Nello studio si discute dei mezzi di coesione discorsiva, in particolare dell’impiego anaforico di alcuni elementi deittici, nella descrizione spaziale statica. Le lingue a cui mi sono interessata sono sei, di cui tre lingue germaniche (inglese, tedesco e svedese) e tre lingue romanze (italiano, francese, spagnolo). Ciascuna lingua è stata indagata sia come lingua materna sia come lingua seconda creando sempre una relazione con l’italiano; per il rapporto italiano/inglese, ad esempio, si dispone di dati in inglese L1 e di dati in italiano L1, nonché di dati in italiano L2 di anglofoni e di dati in inglese L2 di italofoni e così via per le altre lingue. Le conclusioni dello studio sono le seguenti: – per i testi descrittivi di tipo statico, le lingue germaniche sembrano accomunate dall’impiego anaforico di deittici spaziali del tipo ingl. there/here; ted. da/dort/hier; sve. då/där/här, che sono invece molto meno produttivi nelle lingue romanze; – in virtù delle proprie scelte discorsive, i parlanti di lingue germaniche tendono a “dire di meno” rispetto ai parlanti di lingue romanze o, per dirla in maniera differente, i locutori delle une e delle altre lingue si attengono a principi di “collaborazione discorsiva” differenti; – l’impiego delle anafore spaziali in questione caratterizza le interlingue degli apprendenti aventi una L1 germanica tanto ai livelli basici quanto ai livelli avanzati e quasi-nativi, confermando l’idea di autori come Carroll et al. 2000 che “la grammatica del testo” resti quasi sempre non acquisita dall’apprendente di L2 perfino ai livelli quasi nativi.

La coesione discorsiva in lingua prima e in lingua seconda: un confronto tra lingue romanze e lingue germaniche

GIULIANO, PATRIZIA
2006

Abstract

Nello studio si discute dei mezzi di coesione discorsiva, in particolare dell’impiego anaforico di alcuni elementi deittici, nella descrizione spaziale statica. Le lingue a cui mi sono interessata sono sei, di cui tre lingue germaniche (inglese, tedesco e svedese) e tre lingue romanze (italiano, francese, spagnolo). Ciascuna lingua è stata indagata sia come lingua materna sia come lingua seconda creando sempre una relazione con l’italiano; per il rapporto italiano/inglese, ad esempio, si dispone di dati in inglese L1 e di dati in italiano L1, nonché di dati in italiano L2 di anglofoni e di dati in inglese L2 di italofoni e così via per le altre lingue. Le conclusioni dello studio sono le seguenti: – per i testi descrittivi di tipo statico, le lingue germaniche sembrano accomunate dall’impiego anaforico di deittici spaziali del tipo ingl. there/here; ted. da/dort/hier; sve. då/där/här, che sono invece molto meno produttivi nelle lingue romanze; – in virtù delle proprie scelte discorsive, i parlanti di lingue germaniche tendono a “dire di meno” rispetto ai parlanti di lingue romanze o, per dirla in maniera differente, i locutori delle une e delle altre lingue si attengono a principi di “collaborazione discorsiva” differenti; – l’impiego delle anafore spaziali in questione caratterizza le interlingue degli apprendenti aventi una L1 germanica tanto ai livelli basici quanto ai livelli avanzati e quasi-nativi, confermando l’idea di autori come Carroll et al. 2000 che “la grammatica del testo” resti quasi sempre non acquisita dall’apprendente di L2 perfino ai livelli quasi nativi.
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