La recente esperienza di una pandemia globale, purtroppo non ancora terminata, ci ha mostrato come siamo intimamente interconnessi a livello globale; al punto tale che particelle biologiche elementari non completamente assimilabili a forme di vita, i virus, siano state in grado di diffondersi nell’arco di poche settimane sull’intero pianeta. L’isolamento che ne è derivato ci ha indotto a riflettere sull’importanza della comunicazione a distanza come strumento per tenere viva la conoscenza. Ma la stessa pandemia è una riflessione su quanto l’azione dell’uomo sia una minaccia agli ecosistemi globali. L’uomo, infatti, tende a ricreare modelli ecosistemici costituiti dalle stesse specie animali e vegetali di suo interesse; cui si aggiungono bioinvasioni, di cui è autore talvolta inconsapevole, ulteriore causa di perdita di biodiversità e vulnerabilità di questi (SCBD 2020). Non si può inoltre tralasciare che animali e piante, oltre al loro inestimabile valore biologico ed etnoantropologico, hanno un meno manifesto carattere simbolico, storico-artistico e letterario per la stessa umanità (Sibilio et al. 2024). Negli anni ’80 una figura visionaria ed illuminata, il Prof. Paolo De Luca (1944-2021), allora direttore dell’Orto Botanico di Napoli, realizzò presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa un Giardino dei cinque continenti, che aveva lo scopo di invitare il visitatore a riflettere sulla preziosa biodiversità del pianeta mostrando alcune delle piante esotiche coltivate in Italia meridionale. A distanza di un ventennio dalla fondazione del giardino, nell’ottica dei recenti scenari e al fine di valorizzarlo e promuoverne la conoscenza, è stata realizzata un’applicazione WebGIS (Sibilio et al. 2017) che consente di scrutare gli aspetti botanici e culturali in esso custodito, anche nella piena sicurezza di una visita “solitaria” o a distanza. Con il WebGIS gli spazi verdi non hanno più solo funzione sociale e ricreativa, e le specie in essi coltivate si trasformano in Naturalia carichi di significati scientifici e culturali, essi costituiscono dei punti di interesse di un luogo (POI, D’Ascenzo & Santini, 2013) in cui solitamente la botanica appare come unico significato prevalente.
WebGIS per una "botanica scientifico-umanistica" raccontata nel poco noto Giardino dei cinque continenti dell'Università Suor Orsola Benincasa. WebGIS for a "scientific-humanistic botany" told in the little-known garden of the Five Continents of the Suor Orsola Benincasa / Sibilio, Giancarlo; Lo Masto, Francesco; Sellitto, Martina; Cennamo, Paola. - 2023:(2023), pp. 207-221. [10.53136/979122181608210]
WebGIS per una "botanica scientifico-umanistica" raccontata nel poco noto Giardino dei cinque continenti dell'Università Suor Orsola Benincasa. WebGIS for a "scientific-humanistic botany" told in the little-known garden of the Five Continents of the Suor Orsola Benincasa.
Giancarlo Sibilio
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;Martina SellittoPenultimo
Membro del Collaboration Group
;
2023
Abstract
La recente esperienza di una pandemia globale, purtroppo non ancora terminata, ci ha mostrato come siamo intimamente interconnessi a livello globale; al punto tale che particelle biologiche elementari non completamente assimilabili a forme di vita, i virus, siano state in grado di diffondersi nell’arco di poche settimane sull’intero pianeta. L’isolamento che ne è derivato ci ha indotto a riflettere sull’importanza della comunicazione a distanza come strumento per tenere viva la conoscenza. Ma la stessa pandemia è una riflessione su quanto l’azione dell’uomo sia una minaccia agli ecosistemi globali. L’uomo, infatti, tende a ricreare modelli ecosistemici costituiti dalle stesse specie animali e vegetali di suo interesse; cui si aggiungono bioinvasioni, di cui è autore talvolta inconsapevole, ulteriore causa di perdita di biodiversità e vulnerabilità di questi (SCBD 2020). Non si può inoltre tralasciare che animali e piante, oltre al loro inestimabile valore biologico ed etnoantropologico, hanno un meno manifesto carattere simbolico, storico-artistico e letterario per la stessa umanità (Sibilio et al. 2024). Negli anni ’80 una figura visionaria ed illuminata, il Prof. Paolo De Luca (1944-2021), allora direttore dell’Orto Botanico di Napoli, realizzò presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa un Giardino dei cinque continenti, che aveva lo scopo di invitare il visitatore a riflettere sulla preziosa biodiversità del pianeta mostrando alcune delle piante esotiche coltivate in Italia meridionale. A distanza di un ventennio dalla fondazione del giardino, nell’ottica dei recenti scenari e al fine di valorizzarlo e promuoverne la conoscenza, è stata realizzata un’applicazione WebGIS (Sibilio et al. 2017) che consente di scrutare gli aspetti botanici e culturali in esso custodito, anche nella piena sicurezza di una visita “solitaria” o a distanza. Con il WebGIS gli spazi verdi non hanno più solo funzione sociale e ricreativa, e le specie in essi coltivate si trasformano in Naturalia carichi di significati scientifici e culturali, essi costituiscono dei punti di interesse di un luogo (POI, D’Ascenzo & Santini, 2013) in cui solitamente la botanica appare come unico significato prevalente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


