L’ intervento intende soffermarsi sul rapporto intercorrente tra transizione ecologica e livelli di governo. Il tema – peraltro oggetto sia del PNRR che dei fondi di coesione – sconta un’aporia di fondo. Da un lato le Regioni non dispongono direttamente di risorse per addivenire a una adeguata implementazione delle politiche di transizione ambientale ed energetica: del resto, siamo di fronte ad ambiti competenziali particolarmente sensibili in cui non solo insiste una competenza statale esclusiva (o al massimo concorrente, per quanto concerne l’energia) ma dove è forte la presenza dell’Unione Europea e dei limiti condizionanti la legislazione sia statale che regionale (come prescrive l’art. 117, comma 1, Cost.). Dunque, l’accentramento decisionale che ispira il PNRR sembra conforme a questa logica di fondo, legata sia al piano delle competenze, sia a quello economico che, a sua volta, è strettamente connesso al profilo dell’accountability dello Stato rispetto all’UE. Dall’altro, però, la decisione sulla collocazione degli impianti e le politiche sul governo del territorio impongono l’“ascolto” delle posizioni dei territori, affinché sia realizzato appieno l’obiettivo della solidarietà energetica. Peraltro, la differente capacità energetica delle Regioni, legate alle peculiarità fisiche e ambientali dei territori di pertinenza, pone il problema del riequilibrio del differente contributo che ciascuna Regione può apportare: in questo campo, più pressante si fa il ruolo dello Stato verso una transizione ecologica che riequilibri gap territoriali (che rischiano di convertirsi anche in diseguaglianze tra cittadini) attraverso il controllo dall’alto di strumenti quali, ad esempio, alla predisposizione di Piani Energetici Ambientali Regionali. Questo settore – come molti altri – pare, dunque, segnato dalla necessità di un più intenso coinvolgimento regionale in chiave collaborativa, anche a valle delle decisioni prese dal centro.
Transizione ecologica e livelli di governo: accentramento delle procedure decisionali vs. pianificazione territoriale / Parisi, Stefania. - (2024).
Transizione ecologica e livelli di governo: accentramento delle procedure decisionali vs. pianificazione territoriale
parisi stefania
2024
Abstract
L’ intervento intende soffermarsi sul rapporto intercorrente tra transizione ecologica e livelli di governo. Il tema – peraltro oggetto sia del PNRR che dei fondi di coesione – sconta un’aporia di fondo. Da un lato le Regioni non dispongono direttamente di risorse per addivenire a una adeguata implementazione delle politiche di transizione ambientale ed energetica: del resto, siamo di fronte ad ambiti competenziali particolarmente sensibili in cui non solo insiste una competenza statale esclusiva (o al massimo concorrente, per quanto concerne l’energia) ma dove è forte la presenza dell’Unione Europea e dei limiti condizionanti la legislazione sia statale che regionale (come prescrive l’art. 117, comma 1, Cost.). Dunque, l’accentramento decisionale che ispira il PNRR sembra conforme a questa logica di fondo, legata sia al piano delle competenze, sia a quello economico che, a sua volta, è strettamente connesso al profilo dell’accountability dello Stato rispetto all’UE. Dall’altro, però, la decisione sulla collocazione degli impianti e le politiche sul governo del territorio impongono l’“ascolto” delle posizioni dei territori, affinché sia realizzato appieno l’obiettivo della solidarietà energetica. Peraltro, la differente capacità energetica delle Regioni, legate alle peculiarità fisiche e ambientali dei territori di pertinenza, pone il problema del riequilibrio del differente contributo che ciascuna Regione può apportare: in questo campo, più pressante si fa il ruolo dello Stato verso una transizione ecologica che riequilibri gap territoriali (che rischiano di convertirsi anche in diseguaglianze tra cittadini) attraverso il controllo dall’alto di strumenti quali, ad esempio, alla predisposizione di Piani Energetici Ambientali Regionali. Questo settore – come molti altri – pare, dunque, segnato dalla necessità di un più intenso coinvolgimento regionale in chiave collaborativa, anche a valle delle decisioni prese dal centro.| File | Dimensione | Formato | |
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