Il presente progetto si muove su due canali che hanno come confluenza la proposta di strumenti statistici finalizzati all'identificazione delle criticità nelle attività di un corso di studi (CdS) e, soprattutto, la predisposizione di strumenti di intervento per il loro superamento. L'ottica in cui ci si pone è quella della qualità applicata ad un processo formativo, così come si è affermato nel sistema universitario italiano, già dai tempi del progetto Campus (Corsi Avanzati Mirati alla Preparazione Universitaria per Sbocchi lavorativi), avviato nell'a.a. 1995-96, con il coordinamento della Conferenza dei Rettori Universitari (CRUI). L'importanza dell'assicurazione della qualità è diventato uno dei punti cardine per la creazione di uno spazio universitario comune europeo, nell'ambito del processo di Bologna. In tale ottica, un CdS dovrebbe esercitare in modo documentato e verificabile una continua azione di osservazione, correzione, miglioramento sui processi, al fine di massimizzare l'efficacia e l'efficienza del proprio operato. In generale, l'efficacia di un processo riguarda la corrispondenza tra i risultati del processo e gli obiettivi prefissati. Nell'ambito della formazione, l'efficacia è normalmente proporzionata alla quantità, alla qualità e all'utilità sociale della conoscenza trasmessa ai discenti. L'efficacia di un processo didattico si distingue in interna ed esterna al sistema che eroga la formazione. Si dice interna se è misurata presso i destinatari del servizio didattico durante il periodo di attività all'interno del sistema formativo, con riferimento a parametri di interiorizzazione della conoscenza; si dice esterna se valutata fuori delle mura dell'istituzione formativa, con riferimento all'uso sociale dell'apprendimento. Esiste una vastissima letteratura, in particolare in tema di valutazione, che dettaglia approfonditamente questi aspetti, anche nello specifico della loro applicazione al sistema universitario. Il Rapporto di Autovalutazione (RAV) adoperato dalla CRUI e necessario per la certificazione di un corso di laurea è basato proprio su queste nozioni di efficacia. Il processo che genera efficacia è basato su meccanismi di valutazione. La valutazione assume il ruolo peculiare di giudizio dell'attività, basato sulla raccolta e sull'interpretazione di informazioni, e si configura pertanto come un processo di ricerca, non come un'opinione arbitraria e soggettiva, anche se proveniente da un esperto. E' la volontà di raccogliere ogni informazione utile, plausibile, affidabile, in merito al processo sottoposto ad analisi, e la successiva operazione di analisi e interpretazione, che rende la valutazione diversa da un qualunque giudizio. L'analisi di efficacia può essere svolta solo a conclusione del processo di erogazione del servizio formativo. Se il processo è segmentato nelle sue componenti, può essere svolta anche in itinere, a conclusione di ognuna delle componenti individuate. L'analisi di efficacia può, in modo particolare, riguardare un singolo insegnamento oppure l'intero corso di studi. Il gruppo seguirà due filoni di ricerca: da una parte ci si muoverà in un contesto più fortemente applicativo e dall'altra ci si porrà l'obiettivo di fornire proposte innovative nell'ambito della metodologia statistica, nella convinzione della necessità continua di questa interazione e nella consapevolezza che i più grandi sviluppi della nostra disciplina siano sempre nati dall'esigenza di risolvere problemi conoscitivi reali. Dal punto di vista dell'obiettivo applicativo del progetto, l'unità di ricerca si propone di individuare diversi tipi di soggetti coinvolti nella valutazione dell'efficacia, quali i gestori del sistema di erogazione del servizio, gli utenti del sistema formativo, ovvero gli studenti, e terze parti che danno una valutazione dell'incremento di conoscenza degli studenti. Come sono molteplici e differenti i soggetti coinvolti nella valutazione, sono svariati anche gli indicatori da prendere in considerazione per la valutazione dell'efficacia interna ed esterna; indicatori che, per quanto concerne l'efficacia interna devono tener conto delle abilità specifiche e delle competenze culturali - professionali acquisite dallo studente, utili al suo inserimento lavorativo, e devono valutare la pertinenza degli obiettivi prefissati rispetto anche ai bisogni socioeconomici del territorio di riferimento, nonché rispetto alle politiche adottate a livello macro dal governo. Il discorso muta allorquando ci si riferisce alla valutazione dell'efficacia esterna, per la quale un indicatore importante è la customer satisfaction delle terze persone, strumento fondamentale per valutare il rapporto tra ciò che si richiede alle Università da parte di coloro che offrono lavoro e l'offerta formativa effettiva del sistema, evidenziando i punti di forza e di debolezza degli interventi formativi offerti, in vista di possibili miglioramenti. L'ambito metodologico alla base dell'attività di ricerca proposta è inscrivibile all'interno dell'analisi statistica multidimensionale dei dati. L'obiettivo è, attraverso un approccio modellistico, ridurre la complessità del fenomeno oggetto di studio, individuando, al contempo, le variabili che maggiormente incidono sull'efficacia del processo formativo, in sé variabile "non osservabile o latente". Si lavorerà, quindi, per fornire una rappresentazione del processo attraverso un modello che esprima la struttura di relazioni sottostante il processo formativo. L'analisi delle relazioni fra le componenti del sistema formativo (dalla didattica frontale ai supporti fisici, dalla segreteria-studenti alla comunicazione, dall'organizzazione interna alle relazioni con il territorio) e dell'impatto che esse hanno sulla variabile latente "efficacia", consentirà di attivare leve di miglioramento prioritarie, grazie alla possibilità di conoscere, in termini numerici, i risultati che ci si può attendere andando ad agire sulle specifiche componenti del processo. L'approccio metodologico prioritario sarà la determinazione di un sistema ad equazioni strutturali, che si configura come un sistema di equazioni che rende "esplicito" l'insieme dei nessi causali (reti) tra variabili, ciascuno dei quali esprime il legame causale esistente tra una variabile dipendente (latente) ed un certo numero di variabili indipendenti (manifeste). Uno dei problemi metodologici che si dovrà senza dubbio affrontare è l'eterogeneità dell'informazione di cui si dispone. Si intende quindi affrontare, da un lato, il classico problema del trattamento di insiemi di variabili di diversa natura, posti in relazione di antecedenza, se non di causalità, nei confronti dell'efficacia, anch'essa da concepirsi come un costrutto latente; dall'altro approfondire ulteriormente temi su cui il gruppo di ricerca ha già prodotto in passato soluzioni interessanti, circa l'introduzione di informazione esterna di carattere testuale.

La rappresentazione quantitativa del processo che genera efficacia e attiva il miglioramento / Balbi, Simona. - (2007). ( Modelli, indicatori e metodi per rappresentare l’efficacia formativa di corsi di laurea ai fini dell’accreditamento e del miglioramento organizzativo22/09/2008).

La rappresentazione quantitativa del processo che genera efficacia e attiva il miglioramento

BALBI, SIMONA
2007

Abstract

Il presente progetto si muove su due canali che hanno come confluenza la proposta di strumenti statistici finalizzati all'identificazione delle criticità nelle attività di un corso di studi (CdS) e, soprattutto, la predisposizione di strumenti di intervento per il loro superamento. L'ottica in cui ci si pone è quella della qualità applicata ad un processo formativo, così come si è affermato nel sistema universitario italiano, già dai tempi del progetto Campus (Corsi Avanzati Mirati alla Preparazione Universitaria per Sbocchi lavorativi), avviato nell'a.a. 1995-96, con il coordinamento della Conferenza dei Rettori Universitari (CRUI). L'importanza dell'assicurazione della qualità è diventato uno dei punti cardine per la creazione di uno spazio universitario comune europeo, nell'ambito del processo di Bologna. In tale ottica, un CdS dovrebbe esercitare in modo documentato e verificabile una continua azione di osservazione, correzione, miglioramento sui processi, al fine di massimizzare l'efficacia e l'efficienza del proprio operato. In generale, l'efficacia di un processo riguarda la corrispondenza tra i risultati del processo e gli obiettivi prefissati. Nell'ambito della formazione, l'efficacia è normalmente proporzionata alla quantità, alla qualità e all'utilità sociale della conoscenza trasmessa ai discenti. L'efficacia di un processo didattico si distingue in interna ed esterna al sistema che eroga la formazione. Si dice interna se è misurata presso i destinatari del servizio didattico durante il periodo di attività all'interno del sistema formativo, con riferimento a parametri di interiorizzazione della conoscenza; si dice esterna se valutata fuori delle mura dell'istituzione formativa, con riferimento all'uso sociale dell'apprendimento. Esiste una vastissima letteratura, in particolare in tema di valutazione, che dettaglia approfonditamente questi aspetti, anche nello specifico della loro applicazione al sistema universitario. Il Rapporto di Autovalutazione (RAV) adoperato dalla CRUI e necessario per la certificazione di un corso di laurea è basato proprio su queste nozioni di efficacia. Il processo che genera efficacia è basato su meccanismi di valutazione. La valutazione assume il ruolo peculiare di giudizio dell'attività, basato sulla raccolta e sull'interpretazione di informazioni, e si configura pertanto come un processo di ricerca, non come un'opinione arbitraria e soggettiva, anche se proveniente da un esperto. E' la volontà di raccogliere ogni informazione utile, plausibile, affidabile, in merito al processo sottoposto ad analisi, e la successiva operazione di analisi e interpretazione, che rende la valutazione diversa da un qualunque giudizio. L'analisi di efficacia può essere svolta solo a conclusione del processo di erogazione del servizio formativo. Se il processo è segmentato nelle sue componenti, può essere svolta anche in itinere, a conclusione di ognuna delle componenti individuate. L'analisi di efficacia può, in modo particolare, riguardare un singolo insegnamento oppure l'intero corso di studi. Il gruppo seguirà due filoni di ricerca: da una parte ci si muoverà in un contesto più fortemente applicativo e dall'altra ci si porrà l'obiettivo di fornire proposte innovative nell'ambito della metodologia statistica, nella convinzione della necessità continua di questa interazione e nella consapevolezza che i più grandi sviluppi della nostra disciplina siano sempre nati dall'esigenza di risolvere problemi conoscitivi reali. Dal punto di vista dell'obiettivo applicativo del progetto, l'unità di ricerca si propone di individuare diversi tipi di soggetti coinvolti nella valutazione dell'efficacia, quali i gestori del sistema di erogazione del servizio, gli utenti del sistema formativo, ovvero gli studenti, e terze parti che danno una valutazione dell'incremento di conoscenza degli studenti. Come sono molteplici e differenti i soggetti coinvolti nella valutazione, sono svariati anche gli indicatori da prendere in considerazione per la valutazione dell'efficacia interna ed esterna; indicatori che, per quanto concerne l'efficacia interna devono tener conto delle abilità specifiche e delle competenze culturali - professionali acquisite dallo studente, utili al suo inserimento lavorativo, e devono valutare la pertinenza degli obiettivi prefissati rispetto anche ai bisogni socioeconomici del territorio di riferimento, nonché rispetto alle politiche adottate a livello macro dal governo. Il discorso muta allorquando ci si riferisce alla valutazione dell'efficacia esterna, per la quale un indicatore importante è la customer satisfaction delle terze persone, strumento fondamentale per valutare il rapporto tra ciò che si richiede alle Università da parte di coloro che offrono lavoro e l'offerta formativa effettiva del sistema, evidenziando i punti di forza e di debolezza degli interventi formativi offerti, in vista di possibili miglioramenti. L'ambito metodologico alla base dell'attività di ricerca proposta è inscrivibile all'interno dell'analisi statistica multidimensionale dei dati. L'obiettivo è, attraverso un approccio modellistico, ridurre la complessità del fenomeno oggetto di studio, individuando, al contempo, le variabili che maggiormente incidono sull'efficacia del processo formativo, in sé variabile "non osservabile o latente". Si lavorerà, quindi, per fornire una rappresentazione del processo attraverso un modello che esprima la struttura di relazioni sottostante il processo formativo. L'analisi delle relazioni fra le componenti del sistema formativo (dalla didattica frontale ai supporti fisici, dalla segreteria-studenti alla comunicazione, dall'organizzazione interna alle relazioni con il territorio) e dell'impatto che esse hanno sulla variabile latente "efficacia", consentirà di attivare leve di miglioramento prioritarie, grazie alla possibilità di conoscere, in termini numerici, i risultati che ci si può attendere andando ad agire sulle specifiche componenti del processo. L'approccio metodologico prioritario sarà la determinazione di un sistema ad equazioni strutturali, che si configura come un sistema di equazioni che rende "esplicito" l'insieme dei nessi causali (reti) tra variabili, ciascuno dei quali esprime il legame causale esistente tra una variabile dipendente (latente) ed un certo numero di variabili indipendenti (manifeste). Uno dei problemi metodologici che si dovrà senza dubbio affrontare è l'eterogeneità dell'informazione di cui si dispone. Si intende quindi affrontare, da un lato, il classico problema del trattamento di insiemi di variabili di diversa natura, posti in relazione di antecedenza, se non di causalità, nei confronti dell'efficacia, anch'essa da concepirsi come un costrutto latente; dall'altro approfondire ulteriormente temi su cui il gruppo di ricerca ha già prodotto in passato soluzioni interessanti, circa l'introduzione di informazione esterna di carattere testuale.
2007
La rappresentazione quantitativa del processo che genera efficacia e attiva il miglioramento / Balbi, Simona. - (2007). ( Modelli, indicatori e metodi per rappresentare l’efficacia formativa di corsi di laurea ai fini dell’accreditamento e del miglioramento organizzativo22/09/2008).
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