Pubblicato nel 1332 e dedicato a Roberto d’Angiò, il Liber Pandectarum di Matteo Silvatico si presenta come un’immensa raccolta di lemmi, disposti in ordine alfabetico e senza illustrazioni: in gran parte si tratta di semplici d’uso medicinale e alimentare, di provenienza vegetale, minerale e animale, ma anche di nomi di organi del corpo umano, di malattie, di preparazioni farmaceutiche. L’opera appartiene al genere dei glossaria, synonyma, hermeneumata organizzati in ordine alfabetico, che costituiscono uno strumento fondamentale per la trasmissione del sapere medico. Angelo Catone volle curarne l’edizione e nella lettera praefatoria alla sua edizione narra di aver trovato nella biblioteca reale il manoscritto delle Pandectae di Silvatico e di aver deciso che un testo così importante dovesse assolutamente essere conosciuto dagli aspiranti medici. La relazione (divisa tra due relatori - Antonietta Iacono e Lorenzo Miletti) cala l'operazione editoriale di Angelo Catone nel contesto storico-culturale della Napoli aragonese degli anni Settanta delsecolo XV, e rilelle la prefazione di Angelo Catone alla luce della precettistica classica e di modelli contemporanei.
Angelo Catone e la prefazione all'edizione delle Pandecte di Matteo Silvatico / Iacono, Antonietta. - (2024). ( Letteratura, scienza e tecnica tra Medioevo e Umanesimo BRAU-Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica - Sala Concegni 14-15 novembre 2024).
Angelo Catone e la prefazione all'edizione delle Pandecte di Matteo Silvatico
Antonietta Iacono
2024
Abstract
Pubblicato nel 1332 e dedicato a Roberto d’Angiò, il Liber Pandectarum di Matteo Silvatico si presenta come un’immensa raccolta di lemmi, disposti in ordine alfabetico e senza illustrazioni: in gran parte si tratta di semplici d’uso medicinale e alimentare, di provenienza vegetale, minerale e animale, ma anche di nomi di organi del corpo umano, di malattie, di preparazioni farmaceutiche. L’opera appartiene al genere dei glossaria, synonyma, hermeneumata organizzati in ordine alfabetico, che costituiscono uno strumento fondamentale per la trasmissione del sapere medico. Angelo Catone volle curarne l’edizione e nella lettera praefatoria alla sua edizione narra di aver trovato nella biblioteca reale il manoscritto delle Pandectae di Silvatico e di aver deciso che un testo così importante dovesse assolutamente essere conosciuto dagli aspiranti medici. La relazione (divisa tra due relatori - Antonietta Iacono e Lorenzo Miletti) cala l'operazione editoriale di Angelo Catone nel contesto storico-culturale della Napoli aragonese degli anni Settanta delsecolo XV, e rilelle la prefazione di Angelo Catone alla luce della precettistica classica e di modelli contemporanei.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


