La nostra Costituzione tutela il paesaggio e responsabilizza i cittadini affinché se ne facciano carico così da tramandare alle generazioni future un patrimonio che è di tutti. Con la Convenzione Europea del 2006 si è rafforzata l’azione dei cittadini nella salvaguardia e nella gestione del patrimonio paesaggio, sottolineando con forza la dimensione costituzionale del paesaggio stesso. Come efficacemente ha scritto Salvatore Settis è proprio nella nostra Carta che «troviamo il coerente manifesto di uno Stato fondato sul bene comune e non sul profitto di pochi; sulla dignità della persona e non sulla sua oppressione». Nella stessa Convenzione leggiamo con chiarezza la definizione del paesaggio come risultante di azione e interazione di natura e fattori umani, dunque il paesag- gio è non solo e non tanto oggetto, quan- to risultante di relazioni tra lo spazio fisi- co e l’azione umana, che passa attraverso la conoscenza e l’interpretazione. Il paesaggio e la città si liberano, dun- que, da una connotazione unicamente fisica rinnovandosi ogni volta in rela- zione a distinte condizioni contestuali. La città contemporanea ha individuato materiali e processi diversi dal passato ponendosi in una nuova dialettica con l’esistente, affinando un nuovo sguardo su di esso.
Paesaggio urbano "bene comune" / Santangelo, MARIA ROSARIA. - (2022), pp. 555-560.
Paesaggio urbano "bene comune"
Maria Rosaria Santangelo
2022
Abstract
La nostra Costituzione tutela il paesaggio e responsabilizza i cittadini affinché se ne facciano carico così da tramandare alle generazioni future un patrimonio che è di tutti. Con la Convenzione Europea del 2006 si è rafforzata l’azione dei cittadini nella salvaguardia e nella gestione del patrimonio paesaggio, sottolineando con forza la dimensione costituzionale del paesaggio stesso. Come efficacemente ha scritto Salvatore Settis è proprio nella nostra Carta che «troviamo il coerente manifesto di uno Stato fondato sul bene comune e non sul profitto di pochi; sulla dignità della persona e non sulla sua oppressione». Nella stessa Convenzione leggiamo con chiarezza la definizione del paesaggio come risultante di azione e interazione di natura e fattori umani, dunque il paesag- gio è non solo e non tanto oggetto, quan- to risultante di relazioni tra lo spazio fisi- co e l’azione umana, che passa attraverso la conoscenza e l’interpretazione. Il paesaggio e la città si liberano, dun- que, da una connotazione unicamente fisica rinnovandosi ogni volta in rela- zione a distinte condizioni contestuali. La città contemporanea ha individuato materiali e processi diversi dal passato ponendosi in una nuova dialettica con l’esistente, affinando un nuovo sguardo su di esso.| File | Dimensione | Formato | |
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