Questo secondo saggio collettaneo si inserisce nell’ambito delle attività della ricerca triennale finanziata dall’Ateneo RISP - Right to Space, Space of Rights. Design Action to Re-think Prisons. La ricerca si propone di indagare l’adeguatezza e la qualità degli spazi di detenzione alla luce dei diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, con l’obiettivo di elaborare un sistema di azioni trasformative per garantire carceri che rispettino pienamente i diritti umani. La condizione attuale evidenzia infatti come lo spazio della reclusione non solo non favorisca il reinserimento sociale, ma costituisca spesso un ulteriore aggravio della pena. In Spazi di genere/Genere di spazi il focus si concentra sul modo in cui lo spazio carcerario, spesso progettato secondo logiche maschili, influisca sull’identità di genere, limitando l’autonomia delle persone e creando ambienti di esclusione per diverse categorie. In particolare, si evidenzia come le dinamiche spaziali carcerarie debbano riconoscere le identità di genere diverse, promuovendo spazi che tutelino la dignità e favoriscano l’autodeterminazione, sfidando le logiche normative imposte.
introduzione / Santangelo, MARIA ROSARIA. - Confinamenti:(2024).
introduzione
Maria Rosaria Santangelo
2024
Abstract
Questo secondo saggio collettaneo si inserisce nell’ambito delle attività della ricerca triennale finanziata dall’Ateneo RISP - Right to Space, Space of Rights. Design Action to Re-think Prisons. La ricerca si propone di indagare l’adeguatezza e la qualità degli spazi di detenzione alla luce dei diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, con l’obiettivo di elaborare un sistema di azioni trasformative per garantire carceri che rispettino pienamente i diritti umani. La condizione attuale evidenzia infatti come lo spazio della reclusione non solo non favorisca il reinserimento sociale, ma costituisca spesso un ulteriore aggravio della pena. In Spazi di genere/Genere di spazi il focus si concentra sul modo in cui lo spazio carcerario, spesso progettato secondo logiche maschili, influisca sull’identità di genere, limitando l’autonomia delle persone e creando ambienti di esclusione per diverse categorie. In particolare, si evidenzia come le dinamiche spaziali carcerarie debbano riconoscere le identità di genere diverse, promuovendo spazi che tutelino la dignità e favoriscano l’autodeterminazione, sfidando le logiche normative imposte.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


