Negli anni iniziali della Guerra Fredda Arnold Toynbee svolse un ruolo di primo piano nell’orientare l’opinione pubblica americana ed europea circa il significato e le prospettive del nuovo ordine bipolare emerso dal secondo conflitto mondiale. L’interpretazione proposta dallo studioso britannico si incentrò sulla tesi che l’Unione Sovietica, erede della tradizione imperiale bizantina, moscovita e Romanov, costituisse lo «Stato universale» di una civiltà russa ben distinta dalla occidentale. Trincerata nello heartland del Vecchio Mondo, munita di un’ideo- logia messianica idonea a mobilitarne appieno le energie interne, guida potenziale di un’alleanza fra tutte le «civiltà proletarie» in rivolta contro l’Occidente, la superpotenza comunista andava affrontata dagli occidentali come un nemico con il quale stabilire un modus vivendi, che stornasse il pericolo di una catastrofe nucleare e ponesse in pari tempo le premesse per una graduale convergenza tra i rispettivi sistemi politici ed economico-sociali.
«A Titanic Fact»: Arnold Toynbee, la tradizione imperiale russa e lo scontro tra l’Unione Sovietica e l’Occidente / Tagliaferri, Teodoro. - (2023), pp. 111-152. [10.6093/978-88-6887-181-9]
«A Titanic Fact»: Arnold Toynbee, la tradizione imperiale russa e lo scontro tra l’Unione Sovietica e l’Occidente
Teodoro Tagliaferri
2023
Abstract
Negli anni iniziali della Guerra Fredda Arnold Toynbee svolse un ruolo di primo piano nell’orientare l’opinione pubblica americana ed europea circa il significato e le prospettive del nuovo ordine bipolare emerso dal secondo conflitto mondiale. L’interpretazione proposta dallo studioso britannico si incentrò sulla tesi che l’Unione Sovietica, erede della tradizione imperiale bizantina, moscovita e Romanov, costituisse lo «Stato universale» di una civiltà russa ben distinta dalla occidentale. Trincerata nello heartland del Vecchio Mondo, munita di un’ideo- logia messianica idonea a mobilitarne appieno le energie interne, guida potenziale di un’alleanza fra tutte le «civiltà proletarie» in rivolta contro l’Occidente, la superpotenza comunista andava affrontata dagli occidentali come un nemico con il quale stabilire un modus vivendi, che stornasse il pericolo di una catastrofe nucleare e ponesse in pari tempo le premesse per una graduale convergenza tra i rispettivi sistemi politici ed economico-sociali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


