Lo svizzero Hubacher fu architetto, ingegnere, fotografo d’avanguardia e documentarista, quel poco che si conosce della sua biografia basta a collocarlo all’interno di un contesto culturale internazionale dominato, fra le altre, dalle figure di Sigfried Giedion e di Lázló Moholy-Nagy. Il contributo che si presenta intende esaminare lo sguardo di Hubacher sulla Puglia dei trulli, un territorio rurale molto vasto ma con elementi comuni ben riconoscibili: la diffusione della piccola proprietà terriera, la forte antropizzazione e la presenza dei trulli, le abitazioni contadine cui lo svizzero avrebbe dedicato uno studio rimasto inedito. L’architetto-fotografo osservò il paesaggio pugliese della Murgia senza condizionamenti, perché fu fra i primi a fotografarlo in modo sistematico; le sue foto, tutte in bianco e nero, analitiche e mai didascaliche, colgono i valori ambientali, architettonici ed economici dell’area indagata. Sebbene straniero, l’architetto-fotografo seppe cogliere con i suoi scatti il sapore arcaico della regione e il carattere schivo dei suoi abitanti: il “popolo di formiche” cantato dal meridionalista Tommaso Fiore nel 1925 che, con lavoro paziente, aveva disegnato a propria misura un territorio e un modo di abitare.
Pietre, alberi e «formiche»; il paesaggio dei trulli nelle foto di Carl Hubacher (1897-1990) / Brunetti, Oronzo. - (2024), pp. 117-124.
Pietre, alberi e «formiche»; il paesaggio dei trulli nelle foto di Carl Hubacher (1897-1990)
Oronzo Brunetti
2024
Abstract
Lo svizzero Hubacher fu architetto, ingegnere, fotografo d’avanguardia e documentarista, quel poco che si conosce della sua biografia basta a collocarlo all’interno di un contesto culturale internazionale dominato, fra le altre, dalle figure di Sigfried Giedion e di Lázló Moholy-Nagy. Il contributo che si presenta intende esaminare lo sguardo di Hubacher sulla Puglia dei trulli, un territorio rurale molto vasto ma con elementi comuni ben riconoscibili: la diffusione della piccola proprietà terriera, la forte antropizzazione e la presenza dei trulli, le abitazioni contadine cui lo svizzero avrebbe dedicato uno studio rimasto inedito. L’architetto-fotografo osservò il paesaggio pugliese della Murgia senza condizionamenti, perché fu fra i primi a fotografarlo in modo sistematico; le sue foto, tutte in bianco e nero, analitiche e mai didascaliche, colgono i valori ambientali, architettonici ed economici dell’area indagata. Sebbene straniero, l’architetto-fotografo seppe cogliere con i suoi scatti il sapore arcaico della regione e il carattere schivo dei suoi abitanti: il “popolo di formiche” cantato dal meridionalista Tommaso Fiore nel 1925 che, con lavoro paziente, aveva disegnato a propria misura un territorio e un modo di abitare.| File | Dimensione | Formato | |
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