In questo lavoro si analizza il processo di acquisizione del caso nel tedesco L2. L’analisi è incentrata sullo studio delle alternanze di caso nell’interlingua di apprendenti con L1 differenti, per la quale è individuata l’esistenza di un caso default, l’accusativo, il cui uso viene confrontato con quello dell’accusativo nel tedesco standard. L’utilizzo del caso accusativo come default e l’ordine degli elementi della frase sono in stretta correlazione: con l’apprendimento di nuovi elementi del sistema di caso, l’ordine degli elementi della frase tende a divenire più flessibile. L’interlingua di apprendenti una lingua seconda, pur essendo una variante fortemente instabile, è, tuttavia, un sistema linguistico e come tale attinge al piano semantico comune a tutti i sistemi linguistici naturali. La variabile di apprendimento, infatti, presenta un sistema di regole determinate di connessione tra piano sintattico e piano semantico. L’insieme di queste regole di connessione forma la sintassi di uno stadio dell’interlingua che, sebbene deviante rispetto alla variante di apprendimento, è un sistema a sé stante. La sintassi della variante di apprendimento è un insieme di strategie grammaticali che possono anche essere in contrasto tra di loro. Non è raro che in uno stadio dell’interlingua coesistano più regole per la realizzazione di un’unica funzione. Ciò comporta l’instabilità della variante, in quanto si assiste alla coesistenza di più regole tra di loro in conflitto e alla successiva affermazione di una strategia di realizzazione a discapito delle altre. Nell’analisi dell’interlingua del tedesco L2 è fondamentale lo studio dell’evoluzione del sistema di caso attraverso l’analisi della diminuzione della frequenza delle componenti devianti a livello sintattico e, di conseguenza, della connessione deviante tra il piano sintattico e quello semantico. L’analisi si basa sui corpora di nove parlanti apprendenti, di cui sei sono stati intervistati a intervalli di tempo regolari, durante l’arco di tre anni, e la cui interlingua si sviluppa attraverso tre stadi. Tre apprendenti sono stati intervistati durante un solo stadio dell’interlingua, un parlante per ogni fase, e sono stati analizzati in qualità di gruppo di controllo. Gli apprendenti provengono da diversi paesi (Italia, Svizzera, Russia, Turchia). Lo studio dell’interlingua di parlanti apprendenti non di stessa madrelingua permette una maggiore accuratezza nella ricerca di universali linguistici, che sono al di sopra di ogni possibile trasposizione di elementi della L1 nella lingua di apprendimento. I corpora utilizzati sono stati analizzati trasversalmente e longitudinalmente. Le teorie di riferimento sono la Grammatica del Ruolo e del Riferimento, la Grammatica Lessico- Funzionale e la Teoria dell’Ottimalità. Per ogni stadio dell’interlingua, l’analisi dei dati è stata effettuata dal punto di vista delle tre teorie grammaticali. La Teoria dell’Ottimalità è risultata essere la più adatta a rispecchiare l’evoluzione del sistema di caso nell’interlingua degli apprendenti il tedesco L2. La Teoria dell’Ottimalità non ha valore predittivo, bensì di descrizione di fenomeni linguistici. Esiste, infatti, una gamma di vincoli di buona formazione della frase tendenzialmente infinita. La gerarchia secondo cui sono ordinati i vincoli muta a seconda della lingua. Ciò rende possibile l’attivazione di un vincolo in un sistema linguistico e la sua retrocessione nelle sfere più basse della gerarchia di ordinamento dei vincoli in un’altra lingua. Per la Teoria dell’Ottimalità è possibile che diverse gerarchie di vincoli coesistano in un medesimo sistema linguistico. In questo modo, una devianza sistematica dalla lingua standard non è più, per un sistema linguistico di una variante di apprendimento, soltanto una divergenza dal dato previsto, bensì assurge alla posizione di vincolo dell’ordinamento posto tra le sfere più alte della gerarchia.

Aspetti dell'interfaccia lessico-sintassi nell'acquisizione di lingue seconde: le alternanze di caso in tedesco L2

CENNAMO, MICHELA;GIULIANO, PATRIZIA;SORNICOLA, ROSANNA
2007

Abstract

In questo lavoro si analizza il processo di acquisizione del caso nel tedesco L2. L’analisi è incentrata sullo studio delle alternanze di caso nell’interlingua di apprendenti con L1 differenti, per la quale è individuata l’esistenza di un caso default, l’accusativo, il cui uso viene confrontato con quello dell’accusativo nel tedesco standard. L’utilizzo del caso accusativo come default e l’ordine degli elementi della frase sono in stretta correlazione: con l’apprendimento di nuovi elementi del sistema di caso, l’ordine degli elementi della frase tende a divenire più flessibile. L’interlingua di apprendenti una lingua seconda, pur essendo una variante fortemente instabile, è, tuttavia, un sistema linguistico e come tale attinge al piano semantico comune a tutti i sistemi linguistici naturali. La variabile di apprendimento, infatti, presenta un sistema di regole determinate di connessione tra piano sintattico e piano semantico. L’insieme di queste regole di connessione forma la sintassi di uno stadio dell’interlingua che, sebbene deviante rispetto alla variante di apprendimento, è un sistema a sé stante. La sintassi della variante di apprendimento è un insieme di strategie grammaticali che possono anche essere in contrasto tra di loro. Non è raro che in uno stadio dell’interlingua coesistano più regole per la realizzazione di un’unica funzione. Ciò comporta l’instabilità della variante, in quanto si assiste alla coesistenza di più regole tra di loro in conflitto e alla successiva affermazione di una strategia di realizzazione a discapito delle altre. Nell’analisi dell’interlingua del tedesco L2 è fondamentale lo studio dell’evoluzione del sistema di caso attraverso l’analisi della diminuzione della frequenza delle componenti devianti a livello sintattico e, di conseguenza, della connessione deviante tra il piano sintattico e quello semantico. L’analisi si basa sui corpora di nove parlanti apprendenti, di cui sei sono stati intervistati a intervalli di tempo regolari, durante l’arco di tre anni, e la cui interlingua si sviluppa attraverso tre stadi. Tre apprendenti sono stati intervistati durante un solo stadio dell’interlingua, un parlante per ogni fase, e sono stati analizzati in qualità di gruppo di controllo. Gli apprendenti provengono da diversi paesi (Italia, Svizzera, Russia, Turchia). Lo studio dell’interlingua di parlanti apprendenti non di stessa madrelingua permette una maggiore accuratezza nella ricerca di universali linguistici, che sono al di sopra di ogni possibile trasposizione di elementi della L1 nella lingua di apprendimento. I corpora utilizzati sono stati analizzati trasversalmente e longitudinalmente. Le teorie di riferimento sono la Grammatica del Ruolo e del Riferimento, la Grammatica Lessico- Funzionale e la Teoria dell’Ottimalità. Per ogni stadio dell’interlingua, l’analisi dei dati è stata effettuata dal punto di vista delle tre teorie grammaticali. La Teoria dell’Ottimalità è risultata essere la più adatta a rispecchiare l’evoluzione del sistema di caso nell’interlingua degli apprendenti il tedesco L2. La Teoria dell’Ottimalità non ha valore predittivo, bensì di descrizione di fenomeni linguistici. Esiste, infatti, una gamma di vincoli di buona formazione della frase tendenzialmente infinita. La gerarchia secondo cui sono ordinati i vincoli muta a seconda della lingua. Ciò rende possibile l’attivazione di un vincolo in un sistema linguistico e la sua retrocessione nelle sfere più basse della gerarchia di ordinamento dei vincoli in un’altra lingua. Per la Teoria dell’Ottimalità è possibile che diverse gerarchie di vincoli coesistano in un medesimo sistema linguistico. In questo modo, una devianza sistematica dalla lingua standard non è più, per un sistema linguistico di una variante di apprendimento, soltanto una divergenza dal dato previsto, bensì assurge alla posizione di vincolo dell’ordinamento posto tra le sfere più alte della gerarchia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/423074
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