Negli ultimi anni, si è accentuata la concorrenza fiscale in Europa tra i Paesi che applicano i regimi res non dom”, vale a dire quei regimi che permettono di risiedere in Paesi a fiscalità elevata senza essere assoggettati alle ordinarie imposte del Paese di residenza. Nel corso degli anni tali regimi sono stati adottati da vari altri Paese europei, compresa l’Italia. Tutti con lo scopo di attrarre nel proprio Paese stranieri milionari, con l’obiettivo non tanto di incrementare il gettito erariale, ma di agevolare la residenza a personaggi con patrimoni importanti in grado di generare reddito e ricchezza (High Net Worth Individuals, HNWI). Trattasi di regimi fiscali “leciti”, nel senso che non vengono considerati dalla Commissione europea come facenti parte di una concorrenza fiscale “dannosa”, posta in essere come forma di elusione fiscale. Se è vero che i suddetti regimi non contrastano con i principi comunitari e con le linee-guida OCSE, restano aperte altre questioni, per esempio la questione sulla discriminazione verso i residenti che non possono usufruire degli stessi vantaggi fiscali, con la conseguente problematica della tenuta costituzionale di tali regimi. Inoltre, non si può non tenere conto che nella fattispecie ci si rivolge a contribuenti particolari che, in assenza di questi regimi, non si stabilirebbero mai nei paesi che li applicano. Obiettivo della presentazione è la descrizione dei regimi “non dom” di quei Paesi che hanno avuto maggior successo e la prospettazione delle questioni di tenuta costituzionale dianzi indicate.
Regimi di attrazione fiscale e competitività dei territori / Villani, Salvatore. - (2024). ( Residenza fiscale delle persone fisiche: la nuova nozione introdotta con la riforma fiscale e i regimi fiscali del "res non dom" Università degli Studi di Napoli Federico II - Dipartimento di Scienze Politiche (DISP) 21/10/2024).
Regimi di attrazione fiscale e competitività dei territori
Salvatore Villani
2024
Abstract
Negli ultimi anni, si è accentuata la concorrenza fiscale in Europa tra i Paesi che applicano i regimi res non dom”, vale a dire quei regimi che permettono di risiedere in Paesi a fiscalità elevata senza essere assoggettati alle ordinarie imposte del Paese di residenza. Nel corso degli anni tali regimi sono stati adottati da vari altri Paese europei, compresa l’Italia. Tutti con lo scopo di attrarre nel proprio Paese stranieri milionari, con l’obiettivo non tanto di incrementare il gettito erariale, ma di agevolare la residenza a personaggi con patrimoni importanti in grado di generare reddito e ricchezza (High Net Worth Individuals, HNWI). Trattasi di regimi fiscali “leciti”, nel senso che non vengono considerati dalla Commissione europea come facenti parte di una concorrenza fiscale “dannosa”, posta in essere come forma di elusione fiscale. Se è vero che i suddetti regimi non contrastano con i principi comunitari e con le linee-guida OCSE, restano aperte altre questioni, per esempio la questione sulla discriminazione verso i residenti che non possono usufruire degli stessi vantaggi fiscali, con la conseguente problematica della tenuta costituzionale di tali regimi. Inoltre, non si può non tenere conto che nella fattispecie ci si rivolge a contribuenti particolari che, in assenza di questi regimi, non si stabilirebbero mai nei paesi che li applicano. Obiettivo della presentazione è la descrizione dei regimi “non dom” di quei Paesi che hanno avuto maggior successo e la prospettazione delle questioni di tenuta costituzionale dianzi indicate.| File | Dimensione | Formato | |
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