Il seminario ha presentato la figura di Albino Lucano e le problematiche ecdotiche e contenutistiche della sua opera storica "De gestis regum Neapolitanorum ab Aragonia", che trattava in sei libri delle vicende politiche e belliche gravitanti nell’orbita d’interesse del Regno aragonese di Napoli dalla cosiddetta guerra di Toscana alla riconquista del Regno da parte di Ferdinando II dopo l’invasione di Carlo VIII, lungo un arco di tempo che si estende dall’anno 1478 all’anno 1496. Quest’opera può a buon diritto esser definita come l’ultima grande prova della storiografia umanistica di stampo “dinastico”, o meglio “monarchico” (Delle Donne), fiorita nella Napoli aragonese della seconda metà del Quattrocento. In quest’opera appare centrale la figura di Alfonso Duca di Calabria, almeno nei primi cinque libri del De gestis, che sembrerebbero ispirati ad un disegno ideologico unitario, non condiviso soltanto dall’ultimo libro De bello Gallico, la cui composizione dovette esser concepita a posteriori, dopo le tragiche vicende che videro il Regno di Napoli in lotta coi Francesi. Infatti, a parte l’ultimo libro, che risponde a un disegno diverso, ispirato ad una situazione politica profondamente mutata, il vero eroe della vicenda storica non è il re Ferrante, ma suo figlio Alfonso, la cui attività politica e militare diventa il perno di tutto il racconto. Il seminario si è soffermato sui modelli classici delle macrostrutture del racconto storico, ispirato innanzi tutto al modello dell'Historia Romana di Appiano, e sull'analisi di una serie di passi che confermano il collegamento ai modelli di Livio e di Cesare soprattutto.

La scrittura storica di Giovanni Albino Lucano tra adesione ai modelli classici e propaganda politica / Germano, Giuseppe. - (2023).

La scrittura storica di Giovanni Albino Lucano tra adesione ai modelli classici e propaganda politica

Germano Giuseppe
2023

Abstract

Il seminario ha presentato la figura di Albino Lucano e le problematiche ecdotiche e contenutistiche della sua opera storica "De gestis regum Neapolitanorum ab Aragonia", che trattava in sei libri delle vicende politiche e belliche gravitanti nell’orbita d’interesse del Regno aragonese di Napoli dalla cosiddetta guerra di Toscana alla riconquista del Regno da parte di Ferdinando II dopo l’invasione di Carlo VIII, lungo un arco di tempo che si estende dall’anno 1478 all’anno 1496. Quest’opera può a buon diritto esser definita come l’ultima grande prova della storiografia umanistica di stampo “dinastico”, o meglio “monarchico” (Delle Donne), fiorita nella Napoli aragonese della seconda metà del Quattrocento. In quest’opera appare centrale la figura di Alfonso Duca di Calabria, almeno nei primi cinque libri del De gestis, che sembrerebbero ispirati ad un disegno ideologico unitario, non condiviso soltanto dall’ultimo libro De bello Gallico, la cui composizione dovette esser concepita a posteriori, dopo le tragiche vicende che videro il Regno di Napoli in lotta coi Francesi. Infatti, a parte l’ultimo libro, che risponde a un disegno diverso, ispirato ad una situazione politica profondamente mutata, il vero eroe della vicenda storica non è il re Ferrante, ma suo figlio Alfonso, la cui attività politica e militare diventa il perno di tutto il racconto. Il seminario si è soffermato sui modelli classici delle macrostrutture del racconto storico, ispirato innanzi tutto al modello dell'Historia Romana di Appiano, e sull'analisi di una serie di passi che confermano il collegamento ai modelli di Livio e di Cesare soprattutto.
2023
La scrittura storica di Giovanni Albino Lucano tra adesione ai modelli classici e propaganda politica / Germano, Giuseppe. - (2023).
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