Le fonti rappresentano i pubblicani come la principale causa del malcontento delle popolazioni provinciali contro l’egemonia romana. A delineare le relazioni tra contribuenti provinciali, esattori e governo romano contribuisce la celebre lettera di Marco Tullio Cicerone (Cic. Qfr. 1.1) indirizzata al fratello Quinto, governatore della provincia d’Asia. Cicerone afferma che i provinciali d’Asia non si possono lamentare dei publicani romani perché non hanno saputo farne a meno e perché gli esattori locali non sono meno odiosi. Dopo la prima guerra mitridatica, infatti, Silla introdusse un’importante novità nella riscossione dei tributi della provincia d’Asia: l’esclusione dei pubblicani con il conseguente coinvolgimento delle città al loro posto. La riforma, però, non durò a lungo, perché i Greci d’Asia non avevano saputo gestire da soli la raccolta delle imposte e avevano finito per ricorrere nuovamente ai pubblicani. Il contributo intende valutare quanto sia fondato il giudizio ciceroniano sulla ‘necessità’ dei pubblicani e sull’inadeguatezza delle comunità asiane nella gestione dei tributi.

“Nomen publicani aspernari non possunt …” Città ed esattori d’imposta nella provincia romana d’Asia / Merola, G. D.. - (2024), pp. 101-116.

“Nomen publicani aspernari non possunt …” Città ed esattori d’imposta nella provincia romana d’Asia

G. D. Merola
2024

Abstract

Le fonti rappresentano i pubblicani come la principale causa del malcontento delle popolazioni provinciali contro l’egemonia romana. A delineare le relazioni tra contribuenti provinciali, esattori e governo romano contribuisce la celebre lettera di Marco Tullio Cicerone (Cic. Qfr. 1.1) indirizzata al fratello Quinto, governatore della provincia d’Asia. Cicerone afferma che i provinciali d’Asia non si possono lamentare dei publicani romani perché non hanno saputo farne a meno e perché gli esattori locali non sono meno odiosi. Dopo la prima guerra mitridatica, infatti, Silla introdusse un’importante novità nella riscossione dei tributi della provincia d’Asia: l’esclusione dei pubblicani con il conseguente coinvolgimento delle città al loro posto. La riforma, però, non durò a lungo, perché i Greci d’Asia non avevano saputo gestire da soli la raccolta delle imposte e avevano finito per ricorrere nuovamente ai pubblicani. Il contributo intende valutare quanto sia fondato il giudizio ciceroniano sulla ‘necessità’ dei pubblicani e sull’inadeguatezza delle comunità asiane nella gestione dei tributi.
2024
978-88-6056-923-3
978-88-6056-924-0
“Nomen publicani aspernari non possunt …” Città ed esattori d’imposta nella provincia romana d’Asia / Merola, G. D.. - (2024), pp. 101-116.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2024 Nomen publicani.pdf

solo utenti autorizzati

Licenza: Non specificato
Dimensione 5.89 MB
Formato Adobe PDF
5.89 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/980863
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact