiunto una competenza linguistica molto avanzata per alcuni, quasi-nativa per altri. La nostra ricerca vuole apportare dei nuovi risultati allo studio sulle relazioni spaziali dinamiche e volontarie, in quanto per l’italiano L1 tutti gli studi effettuati sino ad oggi sono in diacronia, mentre per l’apprendimento dell’italiano L2 pochi studi sono stati dedicati all’espressione dello spazio dinamico e del resto la combinazione delle lingue da noi scelta non è ancora stata testata.
2016
Eventi di moto in italiano L2: strategie di lessicalizzazione nell’interlingua di apprendenti polacchi e ghanesi / Simona, Anastasio; Giuliano, Patrizia; Rosa, Russo. - (2016). (Intervento presentato al convegno XXVIII Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia Romanza tenutosi a Università di Roma La Sapienza, Roma nel 18-23 luglio 2016).
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