Nelle ultime carte dell’esemplare dei Capitula, leges et constitutiones (Francesco Del Tuppo, Napoli, 1490), custodito dalla Biblioteca Nacional de España, una mano coeva trascrisse con cura, in una grafia tipica degli ambienti cancellereschi, della regina Giovanna III (1455-1517), vedova di Ferrante re di Napoli e sorella di Ferdinando il Cattolico. Le lettere, dell’estate 1494, contengono disposizioni conseguenti alla mobilitazione in vista dell’invasione di Carlo VIII, re di Francia: la prima ordina il censimento del grano disponibile nel regno per l’eventuale dell’acquisto da parte del fisco e per il rifornimento dell’esercito; la seconda ordina l’anticipazione dei pagamenti fiscali. Esse gettano uno spiraglio sull’attività di Giovanna, che, in quel periodo, era luogotenente generale del Regno per l’assenza da Napoli di re Alfonso II. Il saggio si concentra sulla tradizione delle lettere, edite in Appendice, e sul loro linguaggio politico. I Capitula del 1490 sono attualmente rilegati insieme con altri quattro incunaboli napoletani: i due processi contro i baroni ribelli (1487-88) e due esemplari dell’esortazione di Ferrante contro di loro (1485). Molto probabilmente, tre di queste stampe erano rilegate già allo scorcio del Quattrocento, perché negli interfolia vi sono trascritti, oltre alle due lettere, altri documenti cancellereschi napoletani. Un ignoto, forse un cittadino di Lucera, mise insieme una sorta di dossier storiografico e politico raccogliendo stampe e ricopiando manoscritti.
Un incunabolo giuridico, la regina Giovanna III e l’invasione di Carlo VIII / Senatore, Francesco. - (2024), pp. 1464-1492.
Un incunabolo giuridico, la regina Giovanna III e l’invasione di Carlo VIII
Francesco Senatore
2024
Abstract
Nelle ultime carte dell’esemplare dei Capitula, leges et constitutiones (Francesco Del Tuppo, Napoli, 1490), custodito dalla Biblioteca Nacional de España, una mano coeva trascrisse con cura, in una grafia tipica degli ambienti cancellereschi, della regina Giovanna III (1455-1517), vedova di Ferrante re di Napoli e sorella di Ferdinando il Cattolico. Le lettere, dell’estate 1494, contengono disposizioni conseguenti alla mobilitazione in vista dell’invasione di Carlo VIII, re di Francia: la prima ordina il censimento del grano disponibile nel regno per l’eventuale dell’acquisto da parte del fisco e per il rifornimento dell’esercito; la seconda ordina l’anticipazione dei pagamenti fiscali. Esse gettano uno spiraglio sull’attività di Giovanna, che, in quel periodo, era luogotenente generale del Regno per l’assenza da Napoli di re Alfonso II. Il saggio si concentra sulla tradizione delle lettere, edite in Appendice, e sul loro linguaggio politico. I Capitula del 1490 sono attualmente rilegati insieme con altri quattro incunaboli napoletani: i due processi contro i baroni ribelli (1487-88) e due esemplari dell’esortazione di Ferrante contro di loro (1485). Molto probabilmente, tre di queste stampe erano rilegate già allo scorcio del Quattrocento, perché negli interfolia vi sono trascritti, oltre alle due lettere, altri documenti cancellereschi napoletani. Un ignoto, forse un cittadino di Lucera, mise insieme una sorta di dossier storiografico e politico raccogliendo stampe e ricopiando manoscritti.| File | Dimensione | Formato | |
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