La Costituzione italiana all’art. 32 riconosce il diritto alla salute come un «fondamentale diritto dell'individuo» (di ogni individuo, non solo dei cittadini della Repubblica), la cui tutela rappresenta un «interesse della collettività», soddisfatto anche garantendo «cure gratuite agli indigenti». Per quanto riguarda, poi, il lavoro, la nostra Costituzione non si limita – all’art. 4 – a porre il «diritto al lavoro» tra i «principi fondamentali» e a stabilire il «dovere» di «ogni cittadino» di offrire un contributo al progresso materiale o spirituale della società. L’Italia, infatti, «è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»: così recita l’incipit della nostra Carta fondamentale. Il lavoro viene innalzato a valore fondante la nostra stessa democrazia. Ecco, dunque, l’importanza di tornare a riflettere sui diversi aspetti del delicatissimo bilanciamento tra questi due valori, nessuno dei quali può comportare il sacrificio dell’altro. Un tema di scottante attualità, alla luce sia di alcune recenti crisi globali (penso da un lato alla pandemia di Covid19, dall’altro alla lunga e complessa stagione di crisi economica) sia delle accelerazioni impresse in ogni campo dall’innovazione tecnologica (mi limito a citare il crescente numero di applicazioni dell’intelligenza artificiale in ogni settore della ricerca, ma si potrebbe pensare anche ai nuovi modelli di ‘medicina a distanza’ o alle nuove modalità di esercizio delle attività lavorative).
Intervento introduttivo su un un derecho fundamental: la salud / Masi, Carla. - (2024). ( IV Congreso Internacional de Medicina del Trabajo (I Encuentro Internacional Italia-America Latina) Roma, Università la Sapienza 13.6.2024).
Intervento introduttivo su un un derecho fundamental: la salud
Masi Carla
2024
Abstract
La Costituzione italiana all’art. 32 riconosce il diritto alla salute come un «fondamentale diritto dell'individuo» (di ogni individuo, non solo dei cittadini della Repubblica), la cui tutela rappresenta un «interesse della collettività», soddisfatto anche garantendo «cure gratuite agli indigenti». Per quanto riguarda, poi, il lavoro, la nostra Costituzione non si limita – all’art. 4 – a porre il «diritto al lavoro» tra i «principi fondamentali» e a stabilire il «dovere» di «ogni cittadino» di offrire un contributo al progresso materiale o spirituale della società. L’Italia, infatti, «è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»: così recita l’incipit della nostra Carta fondamentale. Il lavoro viene innalzato a valore fondante la nostra stessa democrazia. Ecco, dunque, l’importanza di tornare a riflettere sui diversi aspetti del delicatissimo bilanciamento tra questi due valori, nessuno dei quali può comportare il sacrificio dell’altro. Un tema di scottante attualità, alla luce sia di alcune recenti crisi globali (penso da un lato alla pandemia di Covid19, dall’altro alla lunga e complessa stagione di crisi economica) sia delle accelerazioni impresse in ogni campo dall’innovazione tecnologica (mi limito a citare il crescente numero di applicazioni dell’intelligenza artificiale in ogni settore della ricerca, ma si potrebbe pensare anche ai nuovi modelli di ‘medicina a distanza’ o alle nuove modalità di esercizio delle attività lavorative).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


