Il lavoro si sviluppa su un'intuizione di fondo: la tecnica affidata a se stessa non tende al bene comune, ma procura utilità solo a chi la impiega. Due le filosofie in campo con le loro luci e ombre. La prima lascia andare le cose per il loro verso, consegnando la tecnica alla self-regulation degli imprenditori digitali, che produrranno regole negoziali con effetti vincolanti anche verso i terzi. Siamo dinanzi alle Autorità private, che rafforzano una dominanza incontestabile e assoluta approfittando dell'aporia normativa. La seconda filosofia, invece, consegna la tecnica all'eteronomia la quale, se decisa nel confronto dialettico maggioranza-opposizione, potrebbe orientare il processo tecnologico verso i valori della persona. In tale ultimo caso il bene finale consisterebbe nell'attivare un circuito virtuoso tendente a moltiplicare le occasioni di crescita, di presenza e quindi di effettiva partecipazione politica del cittadino digitale al nuovo scenario di una Rete democratica. Il lavoro mira a cogliere la novità di Internet non solo nei modelli regolatori, ma in ogni categoria giuridica: dal modo di essere dei diritti all'identità del regolatore, inevitabilmente pubblico-privato. Per questo, cadono i vecchi archetipi e si dubita che sia necessario disegnarne di nuovi, che rischierebbero di soffocare una realtà giuridico-economica in divenire.
Le trasformazioni delle libertà / Minico, De. - (2021). ( Presentazione del libro di G. De Minico, "Libertà in rete.Libertà dalla Rete" Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna settembre 2021).
Le trasformazioni delle libertà
De Minico
2021
Abstract
Il lavoro si sviluppa su un'intuizione di fondo: la tecnica affidata a se stessa non tende al bene comune, ma procura utilità solo a chi la impiega. Due le filosofie in campo con le loro luci e ombre. La prima lascia andare le cose per il loro verso, consegnando la tecnica alla self-regulation degli imprenditori digitali, che produrranno regole negoziali con effetti vincolanti anche verso i terzi. Siamo dinanzi alle Autorità private, che rafforzano una dominanza incontestabile e assoluta approfittando dell'aporia normativa. La seconda filosofia, invece, consegna la tecnica all'eteronomia la quale, se decisa nel confronto dialettico maggioranza-opposizione, potrebbe orientare il processo tecnologico verso i valori della persona. In tale ultimo caso il bene finale consisterebbe nell'attivare un circuito virtuoso tendente a moltiplicare le occasioni di crescita, di presenza e quindi di effettiva partecipazione politica del cittadino digitale al nuovo scenario di una Rete democratica. Il lavoro mira a cogliere la novità di Internet non solo nei modelli regolatori, ma in ogni categoria giuridica: dal modo di essere dei diritti all'identità del regolatore, inevitabilmente pubblico-privato. Per questo, cadono i vecchi archetipi e si dubita che sia necessario disegnarne di nuovi, che rischierebbero di soffocare una realtà giuridico-economica in divenire.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


