Questa ricerca vuole apportare nuovi dati sui travertini dell'Italia meridionale e in particolare sulle relazioni che legano la deposizione di corpi travertinosi alla distribuzione di sorgenti mineralizzate e faglie attive. Un recente studio riguardante l'Appennino centromeridionale (Santo et al., 2011) ha evidenziato che esiste una coincidenza tra la distribuzione territoriale dei sinkholes, la presenza di sorgenti mineralizzate (Del Prete et al., 2010), la risalita di gas endogeni, la deposizione di travertino e le faglie attive, suggerendo che nelle zone in cui le acque minerali sono presenti lungo le principali zone di faglia, il mescolamento di fluidi profondi con acque meteoriche sotterranee può influenzare fortemente la formazione di collapse sinkholes carsici e la deposizione di travertino. I travertini della Campania sono stati studiati da diversi Autori e in diversi ambiti, ma non è mai stato fatto un lavoro di sintesi che comprendesse e mettesse a confronto tutti i depositi di travertino della Campania. Si è reputato pertanto necessario provvedere ad una identificazione di tutti i depositi di travertino della regione che riguardasse la distribuzione e l'analisi dei travertini formati tra il Pleistocene superiore e l'Olocene, considerando solo i "Mappable travertine bodies", cioè quei corpi deposizionali che presentano spessori ed estensioni cartografabili alla scala media (tra 1: 25k e 1:100k). Questa tesi raccoglie i risultati di questo studio e comprende: · Lo studio della distribuzione spaziale dei depositi di travertino mappabili della Campania, rispetto alle principali sorgenti basali dei massicci carbonatici, alle emissioni gassose e alle principali linee tettoniche attive; · Lo studio delle caratteristiche chimico-fisiche delle sorgenti; · Gli studi petrografici e isotopici (δ18O, δ13C) e delle facies dei depositi di travertino della Campania; · La definizione dell’ambiente di formazione dei travertini in relazione alle caratteristiche chimico-fisiche e isotopiche delle acque madri, al fine di definire i 6 fattori che controllano la disomogenea distribuzione spaziale dei processi di precipitazione. · La comprensione del modo in cui gli apporti endogeni contribuiscono alla mineralizzazione e alla maggiore aggressività delle acque e quindi il controllo della tettonica nella formazione dei depositi di travertino.

Tutor di Pamela Imbriale - I travertini quaternari della Campania: caratteri sedimentologici, geochimici e ipotesi genetica / Santangelo, Nicoletta; Ascione, Alessandra; Iannace, Alessandro; Santo, Antonio. - (2014).

Tutor di Pamela Imbriale - I travertini quaternari della Campania: caratteri sedimentologici, geochimici e ipotesi genetica

SANTANGELO, NICOLETTA;ASCIONE, ALESSANDRA;IANNACE, ALESSANDRO;SANTO, ANTONIO
2014

Abstract

Questa ricerca vuole apportare nuovi dati sui travertini dell'Italia meridionale e in particolare sulle relazioni che legano la deposizione di corpi travertinosi alla distribuzione di sorgenti mineralizzate e faglie attive. Un recente studio riguardante l'Appennino centromeridionale (Santo et al., 2011) ha evidenziato che esiste una coincidenza tra la distribuzione territoriale dei sinkholes, la presenza di sorgenti mineralizzate (Del Prete et al., 2010), la risalita di gas endogeni, la deposizione di travertino e le faglie attive, suggerendo che nelle zone in cui le acque minerali sono presenti lungo le principali zone di faglia, il mescolamento di fluidi profondi con acque meteoriche sotterranee può influenzare fortemente la formazione di collapse sinkholes carsici e la deposizione di travertino. I travertini della Campania sono stati studiati da diversi Autori e in diversi ambiti, ma non è mai stato fatto un lavoro di sintesi che comprendesse e mettesse a confronto tutti i depositi di travertino della Campania. Si è reputato pertanto necessario provvedere ad una identificazione di tutti i depositi di travertino della regione che riguardasse la distribuzione e l'analisi dei travertini formati tra il Pleistocene superiore e l'Olocene, considerando solo i "Mappable travertine bodies", cioè quei corpi deposizionali che presentano spessori ed estensioni cartografabili alla scala media (tra 1: 25k e 1:100k). Questa tesi raccoglie i risultati di questo studio e comprende: · Lo studio della distribuzione spaziale dei depositi di travertino mappabili della Campania, rispetto alle principali sorgenti basali dei massicci carbonatici, alle emissioni gassose e alle principali linee tettoniche attive; · Lo studio delle caratteristiche chimico-fisiche delle sorgenti; · Gli studi petrografici e isotopici (δ18O, δ13C) e delle facies dei depositi di travertino della Campania; · La definizione dell’ambiente di formazione dei travertini in relazione alle caratteristiche chimico-fisiche e isotopiche delle acque madri, al fine di definire i 6 fattori che controllano la disomogenea distribuzione spaziale dei processi di precipitazione. · La comprensione del modo in cui gli apporti endogeni contribuiscono alla mineralizzazione e alla maggiore aggressività delle acque e quindi il controllo della tettonica nella formazione dei depositi di travertino.
2014
Tutor di Pamela Imbriale - I travertini quaternari della Campania: caratteri sedimentologici, geochimici e ipotesi genetica / Santangelo, Nicoletta; Ascione, Alessandra; Iannace, Alessandro; Santo, Antonio. - (2014).
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