Esponente dell’ultima fase dell’Accademia Pontaniana, Giovan Francesco Anisio, accademicamente Giano Anisio, si presenta come poeta dalla proteiforme ispirazione : alla tragedia Protogonos, in cinque atti, ispirata alle vicende del peccato originale, si affiancano, infatti, satire, epigrammi, elegie, liriche, inni sacri, facezie, sententiae, una raccolta senile di Epistolae de religione, ed anche ecloghe in una complessa produzione che sperimenta, esclusivamente in latino , i generi più diversi in forme ispirate ad una tradizione letteraria culta ed erudita. La sua vita, che abbraccia settant’anni, all’incirca dal 1470 al 1540, si muove tra i circoli culturali di Napoli e Roma, sul crinale della fine della dinastia Trastámara sul trono di Napoli, e dell’annessione alla corona di Spagna. Il corpus bucolico anisiano è costituito di sei ecloghe che non formano una vera e propria raccolta a sé stante: le ecloghe furono edite dall’Anisio all’interno dei Varia Poemata, un monumentale volume di materiali poetici strutturato sul criterio della varietas, un volume che curato dall’autore stesso vide la luce nel 1531 nelle officine di Johann Sultzbach a Napoli. Esse si presentano nei Poemata in questa successione: nel primo libro dei varia Poemata si leggono Melisaeus e Murenus; nel terzo Sapientia ed Aepolus; nel quinto Ursus e Coritius. La relazione mette in luce le peculiarità della raccolta ed analizza la stretta connessione tra la prima ecloga anisiana, Meliseus, e l'omonima ecloga di Giovanni Gioviano Pontano

Il corpus bucolico di Giano Anisio tra modelli classici e moderni, tradizione e innovazione

Antonietta Iacono
2022

Abstract

Esponente dell’ultima fase dell’Accademia Pontaniana, Giovan Francesco Anisio, accademicamente Giano Anisio, si presenta come poeta dalla proteiforme ispirazione : alla tragedia Protogonos, in cinque atti, ispirata alle vicende del peccato originale, si affiancano, infatti, satire, epigrammi, elegie, liriche, inni sacri, facezie, sententiae, una raccolta senile di Epistolae de religione, ed anche ecloghe in una complessa produzione che sperimenta, esclusivamente in latino , i generi più diversi in forme ispirate ad una tradizione letteraria culta ed erudita. La sua vita, che abbraccia settant’anni, all’incirca dal 1470 al 1540, si muove tra i circoli culturali di Napoli e Roma, sul crinale della fine della dinastia Trastámara sul trono di Napoli, e dell’annessione alla corona di Spagna. Il corpus bucolico anisiano è costituito di sei ecloghe che non formano una vera e propria raccolta a sé stante: le ecloghe furono edite dall’Anisio all’interno dei Varia Poemata, un monumentale volume di materiali poetici strutturato sul criterio della varietas, un volume che curato dall’autore stesso vide la luce nel 1531 nelle officine di Johann Sultzbach a Napoli. Esse si presentano nei Poemata in questa successione: nel primo libro dei varia Poemata si leggono Melisaeus e Murenus; nel terzo Sapientia ed Aepolus; nel quinto Ursus e Coritius. La relazione mette in luce le peculiarità della raccolta ed analizza la stretta connessione tra la prima ecloga anisiana, Meliseus, e l'omonima ecloga di Giovanni Gioviano Pontano
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