Il contributo è basato sul romanzo Die letzte Welt (Il mondo estremo, 1988) di Christoph Ransmayr, che rielabora la vicenda storica dell’esilio di Ovidio a Tomi. Per trovare il poeta esiliato, o almeno la sua opera che era stata censurata e distrutta, e anche per sfuggire alle pressioni di uno Stato centrale repressivo, il romano Cotta viaggia in questo territorio ‘esotico’ per l’epoca e per la visione romano-centrica, vivendo numerose avventure. Il romanzo è legato a doppio filo alla censura, trattando il tema nella finzione narrativa ed essendo stato esso stesso oggetto di censura. Nel romanzo di Ransmayr, Mida è il nome di una commedia di Ovidio, in cui si leggono tra le righe riferimenti satirici all’alta società romana. Per questo motivo, il dramma viene censurato poco dopo dalla polizia e, successivamente, all’intera opera di Ovidio toccherà la stessa sorte. Nel romanzo, infatti, l’imperatore Augusto e i suoi successori vengono ripetutamente descritti come despoti assoluti, che instaurano un vero regime di polizia in cui l’individuo è privato della sua libertà da un apparato di controllo che tutto vede e tutto controlla. Pubblicato in un periodo storico di grandi sconvolgimenti politici nell’Europa centrale e orientale, il romanzo attinge a piene mani dalla sua contemporaneità per quanto riguarda la critica esplicita all’idea di stato totalitario. Considerando il periodo di repressione che caratterizzò la DDR, ovvero la Germania socialista dell’Est, i riferimenti nel romanzo a un’asfissiante polizia di Stato e a cittadini che rischiano la vita per sfuggire a questo apparato, così come la persecuzione dei dissidenti politici, mostrano chiari parallelismi con la situazione politica del tempo. Paralleli che lo stesso Ransmayr non ha negato, ma piuttosto confermato: «Se l’ambientazione della mia storia non fosse stata Roma, ma Berlino Est, capitale della DDR, non sarebbe cambiato assolutamente nulla nella mia descrizione». L’atteggiamento critico nei confronti del totalitarismo portò anche alla censura del romanzo, che non poté essere inserito in un’antologia nella Romania di Ceaușescu per ragioni politiche, con soddisfazione dell’autore: «A quel tempo ho provato una contentezza quasi infantile che almeno uno degli interessati, il censore, abbia compreso appieno il significato di un passaggio del Die letzte Welt».
La censura nel testo e del testo: il caso del romanzo "Die letzte Welt" (1988) di Christoph Ransmayr / Esposito, Gianluca. - (2022). ( Forme e conseguenze della censura nel testo letterario Università di Pavia 25-26/05/2022).
La censura nel testo e del testo: il caso del romanzo "Die letzte Welt" (1988) di Christoph Ransmayr
Esposito, Gianluca
2022
Abstract
Il contributo è basato sul romanzo Die letzte Welt (Il mondo estremo, 1988) di Christoph Ransmayr, che rielabora la vicenda storica dell’esilio di Ovidio a Tomi. Per trovare il poeta esiliato, o almeno la sua opera che era stata censurata e distrutta, e anche per sfuggire alle pressioni di uno Stato centrale repressivo, il romano Cotta viaggia in questo territorio ‘esotico’ per l’epoca e per la visione romano-centrica, vivendo numerose avventure. Il romanzo è legato a doppio filo alla censura, trattando il tema nella finzione narrativa ed essendo stato esso stesso oggetto di censura. Nel romanzo di Ransmayr, Mida è il nome di una commedia di Ovidio, in cui si leggono tra le righe riferimenti satirici all’alta società romana. Per questo motivo, il dramma viene censurato poco dopo dalla polizia e, successivamente, all’intera opera di Ovidio toccherà la stessa sorte. Nel romanzo, infatti, l’imperatore Augusto e i suoi successori vengono ripetutamente descritti come despoti assoluti, che instaurano un vero regime di polizia in cui l’individuo è privato della sua libertà da un apparato di controllo che tutto vede e tutto controlla. Pubblicato in un periodo storico di grandi sconvolgimenti politici nell’Europa centrale e orientale, il romanzo attinge a piene mani dalla sua contemporaneità per quanto riguarda la critica esplicita all’idea di stato totalitario. Considerando il periodo di repressione che caratterizzò la DDR, ovvero la Germania socialista dell’Est, i riferimenti nel romanzo a un’asfissiante polizia di Stato e a cittadini che rischiano la vita per sfuggire a questo apparato, così come la persecuzione dei dissidenti politici, mostrano chiari parallelismi con la situazione politica del tempo. Paralleli che lo stesso Ransmayr non ha negato, ma piuttosto confermato: «Se l’ambientazione della mia storia non fosse stata Roma, ma Berlino Est, capitale della DDR, non sarebbe cambiato assolutamente nulla nella mia descrizione». L’atteggiamento critico nei confronti del totalitarismo portò anche alla censura del romanzo, che non poté essere inserito in un’antologia nella Romania di Ceaușescu per ragioni politiche, con soddisfazione dell’autore: «A quel tempo ho provato una contentezza quasi infantile che almeno uno degli interessati, il censore, abbia compreso appieno il significato di un passaggio del Die letzte Welt».| File | Dimensione | Formato | |
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