È attualmente all’esame del Parlamento italiano, approvata in prima seduta dalla Camera dei Deputati il 26 luglio 2023 ed ora trasmessa al Senato, una proposta di legge, volta a modificare l’art. 12 della Legge n. 40 del 2004, recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita. La proposta mira a rendere perseguibile il reato di surrogazione di maternità commesso all’estero da cittadini italiani. Il predetto articolo, al comma 6, già vieta la pratica della maternità surrogata, comminando pene severe, sia detentive che pecuniarie, per chiunque – in qualsiasi forma – la realizzi, organizzi o pubblicizzi; al comma 9 prevede, altresì, sanzioni disciplinari per gli esercenti le professioni sanitarie condannati per tali condotte illecite. Si ritiene che il divieto incarni un principio di ordine pubblico e ne integri il concetto. La modifica proposta riscrive l’articolo 12, nel senso di estendere le pene ivi previste anche ai fatti commessi all’estero, come sovente accade nella pratica. Su di un tema così ampiamente dibattuto a livello internazionale, la Corte di Cassazione italiana, con la recente sentenza n. 38162, resa a Sezioni unite il 31 dicembre 2022, ha indicato ferme direttrici da seguire, sottolineando due punti di particolare rilevanza. Da un lato, ha ribadito, in linea con la costante giurisprudenza, che la pratica della surrogazione viola in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane. Dall’altro, ha sottolineato l’esigenza di tutelare il minore nato da gestazione per altri con il riconoscimento di uno status filiationis conforme al suo superiore interesse; tutela che potrà essere garantita – non già ammettendo la automatica trascrizione degli atti di nascita formati all’estero o la delibazione di provvedimenti stranieri di accertamento della genitorialità dei committenti – ma mediante il ricorso al giudice, chiamato a vagliare la richiesta di adozione in casi particolari, da parte del genitore d’intenzione, ai sensi dell’art. 44, co. 1, lett. d), l. n. 184/1983. La decisione sposa argomentazioni e soluzioni analoghe a quelle del Tribunale Supremo spagnolo, che, nella pronuncia del 31 marzo 2022, n. 277, ha fortemente stigmatizzato la “reificazione” del nato da madre surrogata, in quanto oggetto di un mercimonio; e si allinea alla posizione espressa al riguardo anche da altri Paesi e dalle Istituzioni europee. La comunicazione si propone di riflettere su se la configurazione della maternità surrogata come ‹‹reato universale›› contenuta nella suddetta proposta di legge – al di là della innegabile e condivisibile sottolineatura del disvalore della condotta in esame – possa apportare un reale contributo sul piano della deterrenza e, al contempo, su quello dell’effettività, offrendo più incisiva tutela ai nati con tale modalità procreativa, sia con riguardo all’instaurazione dei rapporti parentali sia con riferimento ai profili inerenti all’identità personale.

La proposta di legge italiana sulla maternità surrogata come ‹‹reato universale›› / DI LELLA, Francesca. - (2023). ( Autonomía privada, familia y herencia Università di Siviglia, Facultad de Derecho (Spagna) 23 e 24 novembre 2023).

La proposta di legge italiana sulla maternità surrogata come ‹‹reato universale››

Francesca Di Lella
2023

Abstract

È attualmente all’esame del Parlamento italiano, approvata in prima seduta dalla Camera dei Deputati il 26 luglio 2023 ed ora trasmessa al Senato, una proposta di legge, volta a modificare l’art. 12 della Legge n. 40 del 2004, recante norme in materia di procreazione medicalmente assistita. La proposta mira a rendere perseguibile il reato di surrogazione di maternità commesso all’estero da cittadini italiani. Il predetto articolo, al comma 6, già vieta la pratica della maternità surrogata, comminando pene severe, sia detentive che pecuniarie, per chiunque – in qualsiasi forma – la realizzi, organizzi o pubblicizzi; al comma 9 prevede, altresì, sanzioni disciplinari per gli esercenti le professioni sanitarie condannati per tali condotte illecite. Si ritiene che il divieto incarni un principio di ordine pubblico e ne integri il concetto. La modifica proposta riscrive l’articolo 12, nel senso di estendere le pene ivi previste anche ai fatti commessi all’estero, come sovente accade nella pratica. Su di un tema così ampiamente dibattuto a livello internazionale, la Corte di Cassazione italiana, con la recente sentenza n. 38162, resa a Sezioni unite il 31 dicembre 2022, ha indicato ferme direttrici da seguire, sottolineando due punti di particolare rilevanza. Da un lato, ha ribadito, in linea con la costante giurisprudenza, che la pratica della surrogazione viola in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane. Dall’altro, ha sottolineato l’esigenza di tutelare il minore nato da gestazione per altri con il riconoscimento di uno status filiationis conforme al suo superiore interesse; tutela che potrà essere garantita – non già ammettendo la automatica trascrizione degli atti di nascita formati all’estero o la delibazione di provvedimenti stranieri di accertamento della genitorialità dei committenti – ma mediante il ricorso al giudice, chiamato a vagliare la richiesta di adozione in casi particolari, da parte del genitore d’intenzione, ai sensi dell’art. 44, co. 1, lett. d), l. n. 184/1983. La decisione sposa argomentazioni e soluzioni analoghe a quelle del Tribunale Supremo spagnolo, che, nella pronuncia del 31 marzo 2022, n. 277, ha fortemente stigmatizzato la “reificazione” del nato da madre surrogata, in quanto oggetto di un mercimonio; e si allinea alla posizione espressa al riguardo anche da altri Paesi e dalle Istituzioni europee. La comunicazione si propone di riflettere su se la configurazione della maternità surrogata come ‹‹reato universale›› contenuta nella suddetta proposta di legge – al di là della innegabile e condivisibile sottolineatura del disvalore della condotta in esame – possa apportare un reale contributo sul piano della deterrenza e, al contempo, su quello dell’effettività, offrendo più incisiva tutela ai nati con tale modalità procreativa, sia con riguardo all’instaurazione dei rapporti parentali sia con riferimento ai profili inerenti all’identità personale.
2023
La proposta di legge italiana sulla maternità surrogata come ‹‹reato universale›› / DI LELLA, Francesca. - (2023). ( Autonomía privada, familia y herencia Università di Siviglia, Facultad de Derecho (Spagna) 23 e 24 novembre 2023).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/949603
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