Dal momento che il greco non presenta termini linguisticamente connessi al latino auctoritas, gli studiosi in genere negano la presenza in Grecia della nozione di autorità. Spostando l’attenzione dalla parola alle cose che essa definisce, questo contributo indaga l’autorità come un tipo di relazione, attestato in tutte le culture, fondato su un «dovere di obbedienza» spontaneo che si colloca a metà strada tra coercizione e persuasione. La deromanizzazione dell’autorità apre le porte all’analisi antropologica di stampo comparativo. Se a Roma i rapporti di obbedienza volontaria sono definiti con auctoritas, in Grecia si ricorre al sostantivo exousía (da éxesti «è possibile»), che indica «una possibilità, una facoltà» attribuita o concessa «da» (ex) una fonte esterna. La exousía, in quanto forma di «autorità delegata», ci restituisce il quadro concettuale «indigeno» utile a comprendere la posizione di preminenza del capo: si pensi all’Agamennone omerico che, impugnando lo scettro ricevuto da Zeus, agisce come rappresentante del dio sovrano ottenendo obbedienza senza bisogno di costringere o convincere.
L'autorità / Pisano, Carmine. - (2025), pp. 498-513.
L'autorità
Pisano Carmine
2025
Abstract
Dal momento che il greco non presenta termini linguisticamente connessi al latino auctoritas, gli studiosi in genere negano la presenza in Grecia della nozione di autorità. Spostando l’attenzione dalla parola alle cose che essa definisce, questo contributo indaga l’autorità come un tipo di relazione, attestato in tutte le culture, fondato su un «dovere di obbedienza» spontaneo che si colloca a metà strada tra coercizione e persuasione. La deromanizzazione dell’autorità apre le porte all’analisi antropologica di stampo comparativo. Se a Roma i rapporti di obbedienza volontaria sono definiti con auctoritas, in Grecia si ricorre al sostantivo exousía (da éxesti «è possibile»), che indica «una possibilità, una facoltà» attribuita o concessa «da» (ex) una fonte esterna. La exousía, in quanto forma di «autorità delegata», ci restituisce il quadro concettuale «indigeno» utile a comprendere la posizione di preminenza del capo: si pensi all’Agamennone omerico che, impugnando lo scettro ricevuto da Zeus, agisce come rappresentante del dio sovrano ottenendo obbedienza senza bisogno di costringere o convincere.| File | Dimensione | Formato | |
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