Il noto architetto americano Frank Lloyd Wright, vissuto tra il 1867 e il 1959, è considerato uno tra i padri del Movimento Moderno, insieme ad altri maestri come Mies van der Rohe o Le Corbusier. Oggi, in particolare, si intende evidenziare la persistente attualità delle tesi di Wright espresse nelle sue opere, sebbene esse siano state teorizzate in un momento storico molto diverso dall’attuale, nel quale la popolazione mondiale si stima superasse di poco i due miliardi di persone e, soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale, il futuro prometteva, o sembrava promettere, la via per uno sviluppo economico, sociale e produttivo quasi senza limiti. Ben presto, tuttavia, i “Limiti dello sviluppo” si sono manifestati: dal 1970, infatti, i governi di tutto il mondo hanno dovuto cominciare a misurarsi con la grande crisi energetica e, tuttora, non trovano una strada comune per affrontare le più urgenti sfide globali per una sostenibilità all’impatto antropico sul Pianeta determinato dalla sovrappopolazione e dalla sovra- urbanizzazione attuale. Gli architetti vissuti a cavallo tra le due guerre mondiali, percepiscono i grandi cambiamenti in atto in quel momento negli scenari internazionali e divengono interpreti degli stessi capovolgimenti degli equilibri tra paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Dal punto di vista del linguaggio artistico, con il Movimento Moderno, essi abbandonano l’eclettismo storicistico, per accogliere un nuovo metodo progettuale basato sulla valorizzazione delle potenzialità espressive e strutturali dei nuovi materiali quali il vetro e l’acciaio1 o, anche, il cemento armato. Le parole chiave del Movimento Moderno sono costituite dai concetti di essenzialità e funzionalità ma, allo stesso tempo, di espressività e simbolicità. Lo scopo della progettazione architettonica Moderna è stato quello di influenzare positivamente la qualità delle opere e lo stile di vita delle persone, al fine di rispondere alle esigenze di una società sempre in continua trasformazione, in particolar modo all’alba della Seconda rivoluzione industriale del 1870. La vastità del movimento ha portato lo stesso a differenziarsi in diversi “sottogruppi”. Wright, in particolare, viene considerato esponente della corrente Organica del Movimento Moderno per le radici del suo pensiero fortemente ancorate alla contestualizzazione territoriale che lo riconduce direttamente all’attualità del presente. Il suo pensiero e i suoi progetti sono stati votati alla ricerca e al mantenimento dell’equilibrio tra la costruzione e l’ambiente da cui essa stessa è generata. In questo senso Wright si è opposto al concetto delle grandi metropoli urbane, standardizzate e omologate nel linguaggio prediletto dall’edilizia e dall’industria delle costruzioni orientate alle logiche del mercato e della speculazione economico-finanziaria, tensione tuttora in atto. Wright prediligeva, innanzitutto, una struttura architettonica e urbana che assecondasse le peculiarità e le esigenze del territorio medesimo; pratica che, oggi, si riconduce al concetto di territory evaluation, si valuta l’ambiente, se ne comprendono le caratteristiche e solo a questo punto si progetta e si costruisce, sulla base delle condizioni ambientali del luogo di riferimento e non in base alle esigenze del mercato edilizio e della rendita fondiaria.
ARCHITETTURA, CITTÀ E PAESAGGIO. IL PENSIERO DI WRIGHT DECLINATO NEI NUOVI PARADIGMI DELL’ARCHITETTURA ARCHITECTURE, CITY AND NATURAL LANDSCAPE. WRIGHT’S THOUGHT DECLINED INTO THE NEW PARADIGMS OF ARCHITECTURE / Buondonno, Emma. - 1:(2025), pp. 52-74.
ARCHITETTURA, CITTÀ E PAESAGGIO. IL PENSIERO DI WRIGHT DECLINATO NEI NUOVI PARADIGMI DELL’ARCHITETTURA ARCHITECTURE, CITY AND NATURAL LANDSCAPE. WRIGHT’S THOUGHT DECLINED INTO THE NEW PARADIGMS OF ARCHITECTURE
BUONDONNO, EMMA
2025
Abstract
Il noto architetto americano Frank Lloyd Wright, vissuto tra il 1867 e il 1959, è considerato uno tra i padri del Movimento Moderno, insieme ad altri maestri come Mies van der Rohe o Le Corbusier. Oggi, in particolare, si intende evidenziare la persistente attualità delle tesi di Wright espresse nelle sue opere, sebbene esse siano state teorizzate in un momento storico molto diverso dall’attuale, nel quale la popolazione mondiale si stima superasse di poco i due miliardi di persone e, soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale, il futuro prometteva, o sembrava promettere, la via per uno sviluppo economico, sociale e produttivo quasi senza limiti. Ben presto, tuttavia, i “Limiti dello sviluppo” si sono manifestati: dal 1970, infatti, i governi di tutto il mondo hanno dovuto cominciare a misurarsi con la grande crisi energetica e, tuttora, non trovano una strada comune per affrontare le più urgenti sfide globali per una sostenibilità all’impatto antropico sul Pianeta determinato dalla sovrappopolazione e dalla sovra- urbanizzazione attuale. Gli architetti vissuti a cavallo tra le due guerre mondiali, percepiscono i grandi cambiamenti in atto in quel momento negli scenari internazionali e divengono interpreti degli stessi capovolgimenti degli equilibri tra paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Dal punto di vista del linguaggio artistico, con il Movimento Moderno, essi abbandonano l’eclettismo storicistico, per accogliere un nuovo metodo progettuale basato sulla valorizzazione delle potenzialità espressive e strutturali dei nuovi materiali quali il vetro e l’acciaio1 o, anche, il cemento armato. Le parole chiave del Movimento Moderno sono costituite dai concetti di essenzialità e funzionalità ma, allo stesso tempo, di espressività e simbolicità. Lo scopo della progettazione architettonica Moderna è stato quello di influenzare positivamente la qualità delle opere e lo stile di vita delle persone, al fine di rispondere alle esigenze di una società sempre in continua trasformazione, in particolar modo all’alba della Seconda rivoluzione industriale del 1870. La vastità del movimento ha portato lo stesso a differenziarsi in diversi “sottogruppi”. Wright, in particolare, viene considerato esponente della corrente Organica del Movimento Moderno per le radici del suo pensiero fortemente ancorate alla contestualizzazione territoriale che lo riconduce direttamente all’attualità del presente. Il suo pensiero e i suoi progetti sono stati votati alla ricerca e al mantenimento dell’equilibrio tra la costruzione e l’ambiente da cui essa stessa è generata. In questo senso Wright si è opposto al concetto delle grandi metropoli urbane, standardizzate e omologate nel linguaggio prediletto dall’edilizia e dall’industria delle costruzioni orientate alle logiche del mercato e della speculazione economico-finanziaria, tensione tuttora in atto. Wright prediligeva, innanzitutto, una struttura architettonica e urbana che assecondasse le peculiarità e le esigenze del territorio medesimo; pratica che, oggi, si riconduce al concetto di territory evaluation, si valuta l’ambiente, se ne comprendono le caratteristiche e solo a questo punto si progetta e si costruisce, sulla base delle condizioni ambientali del luogo di riferimento e non in base alle esigenze del mercato edilizio e della rendita fondiaria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


