Palazzo Ferretti ad Ancona, sede dal 1958 del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, costituisce il paradigma di un edificio o, meglio, di un aggregato urbano, risultante dalla sedimentazione di segni di epoche diverse che hanno trasformato, restaurato e ampliato l’originaria preesistenza medievale. Si tratta di trasformazioni che, nate da esigenze funzionali e di rappresentanza della committenza, coinvolsero in epoche diverse architetti, artisti e architetture di valore, che videro tre importanti tappe segnare la storia dell’attuale palinsesto architettonico: Antonio da Sangallo il Giovane nel Cinquecento, Luigi Vanvitelli o architetti a lui legati nel Settecento e, a metà del Novecento, Franco Minissi, che contribuì ad arricchire l’aggregato di nuovi corpi di fabbrica e, soprattutto, di un allestimento museografico che ancora oggi costituisce – insieme al prestigio delle collezioni esposte – uno degli elementi più attrattivi del complesso anconetano, unitamente a una posizione paesaggisticamente rilevante, che dal colle del Guasco si apre verso il porto di Ancona. Lo studio su Palazzo Ferretti, condotto da un gruppo di ricercatori federiciani in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Marche e con la direzione del Museo, ha consentito di individuare le fasi costruttive del palinsesto architettonico, precisando, anche sulla base del vaglio di una documentazione inedita e di una nuova campagna di rilievo e di survey diagnostica, l’apporto di questi tre grandi interpreti della cultura architettonica, contestualizzandolo nelle rispettive stagioni artistiche. .
Da Sangallo a Vanvitelli. Contributi alla conoscenza per il restauro di Palazzo Ferretti ad Ancona / Picone, Renata. - (2024), pp. 41-64.
Da Sangallo a Vanvitelli. Contributi alla conoscenza per il restauro di Palazzo Ferretti ad Ancona
renata picone
2024
Abstract
Palazzo Ferretti ad Ancona, sede dal 1958 del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, costituisce il paradigma di un edificio o, meglio, di un aggregato urbano, risultante dalla sedimentazione di segni di epoche diverse che hanno trasformato, restaurato e ampliato l’originaria preesistenza medievale. Si tratta di trasformazioni che, nate da esigenze funzionali e di rappresentanza della committenza, coinvolsero in epoche diverse architetti, artisti e architetture di valore, che videro tre importanti tappe segnare la storia dell’attuale palinsesto architettonico: Antonio da Sangallo il Giovane nel Cinquecento, Luigi Vanvitelli o architetti a lui legati nel Settecento e, a metà del Novecento, Franco Minissi, che contribuì ad arricchire l’aggregato di nuovi corpi di fabbrica e, soprattutto, di un allestimento museografico che ancora oggi costituisce – insieme al prestigio delle collezioni esposte – uno degli elementi più attrattivi del complesso anconetano, unitamente a una posizione paesaggisticamente rilevante, che dal colle del Guasco si apre verso il porto di Ancona. Lo studio su Palazzo Ferretti, condotto da un gruppo di ricercatori federiciani in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Marche e con la direzione del Museo, ha consentito di individuare le fasi costruttive del palinsesto architettonico, precisando, anche sulla base del vaglio di una documentazione inedita e di una nuova campagna di rilievo e di survey diagnostica, l’apporto di questi tre grandi interpreti della cultura architettonica, contestualizzandolo nelle rispettive stagioni artistiche. .| File | Dimensione | Formato | |
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