Declinato con diverse fenomenologie e definizioni, secondo la dimensione, la posizione o secondo la sua possibile vocazione, il vuoto rappresenta un elemento ricorrente nella struttura dello spazio urbano contemporaneo. <> (D’Angeli, 2013, p. 59). Come afferma Manzini: <> (Manzini, 1997, p.1). In riferimento a tali considerazioni, quelli che oggi sono gli spazi urbani di passaggio, di attesa o di abbandono sono spazi assimilabili al concetto di non-luogo (Augé, 1992), spazi in cui pluralità di individui si incrociano senza però entrare in relazione, sospinti dal desiderio di consumare o di accelerare le attività quotidiane. Sono questi spazi pubblici caratterizzati da un alto potenziale rigenerativo in cui l’azione dell’allestimento temporaneo può rivelarsi strumento strategico di rifunzionalizzazione mediante interventi leggeri e risemantizzanti. Questi luoghi ‘di attraversamento’ sono spesso luoghi di attesa, luoghi nei quali assume un particolare valore il tema del tempo, nei quali <> (Maeda, 2006, p. 50-51) E queste ‘attenzioni extra’ possono essere tese, mediante l’exhibit design, all’introduzione di nuovi significati, di nuove narrazioni transmediali (Jenkis, 2006), di nuove occasioni di relazione o di entertainment di qualità. <> (Clemente, 2019, p.29). E, tali interazioni, in determinati casi, possono esse stesse farsi generatrici di contenuti ed esperienze includibili nel progetto finale di evento temporaneo. In questa direzione le <> (Basu, Macdonald, 2007, p.2). Negli aeroporti, nelle strade cittadine, nei parchi urbani, nei centri commerciali, nelle stazioni, viene così a configurarsi un <> (Migliore, Servetto, 2003, p.124)
Temporaneo ri-contestualizzante. Exhibit design come strumento di risemantizzazione degli spazi urbani condivisi / Caruso, Ivo. - 4:(2023), pp. 47-53.
Temporaneo ri-contestualizzante. Exhibit design come strumento di risemantizzazione degli spazi urbani condivisi.
Ivo Caruso
2023
Abstract
Declinato con diverse fenomenologie e definizioni, secondo la dimensione, la posizione o secondo la sua possibile vocazione, il vuoto rappresenta un elemento ricorrente nella struttura dello spazio urbano contemporaneo. <> (D’Angeli, 2013, p. 59). Come afferma Manzini: <> (Manzini, 1997, p.1). In riferimento a tali considerazioni, quelli che oggi sono gli spazi urbani di passaggio, di attesa o di abbandono sono spazi assimilabili al concetto di non-luogo (Augé, 1992), spazi in cui pluralità di individui si incrociano senza però entrare in relazione, sospinti dal desiderio di consumare o di accelerare le attività quotidiane. Sono questi spazi pubblici caratterizzati da un alto potenziale rigenerativo in cui l’azione dell’allestimento temporaneo può rivelarsi strumento strategico di rifunzionalizzazione mediante interventi leggeri e risemantizzanti. Questi luoghi ‘di attraversamento’ sono spesso luoghi di attesa, luoghi nei quali assume un particolare valore il tema del tempo, nei quali <> (Maeda, 2006, p. 50-51) E queste ‘attenzioni extra’ possono essere tese, mediante l’exhibit design, all’introduzione di nuovi significati, di nuove narrazioni transmediali (Jenkis, 2006), di nuove occasioni di relazione o di entertainment di qualità. <> (Clemente, 2019, p.29). E, tali interazioni, in determinati casi, possono esse stesse farsi generatrici di contenuti ed esperienze includibili nel progetto finale di evento temporaneo. In questa direzione le <> (Basu, Macdonald, 2007, p.2). Negli aeroporti, nelle strade cittadine, nei parchi urbani, nei centri commerciali, nelle stazioni, viene così a configurarsi un <> (Migliore, Servetto, 2003, p.124)| File | Dimensione | Formato | |
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