L’occasione del Convegno di Fano ha consentito ulteriori riflessioni a valle della mostra napoletana rientrante nelle celebrazioni del v centenario vinciano, inaugurata il 12 dicembre nell’Appartamento Borbonico del Palazzo Reale di Napoli. La rassegna, curata da Alfredo Buccaro con Maria Rascaglia, ha voluto proporre al pubblico il tema delle tracce della diffusione, diretta o indiretta, della lezione di Leonardo e di quella rinascimentale postvinciana sull’architettura e sull’ingegneria del Mezzogiorno moderno. Dedicata a Carlo Pedretti, il più autorevole studioso vinciano al mondo, purtroppo recentemente scomparso, l’iniziativa è stata promossa dal CIRICE, Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea, insieme con la Biblioteca Nazionale di Napoli. In concomitanza con l’inaugurazione della mostra è stato pubblicato il corposo catalogo per CB edizioni e in e-book per CIRICE-Fedoa Federico II University Press. La mostra si è articolata in due sezioni. La prima, più specificamente vinciana e dedicata quindi alle testimonianze del leonardismo a Napoli in età moderna e contemporanea, ha presentato fonti documentarie note o inedite, tra cui il Codice Corazza, apografo seicentesco della Biblioteca Nazionale di Napoli, rientrante nell’attività di selezione e trascrizione vinciana coordinata da Cassiano dal Pozzo intorno al 1640; il Codice Fridericiano, apografo del XVI secolo dal Trattato della Pittura di Leonardo, oggi presso l’Università di Napoli Federico ii; il Foglietto del Belvedere dell’Archivio Pedretti, un enigmatico quanto prezioso documento in cui si fa cenno di codici vinciani perduti. La seconda sezione, che possiamo definire postvinciana, ha presentato per la prima volta al pubblico e fatto oggetto di un’attenta catalogazione il Codice Tarsia: si tratta di un “libro di disegni” della stessa biblioteca napoletana, in cui è possibile riconoscere con evidenza l’eco, nell’ambiente professionale del Mezzogiorno nel secondo Cinquecento, dell’architettura del tardo Rinascimento romano di marca vignolesca e degli studi di Leonardo e di Francesco di Giorgio Martini in materia di ingegneria militare e di fortificazioni urbane.
Leonardo e il Rinascimento nei Codici napoletani. Ragioni e contenuti della mostra vinciana / Buccaro, Alfredo. - (2022), pp. 186-205.
Leonardo e il Rinascimento nei Codici napoletani. Ragioni e contenuti della mostra vinciana
ALFREDO BUCCARO
2022
Abstract
L’occasione del Convegno di Fano ha consentito ulteriori riflessioni a valle della mostra napoletana rientrante nelle celebrazioni del v centenario vinciano, inaugurata il 12 dicembre nell’Appartamento Borbonico del Palazzo Reale di Napoli. La rassegna, curata da Alfredo Buccaro con Maria Rascaglia, ha voluto proporre al pubblico il tema delle tracce della diffusione, diretta o indiretta, della lezione di Leonardo e di quella rinascimentale postvinciana sull’architettura e sull’ingegneria del Mezzogiorno moderno. Dedicata a Carlo Pedretti, il più autorevole studioso vinciano al mondo, purtroppo recentemente scomparso, l’iniziativa è stata promossa dal CIRICE, Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea, insieme con la Biblioteca Nazionale di Napoli. In concomitanza con l’inaugurazione della mostra è stato pubblicato il corposo catalogo per CB edizioni e in e-book per CIRICE-Fedoa Federico II University Press. La mostra si è articolata in due sezioni. La prima, più specificamente vinciana e dedicata quindi alle testimonianze del leonardismo a Napoli in età moderna e contemporanea, ha presentato fonti documentarie note o inedite, tra cui il Codice Corazza, apografo seicentesco della Biblioteca Nazionale di Napoli, rientrante nell’attività di selezione e trascrizione vinciana coordinata da Cassiano dal Pozzo intorno al 1640; il Codice Fridericiano, apografo del XVI secolo dal Trattato della Pittura di Leonardo, oggi presso l’Università di Napoli Federico ii; il Foglietto del Belvedere dell’Archivio Pedretti, un enigmatico quanto prezioso documento in cui si fa cenno di codici vinciani perduti. La seconda sezione, che possiamo definire postvinciana, ha presentato per la prima volta al pubblico e fatto oggetto di un’attenta catalogazione il Codice Tarsia: si tratta di un “libro di disegni” della stessa biblioteca napoletana, in cui è possibile riconoscere con evidenza l’eco, nell’ambiente professionale del Mezzogiorno nel secondo Cinquecento, dell’architettura del tardo Rinascimento romano di marca vignolesca e degli studi di Leonardo e di Francesco di Giorgio Martini in materia di ingegneria militare e di fortificazioni urbane.| File | Dimensione | Formato | |
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