Profilo di Franco Amarelli, l’impegno per realizzare un Museo delle regole, con l’esigenza di delinearne il percorso narrativo, peculiare anche perché si tratta di un universo tendenzialmente “poco caratterizzato dall’evidenza fisica di oggetti da mettere in mostra, qual è quello delle regole, un percorso che va dalla loro formulazione di principio alla loro pratica attuazione”. Un viaggio suggestivo, dalle prime le regole di convivenza, i primordia civitatis giungendo concettualmente fino alle regole del gioco e dei giochi collettivi (dalle prime Olimpiadi in poi) intesi come sfide antropologiche attraverso le quali pure si realizza la giustizia; e poi alle regole magiche e ai riti religiosi; alle esperienze normative dell’antichità (la legislazione mosaica, il codice di Hammurabi, la legislazione soloniana, le XII Tavole), fino a giungere alla Magna Charta, alle costituzioni illuministiche e poi ancora all’abolizione della schiavitù o alle Nazioni unite. Amarelli, con intuito visionario, preconizzava l’evoluzione che i musei avrebbero sperimentato entro pochi anni, “acquisendo la fisionomia di protagonisti della vita culturale cittadina e di collettori di progetti dal forte impatto sul territorio”.
Intervento introduttivo su Franco Amarelli / Masi, Carla. - (2024). ( Il rigore del giurista, la curiosità dello storico Aula Pessina, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II 21.10.2024).
Intervento introduttivo su Franco Amarelli
Masi Carla
2024
Abstract
Profilo di Franco Amarelli, l’impegno per realizzare un Museo delle regole, con l’esigenza di delinearne il percorso narrativo, peculiare anche perché si tratta di un universo tendenzialmente “poco caratterizzato dall’evidenza fisica di oggetti da mettere in mostra, qual è quello delle regole, un percorso che va dalla loro formulazione di principio alla loro pratica attuazione”. Un viaggio suggestivo, dalle prime le regole di convivenza, i primordia civitatis giungendo concettualmente fino alle regole del gioco e dei giochi collettivi (dalle prime Olimpiadi in poi) intesi come sfide antropologiche attraverso le quali pure si realizza la giustizia; e poi alle regole magiche e ai riti religiosi; alle esperienze normative dell’antichità (la legislazione mosaica, il codice di Hammurabi, la legislazione soloniana, le XII Tavole), fino a giungere alla Magna Charta, alle costituzioni illuministiche e poi ancora all’abolizione della schiavitù o alle Nazioni unite. Amarelli, con intuito visionario, preconizzava l’evoluzione che i musei avrebbero sperimentato entro pochi anni, “acquisendo la fisionomia di protagonisti della vita culturale cittadina e di collettori di progetti dal forte impatto sul territorio”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


