La canzone napoletana classica (1880-1945) rappresenta quasi un unicum nella storia della musica occidentale, per essere un genere "ibrido" a metà strada tra la musica d'arte e quella popolare. La sua particolare natura estetica è direttamente collegabile alle sue origini storiche, in particolare all'azione di alcuni musicisti-editori (tra cui spicca la figura di Guillaume Cottrau) che a partire dai primi decenni dell'800 trascrissero per voce e pianoforte molteplici canti di tradizione orale raccolti tra le vie di Napoli e della sua provincia. Ciò ha conferito al genere della canzone napoletana classica specifiche peculiarità formali e stilistiche che lo rendono adatto all'esecuzione tanto del tenore quanto del cantante di strada. Ne consegue l'estrema varietà delle possibilità esecutive di un repertorio che, per quanto ascrivibile al genere della canzone popolare, nasce comunque su carta pentagrammata ad opera di autori professionisti (P. M. Costa, S. Di Giacomo, L. Denza, F. Russo). L'articolo discute tale problematico aspetto dell'interpretazione della canzone napoletana classica, e ne mostra le principali tendenze esecutive offrendo un confronto analitico tra le principali voci ad essa legate: Enrico Caruso, Roberto Murolo, Sergio Bruni.
La canzone napoletana classica e le sue interpretazioni / Ruberti, Giorgio. - (2024), pp. 33-66.
La canzone napoletana classica e le sue interpretazioni
giorgio ruberti
2024
Abstract
La canzone napoletana classica (1880-1945) rappresenta quasi un unicum nella storia della musica occidentale, per essere un genere "ibrido" a metà strada tra la musica d'arte e quella popolare. La sua particolare natura estetica è direttamente collegabile alle sue origini storiche, in particolare all'azione di alcuni musicisti-editori (tra cui spicca la figura di Guillaume Cottrau) che a partire dai primi decenni dell'800 trascrissero per voce e pianoforte molteplici canti di tradizione orale raccolti tra le vie di Napoli e della sua provincia. Ciò ha conferito al genere della canzone napoletana classica specifiche peculiarità formali e stilistiche che lo rendono adatto all'esecuzione tanto del tenore quanto del cantante di strada. Ne consegue l'estrema varietà delle possibilità esecutive di un repertorio che, per quanto ascrivibile al genere della canzone popolare, nasce comunque su carta pentagrammata ad opera di autori professionisti (P. M. Costa, S. Di Giacomo, L. Denza, F. Russo). L'articolo discute tale problematico aspetto dell'interpretazione della canzone napoletana classica, e ne mostra le principali tendenze esecutive offrendo un confronto analitico tra le principali voci ad essa legate: Enrico Caruso, Roberto Murolo, Sergio Bruni.| File | Dimensione | Formato | |
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