Il processo di riforma del credito cooperativo ha significativamente modificato la struttura del sistema bancario territoriale italiano. Alla luce di questi importanti cambiamenti strutturali, che non sono stati accompagnati da una modifica delle caratteristiche del sistema produttivo del Paese – strutturalmente fondato su micro, piccole e medie imprese – la presenza di banche di diversa natura, caratterizzate da specifici elementi distintivi, deve essere ritenuta ancora necessaria al fine di assicurare un adeguato sostegno all’economia italiana. Il presente studio intende evidenziare significative differenze nei comportamenti di banche aventi diversa natura (shareholder value bank vs. stakeholder value bank), prendendo in esame le determinanti delle politiche di impiego e di accantonamento di un campione di circa 1.600 intermediari provenienti dai quattro principali paesi dell’eurozona (Francia, Germania, Italia e Spagna), osservato durante il periodo 2011-2019. I principali risultati possono essere sintetizzati come segue: i) gli accantonamenti a fronte del rischio di credito delle banche di territorio si mostrano più sensibili al rischio rispetto alle banche non ispirate a principi di mutualità; ii) il rapporto tra accantonamenti e prestiti alla clientela si riduce all’aumentare della quota dei prestiti sul totale dell’attivo, confortando l’ipotesi che le banche di territorio riescono ad erogare prestiti caratterizzati da una migliore qualità (al margine); iii) il rapporto tra accantonamenti e prestiti alla clientela aumenta all’aumentare del totale delle attività per le banche ispirate a principi di mutualità, suggerendo una migliore capacita delle banche caratterizzate da una maggiore prossimità al territorio di selezionare controparti reputate meno rischiose. In termini di implicazioni di policy, le significative differenze evidenziate nel confronto tra banche mutualistiche e intermediari non aventi natura mutualistica, segnalano specificità del modello di business delle prime che una corretta applicazione del principio di proporzionalità dovrebbe valorizzare per contribuire allo sviluppo equilibrato, diversificato e sostenibile dell’intero sistema bancario.

Sviluppo e Sistema Bancario

Rosa Cocozza
2022

Abstract

Il processo di riforma del credito cooperativo ha significativamente modificato la struttura del sistema bancario territoriale italiano. Alla luce di questi importanti cambiamenti strutturali, che non sono stati accompagnati da una modifica delle caratteristiche del sistema produttivo del Paese – strutturalmente fondato su micro, piccole e medie imprese – la presenza di banche di diversa natura, caratterizzate da specifici elementi distintivi, deve essere ritenuta ancora necessaria al fine di assicurare un adeguato sostegno all’economia italiana. Il presente studio intende evidenziare significative differenze nei comportamenti di banche aventi diversa natura (shareholder value bank vs. stakeholder value bank), prendendo in esame le determinanti delle politiche di impiego e di accantonamento di un campione di circa 1.600 intermediari provenienti dai quattro principali paesi dell’eurozona (Francia, Germania, Italia e Spagna), osservato durante il periodo 2011-2019. I principali risultati possono essere sintetizzati come segue: i) gli accantonamenti a fronte del rischio di credito delle banche di territorio si mostrano più sensibili al rischio rispetto alle banche non ispirate a principi di mutualità; ii) il rapporto tra accantonamenti e prestiti alla clientela si riduce all’aumentare della quota dei prestiti sul totale dell’attivo, confortando l’ipotesi che le banche di territorio riescono ad erogare prestiti caratterizzati da una migliore qualità (al margine); iii) il rapporto tra accantonamenti e prestiti alla clientela aumenta all’aumentare del totale delle attività per le banche ispirate a principi di mutualità, suggerendo una migliore capacita delle banche caratterizzate da una maggiore prossimità al territorio di selezionare controparti reputate meno rischiose. In termini di implicazioni di policy, le significative differenze evidenziate nel confronto tra banche mutualistiche e intermediari non aventi natura mutualistica, segnalano specificità del modello di business delle prime che una corretta applicazione del principio di proporzionalità dovrebbe valorizzare per contribuire allo sviluppo equilibrato, diversificato e sostenibile dell’intero sistema bancario.
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