L'adolescenza è una tappa evolutiva significativa, che coinvolge nelle sue molteplici trasformazioni tutto il sistema in cui l'individuo è inserito (Bronfenbrenner, 1979). La scuola come luogo fisico e spazio mentale di incontro e scontro con l'alterità, è in particolare deputata al passaggio dell'adolescente verso nuovi modelli identificatori che ne permettano il distacco da quelli genitoriali e che consentano autonomia ed individuazione (Aliprandi et al., 2006). In tal senso diviene importante consentire il dialogo tra i protagonisti dei diversi sistemi di vita implicati nel percorso formativo dell’adolescente. Scopo del presente contributo è quello di riflettere sull’attivazione di interventi che coinvolgano direttamente più sistemi quali: la scuola, la famiglia, il gruppo dei pari e in particolare sul ruolo che ha l’operatore nella promozione del dialogo tra le parti. A tal fine presentiamo un intervento svolto in una scuola secondaria inferiore di Caserta, condotto in una prospettiva ecologico-sistemica (Olweus, 1977; Prillentesky & Prillentesky, 2006), nato dalla richiesta di prevenire ed affrontare le dinamiche conflittuali emergenti tra le varie componenti scolastiche. Nell’arco di due anni di lavoro, l’intervento ha favorito l’avvio di un processo trasformativo del clima e delle norme che regolano l’interazione tra i diversi attori sociali. La sua articolazione ha previsto diversi momenti di lavoro a partire dall’analisi delle richieste implicite ed esplicite del committente rappresentato dai docenti. Con i docenti si è provveduto ad effettuare uno specifico intervento formativo-esperienziale sulle tematiche relative all'adolescenza, alla gestione del rapporto docenti/classi, e al burn-out della professione. Con le classi, si è richiesto poi l'affiancamento dei docenti come ulteriore step formativo, e si è applicato in alcune di esse il protocollo di mediazione tra pari (o peer mediation) secondo l’approccio sistemico-relazionale (Bottiglieri, 2003). Il lavoro con i genitori ha perseguito l’obiettivo di avviare una comprensione dei normali conflitti dell'adolescenza e le motivazioni sottese ad un calo del rendimento scolastico, rispondendo alla preoccupazione prevalente della maggior parte dei genitori coinvolti. La metodologia di verifica dell’efficacia dei vari momenti di intervento ha previsto la somministrazione di questionari, la raccolta di materiali testuali attraverso domande aperte e test proiettivi e sessioni di discussione dei risultati, ovvero adottando la procedura di convalida del rispondente (Silverman, 2000). Nel lavoro sono inoltre evidenziate anche le difficoltà affrontate e quelle rimaste irrisolte.

Intervento di promozione del dialogo in una prospettiva ecologica: Adolescenti e sistemi di vita.

SCAFUTO, FRANCESCA;PROCENTESE, FORTUNA;SCOTTO DI LUZIO, SILVIA
2010

Abstract

L'adolescenza è una tappa evolutiva significativa, che coinvolge nelle sue molteplici trasformazioni tutto il sistema in cui l'individuo è inserito (Bronfenbrenner, 1979). La scuola come luogo fisico e spazio mentale di incontro e scontro con l'alterità, è in particolare deputata al passaggio dell'adolescente verso nuovi modelli identificatori che ne permettano il distacco da quelli genitoriali e che consentano autonomia ed individuazione (Aliprandi et al., 2006). In tal senso diviene importante consentire il dialogo tra i protagonisti dei diversi sistemi di vita implicati nel percorso formativo dell’adolescente. Scopo del presente contributo è quello di riflettere sull’attivazione di interventi che coinvolgano direttamente più sistemi quali: la scuola, la famiglia, il gruppo dei pari e in particolare sul ruolo che ha l’operatore nella promozione del dialogo tra le parti. A tal fine presentiamo un intervento svolto in una scuola secondaria inferiore di Caserta, condotto in una prospettiva ecologico-sistemica (Olweus, 1977; Prillentesky & Prillentesky, 2006), nato dalla richiesta di prevenire ed affrontare le dinamiche conflittuali emergenti tra le varie componenti scolastiche. Nell’arco di due anni di lavoro, l’intervento ha favorito l’avvio di un processo trasformativo del clima e delle norme che regolano l’interazione tra i diversi attori sociali. La sua articolazione ha previsto diversi momenti di lavoro a partire dall’analisi delle richieste implicite ed esplicite del committente rappresentato dai docenti. Con i docenti si è provveduto ad effettuare uno specifico intervento formativo-esperienziale sulle tematiche relative all'adolescenza, alla gestione del rapporto docenti/classi, e al burn-out della professione. Con le classi, si è richiesto poi l'affiancamento dei docenti come ulteriore step formativo, e si è applicato in alcune di esse il protocollo di mediazione tra pari (o peer mediation) secondo l’approccio sistemico-relazionale (Bottiglieri, 2003). Il lavoro con i genitori ha perseguito l’obiettivo di avviare una comprensione dei normali conflitti dell'adolescenza e le motivazioni sottese ad un calo del rendimento scolastico, rispondendo alla preoccupazione prevalente della maggior parte dei genitori coinvolti. La metodologia di verifica dell’efficacia dei vari momenti di intervento ha previsto la somministrazione di questionari, la raccolta di materiali testuali attraverso domande aperte e test proiettivi e sessioni di discussione dei risultati, ovvero adottando la procedura di convalida del rispondente (Silverman, 2000). Nel lavoro sono inoltre evidenziate anche le difficoltà affrontate e quelle rimaste irrisolte.
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