In occasione della Giornata Internazionale contro il traffico illecito dei beni culturali indetta dall'Unesco si presenta domani a Napoli (14 novembre, ore 11-13, Salottino Pompeiano SABAP, Palazzo Reale) il nuovo Protocollo d'Intesa ed il progetto di ricognizione per il riordino dei Beni Culturali tra SABAP per il Comune di Napoli, Università degli Studi Federico II e Arcidiocesi di Napoli. L'iniziativa dà vita ad un progetto ambizioso per la collettività e il territorio mirando alla attività di restituzione delle opere ai luoghi di origine, soprattutto Chiese, e quindi alla fruizione pubblica e alla Comunità come indicato dalla Convenzione di Faro. L'iniziativa nasce sulla scia del progetto pilota condotto dal Nucleo intersezionale per la tutela del patrimonio culturale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e la Federico II, centro Interdipartimentale LUPT area di ricerca e laboratori su diritto europeo Valorizzazione, tutela e lotta al traffico illecito - OBVIA - OUT OF BOUNDARIES MAKING CULTURE, nel 2022 / 2023. Questo primo progetto ha consentito la 'restituzione' di più di 15000 reperti custoditi nei depositi del Mann e non visibili perché oggetto di sequestro giudiziario per traffico illecito e quindi sotto sigilli dal 1969. Con questo nuovo protocollo tra SABAP, UNINA, Arcidiocesi si dà avvio ad un riordino dei depositi che raccontano una storia particolare del territorio Campano, quella partita dal 23 novembre del 1980. Il terremoto come è noto provocò gravi danni ai siti culturali della Regione ed in particolare numerose chiese poi dichiarate inagibili. Le opere d’arte contenute in questi siti furono trasferite in depositi della Città, dopo la ricognizione delle soprintendenze. Gran parte di tale movimentazione trova riscontro nei fascicoli cartacei dell’archivio della Soprintendenza artistica e storica allora al Museo di Capodimomte, che registra il flusso di ingresso delle opere soprattutto nel deposito della chiesa dell’Incoronata di proprietà dell’Arcidiocesi di Napoli e le successive movimentazioni per restauri e mostre, nonché raramente la ricollocazione nelle chiese di provenienza.
Sinergie istituzionali per la lotta al traffico illecito dei beni culturali / Savy, Daniela. - (2024). ( 1. Intervento Sinergie istituzionali per la lotta al traffico illecito dei beni culturali 1. Intervento Sinergie istituzionali per la lotta Salottino Pompeiano SABAP per il Comune di Napoli, Palazzo Reale di Napoli, Piazza del Plebiscito, 14 novembre 2024. 14 novembre 2024).
Sinergie istituzionali per la lotta al traffico illecito dei beni culturali
Daniela Savy
2024
Abstract
In occasione della Giornata Internazionale contro il traffico illecito dei beni culturali indetta dall'Unesco si presenta domani a Napoli (14 novembre, ore 11-13, Salottino Pompeiano SABAP, Palazzo Reale) il nuovo Protocollo d'Intesa ed il progetto di ricognizione per il riordino dei Beni Culturali tra SABAP per il Comune di Napoli, Università degli Studi Federico II e Arcidiocesi di Napoli. L'iniziativa dà vita ad un progetto ambizioso per la collettività e il territorio mirando alla attività di restituzione delle opere ai luoghi di origine, soprattutto Chiese, e quindi alla fruizione pubblica e alla Comunità come indicato dalla Convenzione di Faro. L'iniziativa nasce sulla scia del progetto pilota condotto dal Nucleo intersezionale per la tutela del patrimonio culturale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e la Federico II, centro Interdipartimentale LUPT area di ricerca e laboratori su diritto europeo Valorizzazione, tutela e lotta al traffico illecito - OBVIA - OUT OF BOUNDARIES MAKING CULTURE, nel 2022 / 2023. Questo primo progetto ha consentito la 'restituzione' di più di 15000 reperti custoditi nei depositi del Mann e non visibili perché oggetto di sequestro giudiziario per traffico illecito e quindi sotto sigilli dal 1969. Con questo nuovo protocollo tra SABAP, UNINA, Arcidiocesi si dà avvio ad un riordino dei depositi che raccontano una storia particolare del territorio Campano, quella partita dal 23 novembre del 1980. Il terremoto come è noto provocò gravi danni ai siti culturali della Regione ed in particolare numerose chiese poi dichiarate inagibili. Le opere d’arte contenute in questi siti furono trasferite in depositi della Città, dopo la ricognizione delle soprintendenze. Gran parte di tale movimentazione trova riscontro nei fascicoli cartacei dell’archivio della Soprintendenza artistica e storica allora al Museo di Capodimomte, che registra il flusso di ingresso delle opere soprattutto nel deposito della chiesa dell’Incoronata di proprietà dell’Arcidiocesi di Napoli e le successive movimentazioni per restauri e mostre, nonché raramente la ricollocazione nelle chiese di provenienza.| File | Dimensione | Formato | |
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