Il tema della pianificazione territoriale alle diverse scale, da quella comunale a quelle sovraordinate provinciali e regionali è ancora troppo debole nell’affrontare le attuali esigenze del patrimonio produttivo agricolo e zootecnico specialmente in una Regione come la Campania a fortissima vocazione di tutto il comparto dell’economia che ne discende. L’arretratezza degli strumenti urbanistici consiste ancora nel considerare il Suolo non come una risorsa naturale non riproducibile e il cui consumo è un’azione irreversibile e che accelera ogni impatto ambientale sui cambiamenti climatici ma, piuttosto, come aree da destinare progressivamente all’espansione urbana nella crescita inarrestabile delle città e delle aree metropolitane. La concentrazione ormai senza sviluppo dei modelli delle grandi aree metropolitane procede di pari passo con la desertificazione delle aree rurali interne e di quelle a forte spopolamento per la difficoltà della conduzione aziendale delle aree cosiddette fragili per ragioni connesse a territori di collina o di montagna a forti pendenze e difficile gestione. Nella Regione Campania soltanto ad un primo approccio per il progetto di ricerca d’interesse nazionale, proposto nel 2022 dalla Prof.ssa Marina Fumo e che con la sua equipe si sta portando avanti, si è registrato l’interesse di alcuni Comuni di cooperare alle attività scientifiche per finalizzarle all’integrazione delle politiche di salvaguardia e valorizzazione, ma, tuttavia, ancora non si individua la strategia da mettere in campo per far comprendere alle comunità di quegli stessi territori del valore significativo della presenza di un’arte tanto importante come la costruzione di muretti e terrazzamenti con il solo impiego di pietre recuperate dal dissodamento del suolo, per renderlo coltivabile e trarne l’alimento, e disposte una sull’altra, ad incastro, senza l’impiego di altri materiali o tuttalpiù il terreno che con il lento dilavamento dell’acqua piovana e di irrigazione dei fazzoletti di terra coltivabili si insinua negli interstizi.

Muretti a secco tra pianificazione delle aree agricole e sviluppo produttivo dei progetti di filiera / Buondonno, Emma. - 1:(2024), pp. 27-30.

Muretti a secco tra pianificazione delle aree agricole e sviluppo produttivo dei progetti di filiera.

BUONDONNO, EMMA
2024

Abstract

Il tema della pianificazione territoriale alle diverse scale, da quella comunale a quelle sovraordinate provinciali e regionali è ancora troppo debole nell’affrontare le attuali esigenze del patrimonio produttivo agricolo e zootecnico specialmente in una Regione come la Campania a fortissima vocazione di tutto il comparto dell’economia che ne discende. L’arretratezza degli strumenti urbanistici consiste ancora nel considerare il Suolo non come una risorsa naturale non riproducibile e il cui consumo è un’azione irreversibile e che accelera ogni impatto ambientale sui cambiamenti climatici ma, piuttosto, come aree da destinare progressivamente all’espansione urbana nella crescita inarrestabile delle città e delle aree metropolitane. La concentrazione ormai senza sviluppo dei modelli delle grandi aree metropolitane procede di pari passo con la desertificazione delle aree rurali interne e di quelle a forte spopolamento per la difficoltà della conduzione aziendale delle aree cosiddette fragili per ragioni connesse a territori di collina o di montagna a forti pendenze e difficile gestione. Nella Regione Campania soltanto ad un primo approccio per il progetto di ricerca d’interesse nazionale, proposto nel 2022 dalla Prof.ssa Marina Fumo e che con la sua equipe si sta portando avanti, si è registrato l’interesse di alcuni Comuni di cooperare alle attività scientifiche per finalizzarle all’integrazione delle politiche di salvaguardia e valorizzazione, ma, tuttavia, ancora non si individua la strategia da mettere in campo per far comprendere alle comunità di quegli stessi territori del valore significativo della presenza di un’arte tanto importante come la costruzione di muretti e terrazzamenti con il solo impiego di pietre recuperate dal dissodamento del suolo, per renderlo coltivabile e trarne l’alimento, e disposte una sull’altra, ad incastro, senza l’impiego di altri materiali o tuttalpiù il terreno che con il lento dilavamento dell’acqua piovana e di irrigazione dei fazzoletti di terra coltivabili si insinua negli interstizi.
2024
978-88-6026-358-2
Muretti a secco tra pianificazione delle aree agricole e sviluppo produttivo dei progetti di filiera / Buondonno, Emma. - 1:(2024), pp. 27-30.
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