Il contributo si dedica, nella prima parte, alle tematiche della partecipazione giovanile, in relazione agli stili ed alle strategie, con la quale essa si esplica. La seconda parte presenta una ricerca sulle progettualità creative avviate con giovani richiedenti asilo in provincia di Avellino. Le strategie europee di promozione della partecipazione giovanile, messe in campo anche grazie a progettualità che incentivano forme di coinvolgimento dei giovani, hanno il fine di promuovere la cittadinanza attiva, incrementando la (ri)motivazione, il benessere personale, la fiducia nelle istituzioni, con importanti ricadute a livello sociale.Tali progettualità dimostrano impatti notevoli anche a livello delle politiche mainstream, con il fine di rafforzare la dimensione internazionale delle attività destinate alla gioventù ed il ruolo delle organizzazioni socio-educative pubbliche e private. Accanto a questo scenario che potremmo definire “istituzionalizzato”, si sviluppano, però, tutta una serie di progettualità ed emergenze creative spesso proposte e realizzate dai giovani, che avvengono in contesti e spazi informali di partecipazione, persino virtuali, che molte volte incontrano difficoltà di riconoscimento, per il loro carattere “destrutturato”. In tal senso, così come dimostrato da autorevoli studi (Cahill, Dadvand 2018; Percy-Smith, Nigel, Becevic, Pitti, 2018), la concezione che si sta facendo largo oggi, a proposito della partecipazione giovanile, è che i giovani abbiano una tendenza partecipativa, ma che non tutte le forme assunte dal loro attivismo vengano riconosciute come tali, a livello istituzionale. Parimenti, però, alcuni gruppi giovanili scelgono volontariamente di imprimere una connotazione dissidente alle proprie pratiche, anche attraverso l’opposizione a un possibile riconoscimento mainstream, poiché, in questo caso, verrebbe meno la carica contestatrice delle proprie attività creative. I contesti giovanili di ibridazione culturale che si profilano all’orizzonte, però, oltre che da spostamenti globali continui e dalle possibilità infinite di esplorazione date dal digitale, risentono anche fortemente della presenza esponenziale di culture altre, dato che nel 2019 la popolazione straniera residente in Italia ha superato i 5 milioni (Dati Istat 2019). Il breve lavoro di indagine presentato nel contributo, di analisi del caso di studio del workshop di hip hop, è di origine esplorativa, e l’approccio metodologico è di tipo etnografico, con declinazione autoetnografica. L’arte educativa, oltre a costituire una pratica inclusiva, è anche una potente ed efficace modalità attraverso cui si manifesta l’integrazione sociale, e con essa anche la necessaria differenziazione personale e diversità culturale, e diviene, nei progetti di intervento con i giovani richiedenti asilo e rifugiati, un elemento prioritario di riscrittura delle configurazioni territoriali, agendo sulle geografie “urbane” non solo delle nostre metropoli e cittadine, ma anche delle meno prossime comunità di origine.

Youth Creativity. Culture della partecipazione: stili, mode e strategie

Calia, Raffaella Monia
2021

Abstract

Il contributo si dedica, nella prima parte, alle tematiche della partecipazione giovanile, in relazione agli stili ed alle strategie, con la quale essa si esplica. La seconda parte presenta una ricerca sulle progettualità creative avviate con giovani richiedenti asilo in provincia di Avellino. Le strategie europee di promozione della partecipazione giovanile, messe in campo anche grazie a progettualità che incentivano forme di coinvolgimento dei giovani, hanno il fine di promuovere la cittadinanza attiva, incrementando la (ri)motivazione, il benessere personale, la fiducia nelle istituzioni, con importanti ricadute a livello sociale.Tali progettualità dimostrano impatti notevoli anche a livello delle politiche mainstream, con il fine di rafforzare la dimensione internazionale delle attività destinate alla gioventù ed il ruolo delle organizzazioni socio-educative pubbliche e private. Accanto a questo scenario che potremmo definire “istituzionalizzato”, si sviluppano, però, tutta una serie di progettualità ed emergenze creative spesso proposte e realizzate dai giovani, che avvengono in contesti e spazi informali di partecipazione, persino virtuali, che molte volte incontrano difficoltà di riconoscimento, per il loro carattere “destrutturato”. In tal senso, così come dimostrato da autorevoli studi (Cahill, Dadvand 2018; Percy-Smith, Nigel, Becevic, Pitti, 2018), la concezione che si sta facendo largo oggi, a proposito della partecipazione giovanile, è che i giovani abbiano una tendenza partecipativa, ma che non tutte le forme assunte dal loro attivismo vengano riconosciute come tali, a livello istituzionale. Parimenti, però, alcuni gruppi giovanili scelgono volontariamente di imprimere una connotazione dissidente alle proprie pratiche, anche attraverso l’opposizione a un possibile riconoscimento mainstream, poiché, in questo caso, verrebbe meno la carica contestatrice delle proprie attività creative. I contesti giovanili di ibridazione culturale che si profilano all’orizzonte, però, oltre che da spostamenti globali continui e dalle possibilità infinite di esplorazione date dal digitale, risentono anche fortemente della presenza esponenziale di culture altre, dato che nel 2019 la popolazione straniera residente in Italia ha superato i 5 milioni (Dati Istat 2019). Il breve lavoro di indagine presentato nel contributo, di analisi del caso di studio del workshop di hip hop, è di origine esplorativa, e l’approccio metodologico è di tipo etnografico, con declinazione autoetnografica. L’arte educativa, oltre a costituire una pratica inclusiva, è anche una potente ed efficace modalità attraverso cui si manifesta l’integrazione sociale, e con essa anche la necessaria differenziazione personale e diversità culturale, e diviene, nei progetti di intervento con i giovani richiedenti asilo e rifugiati, un elemento prioritario di riscrittura delle configurazioni territoriali, agendo sulle geografie “urbane” non solo delle nostre metropoli e cittadine, ma anche delle meno prossime comunità di origine.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/903835
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact