Nell’ambito di studi sul rapporto tra letteratura e arti figurative, in questo saggio è indagata la fortuna del tema del ritratto in una campionatura di poesie napoletane tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento, al passaggio tra il viceregno spagnolo e quello austriaco. I casi esaminati riguardano perlopiù il massimo pittore di Napoli all’epoca, Francesco Solimena, attivo nel duplice ruolo di ritrattista di successo internazionale e di poeta stimato. Solimena, che ritrasse re e viceré, compose poesie in occasione di ritratti da lui dipinti, oppure fu dedicatario di poesie in cui il ritratto è il motivo centrale. Componimenti di questo tipo furono pubblicati dal suo biografo De Dominici, e altri comparvero in raccolte meno note agli studi. In qualche caso, è possibile stabilire connessioni con effettivi ritratti conservati o ricordati da fonti o documenti. In misura minore ma significativa, l’esame coinvolge anche il contemporaneo Paolo de Matteis, pittore pure celebrato da letterati e poeti e dedicatario di rime concernenti ritratti. Sia Solimena che De Matteis furono vicini agli ideali e alla cultura dell’Accademia dell’Arcadia, in chiave di reazione all’eccesso di artificio del Barocco.

Poesia e ritratto a Napoli tra Sei e Settecento: i casi ‘arcadici’ di Francesco Solimena e di Paolo de Matteis / Russo, Augusto. - (2024), pp. 93-118.

Poesia e ritratto a Napoli tra Sei e Settecento: i casi ‘arcadici’ di Francesco Solimena e di Paolo de Matteis

Augusto Russo
2024

Abstract

Nell’ambito di studi sul rapporto tra letteratura e arti figurative, in questo saggio è indagata la fortuna del tema del ritratto in una campionatura di poesie napoletane tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento, al passaggio tra il viceregno spagnolo e quello austriaco. I casi esaminati riguardano perlopiù il massimo pittore di Napoli all’epoca, Francesco Solimena, attivo nel duplice ruolo di ritrattista di successo internazionale e di poeta stimato. Solimena, che ritrasse re e viceré, compose poesie in occasione di ritratti da lui dipinti, oppure fu dedicatario di poesie in cui il ritratto è il motivo centrale. Componimenti di questo tipo furono pubblicati dal suo biografo De Dominici, e altri comparvero in raccolte meno note agli studi. In qualche caso, è possibile stabilire connessioni con effettivi ritratti conservati o ricordati da fonti o documenti. In misura minore ma significativa, l’esame coinvolge anche il contemporaneo Paolo de Matteis, pittore pure celebrato da letterati e poeti e dedicatario di rime concernenti ritratti. Sia Solimena che De Matteis furono vicini agli ideali e alla cultura dell’Accademia dell’Arcadia, in chiave di reazione all’eccesso di artificio del Barocco.
2024
9788822269263
Poesia e ritratto a Napoli tra Sei e Settecento: i casi ‘arcadici’ di Francesco Solimena e di Paolo de Matteis / Russo, Augusto. - (2024), pp. 93-118.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/965029
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