L’articolo si occupa della progressiva “giuridificazione” del settore alimentare, ovvero una sorta di integrazione e regolamentazione degli interessi dei diversi soggetti interagiscono nella filiera alimentare. Da tale fenomeno è discesa una differenziazione dei profili propriamente connessi alla tutela della salute dai cd. rischi alimentari (food security) da quelli inerenti la disponibilità, l’ accesso fisico ed economico, al cibo, concepito come bene-risorsa fondamentale da garantire all’intera umanità (food safety). Il lavoro ha poi esaminato il profilo organizzativo implementato a tutela degli interessi sottesi alla filiera alimentare, strutturato dalla Unione Europea come una Autorità indipendente, con poteri tecnici di risk assestment: si tratta dell’European Food Security Authority (E.F.S.A.), mentre sono di competenza “politica” della Commissione i poteri di gestione dei rischi. L’ EFSA, soggetto sui generis, rispetto alle Autorità Europee è disegnata come un network, una rete, tecnico scientifica tra istituzioni analoghe negli stati membri e l’Autorità europea che dunque, abbandonano la logica del bottom up e top down, impone rapporti per lo più di equiordinazione dei soggetti istituzionali nazionali. Il legislatore italiano, però non ha colto l’opportunità di costituire una maglia di tale rete, e dopo diversa vicissitudine “gattopardesche” ha lasciato la competenza alle valutazioni tecnico scientifiche, ad organismi ministeriali, rinunciando ad aspirazioni di oggettiva indipendenza, ed all’organizzazione di un sistema di riferimento istituzionale e di un’attività pianificatoria relativi alla sicurezza alimentare. Anche la scelta europea di strutturare un intervento istituzionale soft che da un lato sia privo di poteri di intervento regolatorio, e dall’altro tenga fuori tutte le attività connesse alla tutela della food safety, non appare pienamente condivisibile, e soprattutto non in linea con le enfatiche dichiarazioni dei documenti europei che sanciscono il dovere di nutrire i suoi cittadini e che propugnano l’idea di regolare la filiera alimentare come un unicum, secondo la logica “dal campo alla tavola”.
L’E.F.S.A. (European Food Security Authority) tra food safety e food security / DI FIORE, Giuliana. - (2020), pp. 227-249.
L’E.F.S.A. (European Food Security Authority) tra food safety e food security.
Giuliana Di Fiore
2020
Abstract
L’articolo si occupa della progressiva “giuridificazione” del settore alimentare, ovvero una sorta di integrazione e regolamentazione degli interessi dei diversi soggetti interagiscono nella filiera alimentare. Da tale fenomeno è discesa una differenziazione dei profili propriamente connessi alla tutela della salute dai cd. rischi alimentari (food security) da quelli inerenti la disponibilità, l’ accesso fisico ed economico, al cibo, concepito come bene-risorsa fondamentale da garantire all’intera umanità (food safety). Il lavoro ha poi esaminato il profilo organizzativo implementato a tutela degli interessi sottesi alla filiera alimentare, strutturato dalla Unione Europea come una Autorità indipendente, con poteri tecnici di risk assestment: si tratta dell’European Food Security Authority (E.F.S.A.), mentre sono di competenza “politica” della Commissione i poteri di gestione dei rischi. L’ EFSA, soggetto sui generis, rispetto alle Autorità Europee è disegnata come un network, una rete, tecnico scientifica tra istituzioni analoghe negli stati membri e l’Autorità europea che dunque, abbandonano la logica del bottom up e top down, impone rapporti per lo più di equiordinazione dei soggetti istituzionali nazionali. Il legislatore italiano, però non ha colto l’opportunità di costituire una maglia di tale rete, e dopo diversa vicissitudine “gattopardesche” ha lasciato la competenza alle valutazioni tecnico scientifiche, ad organismi ministeriali, rinunciando ad aspirazioni di oggettiva indipendenza, ed all’organizzazione di un sistema di riferimento istituzionale e di un’attività pianificatoria relativi alla sicurezza alimentare. Anche la scelta europea di strutturare un intervento istituzionale soft che da un lato sia privo di poteri di intervento regolatorio, e dall’altro tenga fuori tutte le attività connesse alla tutela della food safety, non appare pienamente condivisibile, e soprattutto non in linea con le enfatiche dichiarazioni dei documenti europei che sanciscono il dovere di nutrire i suoi cittadini e che propugnano l’idea di regolare la filiera alimentare come un unicum, secondo la logica “dal campo alla tavola”.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
L’E.F.S.A..pdf
solo utenti autorizzati
Licenza:
Accesso privato/ristretto
Dimensione
282.13 kB
Formato
Adobe PDF
|
282.13 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


