La pandemia da Covid-19 ha riacceso il dibattito scientifico sulla densità urbana, mettendo in discussione modelli insediativi tradizionalmente ritenuti sostenibili. Se in passato la città densa e compatta era considerata lo strumento principe per ridurre il consumo di suolo, ottimizzare servizi e promuovere inclusione sociale, l’emergenza sanitaria ha sollevato interrogativi sull’equilibrio tra densità e salute pubblica. L’articolo analizza il ruolo della densificazione nel contesto post-pandemico, distinguendo tra densità e sovraffollamento, e promuovendo il concetto di “densità giusta”: un approccio che combina sostenibilità ambientale, equità sociale e resilienza urbana. Attraverso una rassegna di studi e sperimentazioni, gli autori evidenziano come i fattori determinanti nella vulnerabilità pandemica non siano la densità in sé, bensì l’accessibilità a spazi pubblici fruibili e la qualità dell’organizzazione urbana. Il contributo propone l’evoluzione da un modello di pianificazione centrato sulla densità quantitativa a un paradigma di “densificazione intelligente”, integrato da strategie di prossimità, infrastrutture verdi, mobilità sostenibile e uso flessibile degli spazi. Particolare rilievo assume la scala del quartiere, inteso come ambito privilegiato per promuovere equità territoriale, gestione collettiva dei beni comuni e resilienza trasformativa. Infine, si afferma la necessità di riconsiderare le traiettorie di sviluppo urbano alla luce dei limiti planetari, ripensando la crescita in termini di prosperità sostenibile. La densità urbana, se riprogettata secondo principi ecologici e sociali, può tornare a essere un elemento centrale per costruire una “nuova normalità” urbana più giusta, sicura e solidale.
Città e pandemie. Densità urbana e densificazione dopo il Covid-19 / Sgobbo, A.; D'Onofrio, R.. - (2021), pp. 231-250.
Città e pandemie. Densità urbana e densificazione dopo il Covid-19
A. Sgobbo
Primo
;
2021
Abstract
La pandemia da Covid-19 ha riacceso il dibattito scientifico sulla densità urbana, mettendo in discussione modelli insediativi tradizionalmente ritenuti sostenibili. Se in passato la città densa e compatta era considerata lo strumento principe per ridurre il consumo di suolo, ottimizzare servizi e promuovere inclusione sociale, l’emergenza sanitaria ha sollevato interrogativi sull’equilibrio tra densità e salute pubblica. L’articolo analizza il ruolo della densificazione nel contesto post-pandemico, distinguendo tra densità e sovraffollamento, e promuovendo il concetto di “densità giusta”: un approccio che combina sostenibilità ambientale, equità sociale e resilienza urbana. Attraverso una rassegna di studi e sperimentazioni, gli autori evidenziano come i fattori determinanti nella vulnerabilità pandemica non siano la densità in sé, bensì l’accessibilità a spazi pubblici fruibili e la qualità dell’organizzazione urbana. Il contributo propone l’evoluzione da un modello di pianificazione centrato sulla densità quantitativa a un paradigma di “densificazione intelligente”, integrato da strategie di prossimità, infrastrutture verdi, mobilità sostenibile e uso flessibile degli spazi. Particolare rilievo assume la scala del quartiere, inteso come ambito privilegiato per promuovere equità territoriale, gestione collettiva dei beni comuni e resilienza trasformativa. Infine, si afferma la necessità di riconsiderare le traiettorie di sviluppo urbano alla luce dei limiti planetari, ripensando la crescita in termini di prosperità sostenibile. La densità urbana, se riprogettata secondo principi ecologici e sociali, può tornare a essere un elemento centrale per costruire una “nuova normalità” urbana più giusta, sicura e solidale.| File | Dimensione | Formato | |
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