Questo articolo esamina l'inizio di un interesse storiografico per la scultura lignea medievale in Campania, come esempio della teoria di Xavier Barral sulla storiografia dell'arte medievale, che dimostra come l'elaborazione di categorie interpretative negli studi storico-artistici del passato abbia influenzato la percezione moderna delle opere d'arte del Medioevo. Dopo aver considerato le ragioni dello scarso interesse per l'argomento tra Ottocento e primo Novecento, l'articolo mostra come le nuove ricerche condotte tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento si siano sviluppate a partire dall'impronta "moderatamente nazionalistica" della visione di Adolfo Venturi sull'arte italiana, per diventare un ambito di conflitto metodologico negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Nati come esito di ricerche individuali, frutto di interessi specifici legati all'attività di tutela del patrimonio, tali studi divennero uno strumento di complesse impalcature concettuali volte a individuare le relazioni tra l'arte italiana e quella europea e, con specifico riferimento all'arte lignea campana, a sottrarla al giudizio negativo che ne aveva originariamente condizionato la valutazione critica, enfatizzandone il legame con le più avanzate esperienze artistiche centro-italiane, transalpine e mediterranee.
Scultura lignea medievale in Campania: alle origini del dibattito storiografico / D'Ovidio, Stefano. - 1:(2023), pp. 697-709.
Scultura lignea medievale in Campania: alle origini del dibattito storiografico
Stefano D'Ovidio
2023
Abstract
Questo articolo esamina l'inizio di un interesse storiografico per la scultura lignea medievale in Campania, come esempio della teoria di Xavier Barral sulla storiografia dell'arte medievale, che dimostra come l'elaborazione di categorie interpretative negli studi storico-artistici del passato abbia influenzato la percezione moderna delle opere d'arte del Medioevo. Dopo aver considerato le ragioni dello scarso interesse per l'argomento tra Ottocento e primo Novecento, l'articolo mostra come le nuove ricerche condotte tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento si siano sviluppate a partire dall'impronta "moderatamente nazionalistica" della visione di Adolfo Venturi sull'arte italiana, per diventare un ambito di conflitto metodologico negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Nati come esito di ricerche individuali, frutto di interessi specifici legati all'attività di tutela del patrimonio, tali studi divennero uno strumento di complesse impalcature concettuali volte a individuare le relazioni tra l'arte italiana e quella europea e, con specifico riferimento all'arte lignea campana, a sottrarla al giudizio negativo che ne aveva originariamente condizionato la valutazione critica, enfatizzandone il legame con le più avanzate esperienze artistiche centro-italiane, transalpine e mediterranee.| File | Dimensione | Formato | |
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