Il contributo approfondisce il rapporto tra la crisi innescata dal Covid-19 e specifici aspetti sociali, ritenuti significativi, come ad esempio, l’intensificarsi degli episodi di violenza domestica. L’emergenza che deriva dall’epidemia ha amplificato le situazioni di rischio legate alla violenza domestica, soprattutto a fronte della prolungata coabitazione, dello stress derivante dal rispetto delle diverse misure di contenimento e delle difficoltà economiche e lavorative insorte.La violenza è, indubbiamente, una gravissima forma di violazione dei diritti umani con conseguenze sociali, economiche e sanitarie dannose e persino irreversibili. La violenza di genere può riguardare sia gli uomini e sia le donne, ma, stando ai dati dell’ EIGE European Institute for Gender Equality sono soprattutto le donne, che riflettono il loro status subordinato nella società, a subirla. Questa divisione dà luogo a gerarchie di potere inique; tradizionalmente, infatti, la società ha conferito i valori di “dominanza, aggressività e competizione” ai ruoli di genere maschile e di “sottomissione, fragilità e accoglienza” ai ruoli di genere femminile, e questa netta suddivisione è ancora più evidente nei paesi in via di sviluppo. Riconoscere la violenza in tutte le sue forme è sicuramente il primo passo da compiere ai fini di un intervento efficace, così come promuovere azioni costanti di ascolto, di sensibilizzazione, di orientamento delle vittime, di consapevolezza e di supporto emotivo. Solo così si potrà contribuire alla riduzione dei fenomeni discriminatori, persecutori e violenti, di cui sono oggetto, purtroppo, tantissime donne e bambini/e – e non solo -, soprattutto in questi tempi di pervasiva crisi e incertezza.
Prigioniere nella propria casa. Violenze, disagi e abusi ai tempi del Covid-19 / Calia, Raffaella Monia. - (2022), pp. 111-117.
Prigioniere nella propria casa. Violenze, disagi e abusi ai tempi del Covid-19
CALIA, Raffaella Monia
2022
Abstract
Il contributo approfondisce il rapporto tra la crisi innescata dal Covid-19 e specifici aspetti sociali, ritenuti significativi, come ad esempio, l’intensificarsi degli episodi di violenza domestica. L’emergenza che deriva dall’epidemia ha amplificato le situazioni di rischio legate alla violenza domestica, soprattutto a fronte della prolungata coabitazione, dello stress derivante dal rispetto delle diverse misure di contenimento e delle difficoltà economiche e lavorative insorte.La violenza è, indubbiamente, una gravissima forma di violazione dei diritti umani con conseguenze sociali, economiche e sanitarie dannose e persino irreversibili. La violenza di genere può riguardare sia gli uomini e sia le donne, ma, stando ai dati dell’ EIGE European Institute for Gender Equality sono soprattutto le donne, che riflettono il loro status subordinato nella società, a subirla. Questa divisione dà luogo a gerarchie di potere inique; tradizionalmente, infatti, la società ha conferito i valori di “dominanza, aggressività e competizione” ai ruoli di genere maschile e di “sottomissione, fragilità e accoglienza” ai ruoli di genere femminile, e questa netta suddivisione è ancora più evidente nei paesi in via di sviluppo. Riconoscere la violenza in tutte le sue forme è sicuramente il primo passo da compiere ai fini di un intervento efficace, così come promuovere azioni costanti di ascolto, di sensibilizzazione, di orientamento delle vittime, di consapevolezza e di supporto emotivo. Solo così si potrà contribuire alla riduzione dei fenomeni discriminatori, persecutori e violenti, di cui sono oggetto, purtroppo, tantissime donne e bambini/e – e non solo -, soprattutto in questi tempi di pervasiva crisi e incertezza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


