Scrivere della personalità e dell’attività progettuale, teorica, didattica e filologica di Luigi Piccinato, fra i fondatori nel 1929 dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, è un compito impegnativo se si considera il dinamismo e l’infaticabilità dell’architetto legnaghese, ma anche il numero e la rilevanza dei contributi già presenti in letteratura che analizzano, da punti di vista diversi, l’opera di uno dei padri dell’urbanistica moderna del nostro Paese. Quello che si tenterà di proporre in questo testo è una riflessione sulla “visione” urbanistica di Piccinato che rappresenta, a parere di chi scrive, forse l’elemento più interessante dell’intera sua opera. Questa caratteristica non è riferita alla poetica progettuale, ma alla capacità, probabilmente al talento, forse al dono, di entrare in empatia con il sistema urbano oggetto di interesse e “pre-vederne” lo sviluppo in una proiezione mentale di sintesi. Tale capacità è sostanziata attraverso elementi della formazione personale, frammenti dei rapporti con gli intellettuali del tempo, frequentazioni e/o scontri con i maestri della disciplina, studio delle correnti figurative e filosofiche, ma anche da componenti caratteriali quali: tenacia e impegno, coerenza e rigore della posizione intellettuale. Il piano urbanistico di Benevento del 1932 può rappresentare un valido esempio della “visione” di Piccinato che conserva, ancor oggi, elementi che ne propongono l’attualità, anche considerando le caratteristiche storico territoriali del capoluogo sannita.
Attualità del piano Piccinato per Benevento. La "visione" dell'urbanistica moderna / Fistola, Romano. - (2024), pp. 227-240.
Attualità del piano Piccinato per Benevento. La "visione" dell'urbanistica moderna
Fistola
2024
Abstract
Scrivere della personalità e dell’attività progettuale, teorica, didattica e filologica di Luigi Piccinato, fra i fondatori nel 1929 dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, è un compito impegnativo se si considera il dinamismo e l’infaticabilità dell’architetto legnaghese, ma anche il numero e la rilevanza dei contributi già presenti in letteratura che analizzano, da punti di vista diversi, l’opera di uno dei padri dell’urbanistica moderna del nostro Paese. Quello che si tenterà di proporre in questo testo è una riflessione sulla “visione” urbanistica di Piccinato che rappresenta, a parere di chi scrive, forse l’elemento più interessante dell’intera sua opera. Questa caratteristica non è riferita alla poetica progettuale, ma alla capacità, probabilmente al talento, forse al dono, di entrare in empatia con il sistema urbano oggetto di interesse e “pre-vederne” lo sviluppo in una proiezione mentale di sintesi. Tale capacità è sostanziata attraverso elementi della formazione personale, frammenti dei rapporti con gli intellettuali del tempo, frequentazioni e/o scontri con i maestri della disciplina, studio delle correnti figurative e filosofiche, ma anche da componenti caratteriali quali: tenacia e impegno, coerenza e rigore della posizione intellettuale. Il piano urbanistico di Benevento del 1932 può rappresentare un valido esempio della “visione” di Piccinato che conserva, ancor oggi, elementi che ne propongono l’attualità, anche considerando le caratteristiche storico territoriali del capoluogo sannita.| File | Dimensione | Formato | |
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