Lo scritto ripercorre l'esperienza didattica del Laboratorio di Progettazione 3C 2020-21, impostata come ricerca a diverse scale, necessaria a mettere a fuoco e calibrare significato e potenzialità dell’“abitare l’esistente” relativamente al caso studio proposto dal coordinatore dei Laboratori del terzo anno Giovanni Multari, e condiviso con i colleghi di corso. La proposta didattica si pone nel solco di una tradizione specificatamente italiana del progetto urbano che lega l’azione progettuale (modificazione dell’esistente) alla nozione di appartenenza. Nell'esito finale, ridotti ai principi compositivi fondamentali, e ricomposti in 6 manifesti di città analoghe, i progetti ritrovano l’origine archetipica legata al tema dell'abitare e mostrano un’intrigante consistenza di rovine, ovvero di Forme di Memoria capaci nel tempo di orientare il riconoscimento delle ragioni dei luoghi e dei loro rapporti reciproci. I sei lavori rappresentano altrettanti scenari per la città di Rosarno in cui l’abitato di Case Nuove può ritrovare un ruolo specifico e non marginale. Si tratta di proiezioni di un futuro possibile perché saldamente ancorato alle ragioni della Memoria ma misurato sulle aspettative e la complessità del presente. Solo apparentemente visionari i progetti infatti colgono potenzialità di trasformazione dei siti, attuabili anche in fasi distinte, fissando univocamente i rapporti relazionali ma restando duttili ad esigenze funzionali mutevoli nel tempo.
Ritorno al futuro. Forme di memoria per Rosarno / Galante, Paola; Lubrano, Oreste. - Ill. a colori:(2022), pp. 86-93. [10.6093/978-88-6887-135-2]
Ritorno al futuro. Forme di memoria per Rosarno
PAOLA GALANTE;LUBRANO, Oreste
2022
Abstract
Lo scritto ripercorre l'esperienza didattica del Laboratorio di Progettazione 3C 2020-21, impostata come ricerca a diverse scale, necessaria a mettere a fuoco e calibrare significato e potenzialità dell’“abitare l’esistente” relativamente al caso studio proposto dal coordinatore dei Laboratori del terzo anno Giovanni Multari, e condiviso con i colleghi di corso. La proposta didattica si pone nel solco di una tradizione specificatamente italiana del progetto urbano che lega l’azione progettuale (modificazione dell’esistente) alla nozione di appartenenza. Nell'esito finale, ridotti ai principi compositivi fondamentali, e ricomposti in 6 manifesti di città analoghe, i progetti ritrovano l’origine archetipica legata al tema dell'abitare e mostrano un’intrigante consistenza di rovine, ovvero di Forme di Memoria capaci nel tempo di orientare il riconoscimento delle ragioni dei luoghi e dei loro rapporti reciproci. I sei lavori rappresentano altrettanti scenari per la città di Rosarno in cui l’abitato di Case Nuove può ritrovare un ruolo specifico e non marginale. Si tratta di proiezioni di un futuro possibile perché saldamente ancorato alle ragioni della Memoria ma misurato sulle aspettative e la complessità del presente. Solo apparentemente visionari i progetti infatti colgono potenzialità di trasformazione dei siti, attuabili anche in fasi distinte, fissando univocamente i rapporti relazionali ma restando duttili ad esigenze funzionali mutevoli nel tempo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


