Il lavoro ha come obiettivo l’analisi delle produzioni narrative di tre differenti gruppi di apprendenti dell’italiano L2: - singalesi - ucraini - sudamericani. Gli informatori presentano il profilo di “immigrati” e risiedono a Napoli o negli immediati dintorni. Il loro apprendimento dell’italiano è o naturale o “misto”. Il supporto metodologico tramite il quale sono stati elicitati i dati corrisponde alla storia illustrata “Frog, where are you” di Mercer Meyer 1969; i racconti prodotti hanno il carattere di produzioni orali. Tali racconti sono stati analizzati da vari punti di vista: - morfologia verbale; - costruzioni verbali complesse a valore aspettuale; - strutture passive, modali, causative e di percezione; - livelli narrativi (trama e sfondo). L’analisi ha permesso di individuare percorsi comuni e punti di divergenza tra i tre gruppi. I risultati sono stati relazionati a svariate variabili: - lingua di partenza - grado di inserimento nella comunità ospitante - livello di istruzione - età ecc. Si sono quindi confrontati i risultati L2 con quelli ottenuti – per il tramite dello stesso supporto – per un gruppo di controllo di parlanti nativi dell’italiano, ugualmente provenienti dall’area di Napoli e dintorni, al fine di valutare la distanza o coincidenza dei primi rispetto ai secondi. Il lavoro si propone, infine, di segnalare alcuni possibili percorsi glottodidattici mirati ad individualizzare la didattica dell’abilità narrativa in italiano L2 per i tre gruppi di informatori considerati, la cui presenza nell’area partenopea è attualmente molto consistente.

Abilità narrativa, integrazione sociale e percorsi didattici. Il caso degli immigrati sudamericani, ucraini e srilankesi a Napoli.

GIULIANO, PATRIZIA
2010

Abstract

Il lavoro ha come obiettivo l’analisi delle produzioni narrative di tre differenti gruppi di apprendenti dell’italiano L2: - singalesi - ucraini - sudamericani. Gli informatori presentano il profilo di “immigrati” e risiedono a Napoli o negli immediati dintorni. Il loro apprendimento dell’italiano è o naturale o “misto”. Il supporto metodologico tramite il quale sono stati elicitati i dati corrisponde alla storia illustrata “Frog, where are you” di Mercer Meyer 1969; i racconti prodotti hanno il carattere di produzioni orali. Tali racconti sono stati analizzati da vari punti di vista: - morfologia verbale; - costruzioni verbali complesse a valore aspettuale; - strutture passive, modali, causative e di percezione; - livelli narrativi (trama e sfondo). L’analisi ha permesso di individuare percorsi comuni e punti di divergenza tra i tre gruppi. I risultati sono stati relazionati a svariate variabili: - lingua di partenza - grado di inserimento nella comunità ospitante - livello di istruzione - età ecc. Si sono quindi confrontati i risultati L2 con quelli ottenuti – per il tramite dello stesso supporto – per un gruppo di controllo di parlanti nativi dell’italiano, ugualmente provenienti dall’area di Napoli e dintorni, al fine di valutare la distanza o coincidenza dei primi rispetto ai secondi. Il lavoro si propone, infine, di segnalare alcuni possibili percorsi glottodidattici mirati ad individualizzare la didattica dell’abilità narrativa in italiano L2 per i tre gruppi di informatori considerati, la cui presenza nell’area partenopea è attualmente molto consistente.
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