Il capitolo 4 delle tavole regionali espone le informazioni sulla genesi della costa della Campania, sulla sua complessa evoluzione geomorfologica e sui particolari caratteri litologici e strutturali che definiscono la varietà del suo paesaggio costiero, caratterizzato da aree ad alta naturalità, integrati con i risultati di specifiche ricerche e conoscenze degli autori. In particolare, la costa campana, estesa tra i golfi di Gaeta e Policastro, è descritta in base agli aspetti fisiografici e ai differenti morfotipi in cui è stata suddivisa: costa bassa clastica, costa alta rocciosa e tecnocosta. Al primo morfotipo si ascrivono gli estesi litorali sabbioso-ciottolosi circostanti le foci dei principali fiumi (Garigliano, Volturno, Sele), caratterizzati da cordoni dunari e anche da ambienti lagunari (Patria, Fusaro, Lucrino), e le numerose spiagge minori in prevalenza ciottolose racchiuse tra due promontori (pocket beach) o poste al piede di versanti costieri; il secondo morfotipo invece comprende le più o meno ripide falesie costiere modellate in rocce carbonatiche (Penisola Sorrentina, Capri, Capo Palinuro, Marina di Camerota), vulcaniche laviche o piroclastiche (costa flegrea e vesuviana, costa di Sorrento, isole di Ischia e Procida) e in depositi terrigeni (Cilento); infine, il terzo morfotipo si riferisce alle coste artificializzate, in cui l’intervento dell’uomo mediante la spinta urbanizzazione, la costruzione di strutture, infrastrutture, opere portuali e di difesa costiera ha completamente modificato l’originario assetto geomorfologico ed ambientale di ampi tratti costieri urbani e periferici fin dall’epoca greco-romana.

La costa della Campania

BARRA, DIANA;DE PIPPO, TOMMASO;DONADIO, CARLO;
2010

Abstract

Il capitolo 4 delle tavole regionali espone le informazioni sulla genesi della costa della Campania, sulla sua complessa evoluzione geomorfologica e sui particolari caratteri litologici e strutturali che definiscono la varietà del suo paesaggio costiero, caratterizzato da aree ad alta naturalità, integrati con i risultati di specifiche ricerche e conoscenze degli autori. In particolare, la costa campana, estesa tra i golfi di Gaeta e Policastro, è descritta in base agli aspetti fisiografici e ai differenti morfotipi in cui è stata suddivisa: costa bassa clastica, costa alta rocciosa e tecnocosta. Al primo morfotipo si ascrivono gli estesi litorali sabbioso-ciottolosi circostanti le foci dei principali fiumi (Garigliano, Volturno, Sele), caratterizzati da cordoni dunari e anche da ambienti lagunari (Patria, Fusaro, Lucrino), e le numerose spiagge minori in prevalenza ciottolose racchiuse tra due promontori (pocket beach) o poste al piede di versanti costieri; il secondo morfotipo invece comprende le più o meno ripide falesie costiere modellate in rocce carbonatiche (Penisola Sorrentina, Capri, Capo Palinuro, Marina di Camerota), vulcaniche laviche o piroclastiche (costa flegrea e vesuviana, costa di Sorrento, isole di Ischia e Procida) e in depositi terrigeni (Cilento); infine, il terzo morfotipo si riferisce alle coste artificializzate, in cui l’intervento dell’uomo mediante la spinta urbanizzazione, la costruzione di strutture, infrastrutture, opere portuali e di difesa costiera ha completamente modificato l’originario assetto geomorfologico ed ambientale di ampi tratti costieri urbani e periferici fin dall’epoca greco-romana.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/374455
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact