La dispersione scolastica è un fenomeno complesso che deriva dall’accumulo di fattori esterni ed interni ad un sistema educativo collocabile nell’orizzonte della crisi delle democrazie e della funzione adulta. In Italia il tasso di dispersi espliciti e impliciti è elevato, in particolare al Sud e nelle periferie metropolitane. Periodicamente nell’istituzione scolastica viene inserito qualche correttivo, senza che venga alterato quel funzionamento strutturale che produce sistematicamente dispersione, rinforzando la selezione del sistema sociale. L’Associazione no-profit Maestri di Strada progetta e realizza dagli anni ’90 interventi complessi di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica per supportare l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva dei giovani, prevalentemente nella periferia est di Napoli, una municipalità ad alta densità di popolazione e tra le più giovani della città, puntualmente e poeticamente descritta da Carla Melazzini in "Insegnare al principe di Danimarca". Al suo interno si contano numerosi istituti scolastici ma il numero di dispersi e NEET (Not engaged in Education, Employment or Training) è elevatissimo. La metodologia dei maestri di strada – ispirata a principi di psicologia culturale e psicoanalisi – si basa soprattutto sulla cura delle relazioni umane attraverso la costruzione di una comunità locale educante, la riflessività di gruppo, l’arteducazione. Il paradigma scelto è quello di una “educazione debole”, che non divide il mondo in capaci e incapaci né mira a produrre competenze e identità predeterminate, ma a favorire la soggettivazione dei giovani, suscitando in loro il desiderio di divenire adulti responsabili. In questo modo numerose traiettorie biografiche a rischio psico-sociale vengono riscritte e allontanate dai copioni prevedibili per chi nasce in contesti di povertà, emarginazione, degrado e violenza.
I maestri di strada di Napoli: l’esperienza educativa contro il rischio della dispersione / Parrello, Santa. - (2023), pp. 259-278.
I maestri di strada di Napoli: l’esperienza educativa contro il rischio della dispersione
Parrello Santa
2023
Abstract
La dispersione scolastica è un fenomeno complesso che deriva dall’accumulo di fattori esterni ed interni ad un sistema educativo collocabile nell’orizzonte della crisi delle democrazie e della funzione adulta. In Italia il tasso di dispersi espliciti e impliciti è elevato, in particolare al Sud e nelle periferie metropolitane. Periodicamente nell’istituzione scolastica viene inserito qualche correttivo, senza che venga alterato quel funzionamento strutturale che produce sistematicamente dispersione, rinforzando la selezione del sistema sociale. L’Associazione no-profit Maestri di Strada progetta e realizza dagli anni ’90 interventi complessi di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica per supportare l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva dei giovani, prevalentemente nella periferia est di Napoli, una municipalità ad alta densità di popolazione e tra le più giovani della città, puntualmente e poeticamente descritta da Carla Melazzini in "Insegnare al principe di Danimarca". Al suo interno si contano numerosi istituti scolastici ma il numero di dispersi e NEET (Not engaged in Education, Employment or Training) è elevatissimo. La metodologia dei maestri di strada – ispirata a principi di psicologia culturale e psicoanalisi – si basa soprattutto sulla cura delle relazioni umane attraverso la costruzione di una comunità locale educante, la riflessività di gruppo, l’arteducazione. Il paradigma scelto è quello di una “educazione debole”, che non divide il mondo in capaci e incapaci né mira a produrre competenze e identità predeterminate, ma a favorire la soggettivazione dei giovani, suscitando in loro il desiderio di divenire adulti responsabili. In questo modo numerose traiettorie biografiche a rischio psico-sociale vengono riscritte e allontanate dai copioni prevedibili per chi nasce in contesti di povertà, emarginazione, degrado e violenza.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: I maestri di strada di Napoli: l’esperienza educativa contro il rischio della dispersione. In Rapporto 2023 italiadecide
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