L’Associazione Maestri di Strada ha promosso nell’anno scolastico 2013-14 il corso METIS Metodologie Educative Territoriali per l’Inclusione Sociale, rivolto a insegnanti di 6 città (Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Cosenza), con l'obiettivo di diffondere le metodologie educative applicate da tempo nelle scuole (Moreno, Valerio, 2004; Parrello et al., 2012). In ciascuna città sono stati organizzati 2 weekend di formazione, contenenti anche incontri di gruppo multivisione ispirati alla metodologia di Balint (1957) e già utilizzati con insegnanti (Pergola, 2010). Assumendo che il lavoro dei docenti sia reso più difficile dalla loro solitudine, fortemente indotta dall’istituzione, e dalla mancanza di uno spazio sistematico di pensiero, obiettivo principale era di far sperimentare il gruppo come luogo potenziale di incontro per narrare e riflettere sulle situazioni educative più difficili. Metodo 500 insegnanti volontari di 6 città hanno partecipato fra ottobre e aprile a 6 incontri di 2h di gruppo multivisione (15 componenti, eterogenei per genere, tipo di scuola ed anni di esperienza) guidati da uno psicologo alla presenza di un osservatore non partecipante, che successivamente stendeva dei resoconti narrativi. Il corpus ottenuto è stato sottoposto ad analisi testuale di tipo categoriale con Atlas.ti (Muhr, 1993). Risultati L’analisi testuale ha consentito di individuare categorie inerenti (A) dinamiche (improduttive: lamentazioni, discussioni per stereotipi; produttive: critiche, narrazioni, riflessioni) e (B) contenuti (emozioni, motivazioni, credibilità/autorevolezza, complessità), in relazione alle variabili luogo (città) e tempo (n progressivo incontro). Seppur con progressione non lineare, gli insegnanti hanno via via incrementato le dinamiche produttive. Conclusioni I risultati e il questionario finale di valutazione confermano l’apprezzamento dell’esperienza, considerata dai più auspicabile e sorprendentemente “possibile” nella scuola così com’è.

Il gruppo multivisione come risorsa ‘possibile’ nella scuola: un’esperienza con insegnanti di sei città italiane

PARRELLO, SANTA;MENNA, PALMA;ZACCARO, ANTONELLA;Iorio I.
2014

Abstract

L’Associazione Maestri di Strada ha promosso nell’anno scolastico 2013-14 il corso METIS Metodologie Educative Territoriali per l’Inclusione Sociale, rivolto a insegnanti di 6 città (Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Cosenza), con l'obiettivo di diffondere le metodologie educative applicate da tempo nelle scuole (Moreno, Valerio, 2004; Parrello et al., 2012). In ciascuna città sono stati organizzati 2 weekend di formazione, contenenti anche incontri di gruppo multivisione ispirati alla metodologia di Balint (1957) e già utilizzati con insegnanti (Pergola, 2010). Assumendo che il lavoro dei docenti sia reso più difficile dalla loro solitudine, fortemente indotta dall’istituzione, e dalla mancanza di uno spazio sistematico di pensiero, obiettivo principale era di far sperimentare il gruppo come luogo potenziale di incontro per narrare e riflettere sulle situazioni educative più difficili. Metodo 500 insegnanti volontari di 6 città hanno partecipato fra ottobre e aprile a 6 incontri di 2h di gruppo multivisione (15 componenti, eterogenei per genere, tipo di scuola ed anni di esperienza) guidati da uno psicologo alla presenza di un osservatore non partecipante, che successivamente stendeva dei resoconti narrativi. Il corpus ottenuto è stato sottoposto ad analisi testuale di tipo categoriale con Atlas.ti (Muhr, 1993). Risultati L’analisi testuale ha consentito di individuare categorie inerenti (A) dinamiche (improduttive: lamentazioni, discussioni per stereotipi; produttive: critiche, narrazioni, riflessioni) e (B) contenuti (emozioni, motivazioni, credibilità/autorevolezza, complessità), in relazione alle variabili luogo (città) e tempo (n progressivo incontro). Seppur con progressione non lineare, gli insegnanti hanno via via incrementato le dinamiche produttive. Conclusioni I risultati e il questionario finale di valutazione confermano l’apprezzamento dell’esperienza, considerata dai più auspicabile e sorprendentemente “possibile” nella scuola così com’è.
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