Negli ultimi decenni, le politiche di mitigazione del rischio sul territorio italiano, quasi sempre dettate dall’emergenza, solo marginalmente si sono rapportate con i valori estetici, culturali e di sviluppo dei territori e delle città. È in questo nuovo diffuso sentire l’unità conflittuale tra mondi eterogenei in passato contrapposti che si riscopre l’illusione del mito della città futura. A partire dagli studi urbani condotti negli anni '60 da Vittorio Gregotti, Agostino Renna, Salvatore Bisogni, Kevin Lynch, Giancarlo De Carlosi riscopre la valenza dell'approccio antropogeografico in grado di restituire l'"ambiente" al sapere della disciplina architettonica. Le straordinarie potenzialità interpretative e progettuali di un approccio architettonico percettivo, insito nel concetto stesso di Paesaggio per la comprensione strutturale delle nuove forme di spazi urbani che sempre più tendono ad assumere connotazioni geografiche s'impongono come ineludibili strumenti in grado decifrare contesti a rischio e suggerire soluzioni progettuali coerenti con la natura geomorfologica dei luoghi. Un nuovo concetto di “centralità geografica” delinea l’orizzonte di progetti transdisciplinari volti alla riappropriazione un’“arte civile” di cura, manutenzione e difesa del territorio urbanizzato. Il contributo dimostra come lavorare sull’estetica delle relazioni può al contempo rivelare nessi strutturali, l’identità composita di nuovi paesaggi, i miti della contemporaneità.
Paesaggi multirischio e interazioni geografiche. Ripartiamo dall’acqua / Pagano, L.; Galante, P.. - (2024), pp. 210-223.
Paesaggi multirischio e interazioni geografiche. Ripartiamo dall’acqua
Pagano L.
;Galante P.
2024
Abstract
Negli ultimi decenni, le politiche di mitigazione del rischio sul territorio italiano, quasi sempre dettate dall’emergenza, solo marginalmente si sono rapportate con i valori estetici, culturali e di sviluppo dei territori e delle città. È in questo nuovo diffuso sentire l’unità conflittuale tra mondi eterogenei in passato contrapposti che si riscopre l’illusione del mito della città futura. A partire dagli studi urbani condotti negli anni '60 da Vittorio Gregotti, Agostino Renna, Salvatore Bisogni, Kevin Lynch, Giancarlo De Carlosi riscopre la valenza dell'approccio antropogeografico in grado di restituire l'"ambiente" al sapere della disciplina architettonica. Le straordinarie potenzialità interpretative e progettuali di un approccio architettonico percettivo, insito nel concetto stesso di Paesaggio per la comprensione strutturale delle nuove forme di spazi urbani che sempre più tendono ad assumere connotazioni geografiche s'impongono come ineludibili strumenti in grado decifrare contesti a rischio e suggerire soluzioni progettuali coerenti con la natura geomorfologica dei luoghi. Un nuovo concetto di “centralità geografica” delinea l’orizzonte di progetti transdisciplinari volti alla riappropriazione un’“arte civile” di cura, manutenzione e difesa del territorio urbanizzato. Il contributo dimostra come lavorare sull’estetica delle relazioni può al contempo rivelare nessi strutturali, l’identità composita di nuovi paesaggi, i miti della contemporaneità.| File | Dimensione | Formato | |
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