La pandemia ha introdotto nuove sfide per la mobilità urbana, trasformando le abitudini dei cittadini in modi spesso poco favorevoli all'ambiente. Il distanziamento sociale ha ridotto l'uso dei trasporti collettivi, incentivando la mobilità privata con impatti negativi sull'inquinamento atmosferico e sulla congestione urbana. Tuttavia, questa crisi può rappresentare un'opportunità per riformare il settore dei trasporti, a condizione che le politiche pubbliche sappiano promuovere soluzioni ecologiche. La micromobilità e le nuove forme di trasporto sostenibile sono strumenti fondamentali per la mobilità post-pandemica, purché adeguatamente disciplinati e sostenuti. Numerosi Paesi europei, tra cui l'Italia, stanno già incentivando l'acquisto di biciclette e scooter elettrici attraverso misure finanziarie. In questo contesto, le politiche fiscali che verranno adottate nei prossimi mesi a livello locale, nazionale ed europeo saranno decisive: potranno aggravare l’insostenibilità del sistema di trasporto oppure accelerare la transizione verso modelli più sostenibili. Un errore cruciale sarebbe utilizzare la fiscalità solo per mitigare gli effetti economici e sociali della pandemia senza affrontare la crisi climatica, un'urgenza che non permette ulteriori ritardi. I governi nazionali e l'Unione Europea hanno oggi un’occasione unica da cogliere. Questo contributo analizza come la pandemia stia influenzando le scelte di mobilità, il ruolo delle politiche fiscali nel prevenire pratiche dannose per l’ambiente e incentivare soluzioni più sostenibili, e le potenziali implicazioni di queste trasformazioni sul sistema fiscale dei trasporti.
COVID-19 and urban mobility: Has the time come for a paradigmatic shift? The potential of environmental tax policies in the pandemic age / Bisogno, M.. - Critical Issues in Environmental Taxation volume XXIII:(2021), pp. 169-182.
COVID-19 and urban mobility: Has the time come for a paradigmatic shift? The potential of environmental tax policies in the pandemic age
Bisogno M.
2021
Abstract
La pandemia ha introdotto nuove sfide per la mobilità urbana, trasformando le abitudini dei cittadini in modi spesso poco favorevoli all'ambiente. Il distanziamento sociale ha ridotto l'uso dei trasporti collettivi, incentivando la mobilità privata con impatti negativi sull'inquinamento atmosferico e sulla congestione urbana. Tuttavia, questa crisi può rappresentare un'opportunità per riformare il settore dei trasporti, a condizione che le politiche pubbliche sappiano promuovere soluzioni ecologiche. La micromobilità e le nuove forme di trasporto sostenibile sono strumenti fondamentali per la mobilità post-pandemica, purché adeguatamente disciplinati e sostenuti. Numerosi Paesi europei, tra cui l'Italia, stanno già incentivando l'acquisto di biciclette e scooter elettrici attraverso misure finanziarie. In questo contesto, le politiche fiscali che verranno adottate nei prossimi mesi a livello locale, nazionale ed europeo saranno decisive: potranno aggravare l’insostenibilità del sistema di trasporto oppure accelerare la transizione verso modelli più sostenibili. Un errore cruciale sarebbe utilizzare la fiscalità solo per mitigare gli effetti economici e sociali della pandemia senza affrontare la crisi climatica, un'urgenza che non permette ulteriori ritardi. I governi nazionali e l'Unione Europea hanno oggi un’occasione unica da cogliere. Questo contributo analizza come la pandemia stia influenzando le scelte di mobilità, il ruolo delle politiche fiscali nel prevenire pratiche dannose per l’ambiente e incentivare soluzioni più sostenibili, e le potenziali implicazioni di queste trasformazioni sul sistema fiscale dei trasporti.| File | Dimensione | Formato | |
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